Leggenda italiana del rally — 2 titoli iridati, 2 Coppe del Mondo, un europeo — Miki Biasion, 68 anni, da luglio è presidente della Commissione Rally di Aci Sport. «È un fine settimana nero per l’automobilismo sportivo. Come pilota sono vicino alle famiglie delle persone decedute. Queste cose non dovrebbero mai accadere, e noi cerchiamo di fare tutto per evitarle. Non ho memoria, di un week-end così terribile».
Chi ha sbagliato?
«Aspettiamo di recuperare i rapporti dettagliati di direttori di gara, organizzatori e forze dell’ordine. Al momento non abbiamo abbastanza elementi per fare valutazioni, non sarebbe corretto. Sui social ognuno dice la sua, e così si crea ancora più confusione».
Il rally è pericoloso.
«Il motorsport avrà sempre una percentuale di rischio. Ma sono stati fatti enormi passi avanti, dal punto di vista della sicurezza. Per ogni gara possiamo contare su supervisori che verificano ogni punto del percor…
Leggenda italiana del rally — 2 titoli iridati, 2 Coppe del Mondo, un europeo — Miki Biasion, 68 anni, da luglio è presidente della Commissione Rally di Aci Sport. «È un fine settimana nero per l’automobilismo sportivo. Come pilota sono vicino alle famiglie delle persone decedute. Queste cose non dovrebbero mai accadere, e noi cerchiamo di fare tutto per evitarle. Non ho memoria, di un week-end così terribile».
Chi ha sbagliato?
«Aspettiamo di recuperare i rapporti dettagliati di direttori di gara, organizzatori e forze dell’ordine. Al momento non abbiamo abbastanza elementi per fare valutazioni, non sarebbe corretto. Sui social ognuno dice la sua, e così si crea ancora più confusione».
Il rally è pericoloso.
«Il motorsport avrà sempre una percentuale di rischio. Ma sono stati fatti enormi passi avanti, dal punto di vista della sicurezza. Per ogni gara possiamo contare su supervisori che verificano ogni punto del percorso fino a 5 minuti prima del via, e restano in costante contatto via radio. Nei tratti potenzialmente più difficili utilizziamo anche dei droni, per controllare dall’alto che sia tutto in ordine».
E allora come si spiega quello che è appena accaduto?
«Non sarà mai possibile garantire al 100% l’assenza di inconvenienti più o meno gravi. Bisogna sempre fare i conti con la fatalità, l’imprudenza di qualcuno, l’errore umano. Come nella vita di tutti i giorni. Ai miei tempi si correva e basta, andavamo all’arrembaggio. Invece oggi si lavora prima, durante e dopo le corse, per capire se e dove non si è stati abbastanza prudenti, e intervenire. Lungo i percorsi ci sono tante zone vietate al pubblico, poi però di fronte a delle carambole impossibili e difficile fare qualsiasi previsione. Però le vetture odierne non sono neanche paragonabili lontanamente a quelle di 40 anni fa, dal punto di vista della sicurezza: in termini di abbigliamento, abitacoli, sedili».
La sua Commissione deve settimanalmente riferire alla Giunta Sportiva dell’Automobile Club d’Italia, presieduta da Geronimo La Russa.
«Con me ci sono 15 persone, tra ex piloti e navigatori: facciamo il punto sulle gare dei giorni precedenti, valutiamo criticità e come intervenire in futuro. Ci confrontiamo con la giunta anche per eventuali scelte o modifiche regolamentari. Ma già durante le competizioni vengo aggiornato su tutte le corse alle quali non posso essere direttamente presente».
Avrà allora saputo qualcosa, di quanto accaduto a Trapani e in Liguria.
«Sì, ma abbiamo bisogno di approfondire. E per farlo servono dei rapporti ufficiali, completi. Posso ribadire che una cosa del genere non era mai accaduta: sono coincidenze tragicamente incredibili».
L’Italia resta un paese di grandi tifosi di motori, il rally non passa mai di moda.
«Stiamo ritornando popolarissimi, e credo questo sia anche dovuto alla grande sicurezza che abbiamo saputo garantire — insieme alla spettacolarità — in questi ultimi anni. Uno degli scopi del motorismo è anche quello di recuperare elementi per poi intervenire sull’affidabilità delle vetture che circolano tutti i giorni. Pretendere l’incolumità totale e assoluta, è purtroppo impossibile: ci sarà sempre un punto interrogativo. Speriamo di renderlo ogni giorno più piccolo».