Crans, il Comune conosceva il pericolo. Il papà di Chiara Costanzo: “Negligenza palese, ora verità”
a cura della redazione Cronaca nazionale"Da papà di Chiara, leggere una notizia del genere mi lascia senza parole. Se davvero il Comune era stato informato del rischio che quella schiuma fonoassorbente potesse incendiarsi, allora credo che sia doveroso fare piena luce su ciò che è accaduto e, soprattutto, capire perché quel pericolo non sia stato affrontato e scongiurato”. Lo dice Andrea Costanzo, papà della sedicenne vittima del rogo di Capodanno a Crans-Montana, commentando la notizia che il Comune svizzero sapeva che la schiuma fonoassorbente del Constellation poteva prendere fuoco.
La prova, rivela il quotidiano elvetico Tages-Anzeiger, sarebbe una mail con la quale Rose-Marie Clavien –ex consigliera comunale con delega all'edilizia tra il 2017 e il 2024 – avvertiva del pericolo. La donna, che nell'interrogatorio di venerdì 28 agosto si è avvalsa della facoltà di non rispondere su questo punto, è la diciassettesima indagata nell'inchiesta sull'incendio di Capodanno, in cui sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite…
"Da papà di Chiara, leggere una notizia del genere mi lascia senza parole. Se davvero il Comune era stato informato del rischio che quella schiuma fonoassorbente potesse incendiarsi, allora credo che sia doveroso fare piena luce su ciò che è accaduto e, soprattutto, capire perché quel pericolo non sia stato affrontato e scongiurato”. Lo dice Andrea Costanzo, papà della sedicenne vittima del rogo di Capodanno a Crans-Montana, commentando la notizia che il Comune svizzero sapeva che la schiuma fonoassorbente del Constellation poteva prendere fuoco.
La prova, rivela il quotidiano elvetico Tages-Anzeiger, sarebbe una mail con la quale Rose-Marie Clavien –ex consigliera comunale con delega all'edilizia tra il 2017 e il 2024 – avvertiva del pericolo. La donna, che nell'interrogatorio di venerdì 28 agosto si è avvalsa della facoltà di non rispondere su questo punto, è la diciassettesima indagata nell'inchiesta sull'incendio di Capodanno, in cui sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite.
“Chiara e le altre vittime non possono essere riportate indietro. Ma noi familiari abbiamo bisogno di sapere la verità. Se qualcuno sapeva che esisteva un rischio, vogliamo capire cosa è stato fatto, cosa non è stato fatto e perché – prosegue ancora Costanzo – Non voglio sostituirmi alla magistratura e non spetta a me stabilire responsabilità. Ma una cosa la posso dire: quando una tragedia porta via delle vite, tra cui quella di mia figlia, ogni eventuale informazione che avrebbe potuto contribuire a evitarla assume un peso enorme. Mi auguro che l'inchiesta possa arrivare fino in fondo, con chiarezza e senza lasciare zone d'ombra. Lo dobbiamo a Chiara, a tutte le vittime e alle loro famiglie”.
Della pericolosità della spugna, di cui era ricoperto il soffitto del discobar andato a fuoco il primo gennaio, era consapevole anche la stessa proprietaria, Jessica Moretti. In un messaggio inviato nel dicembre del 2019 aveva infatti avvisato i suoi dipendenti sul pericolo delle candele pirotecniche, che avrebbero potuto incendiare il rivestimento: “Se vogliono degli scintillanti fate molta attenzione, rimanete fin quando non si saranno spenti, perché se finiscono al suolo, su un divano o se vengono tenuti in alto e bruciano la schiuma del soffitto, il Constellation va a fuoco”.