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Nell’estate più calda, declino record dei ghiacciai: “Fra dieci anni non ci sarà più la Marmolada”

Il ghiacciaio della Marmolada

 

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I dati del Cnr: “Ad agosto 5 gradi più della media”. Rapporto dell’università di Padova: “La Marmolada è arretrata di 23 metri, il triplo dell’anno scorso. Di questo passo scomparirà in un decennio”
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Si sta concludendo l’estate più calda di sempre. La nostra percezione è confermata dai dati del Cnr, il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Da quando è nata la sua serie storica delle temperature, nel 1950, non si era mai arrivati ai 24,3 gradi di media su tutto il territorio nazionale. Il dato è la combinazione delle temperature di giorni e notti, mari e montagne.

Cinque gradi oltre la media

“Il 2026 ha visto un rialzo le temperature di tutti i mesi, fino ad agosto, rispetto all'anno precedente” spiega l’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe).

“Ad agosto si è registrato lo scostamento maggiore, con una temperatura media sul territorio nazionale di 25,6 gradi centigradi e un’anomalia di +5,2°C rispetto alla temperatura media nel mese di agosto tra 1951 e 1980, pari a 20,4 gradi.

La Marmolada è arretrata di 23 metri

Alla fine della stagione, con lo zero termico che per tutta l’estate ha oscillato tra i 4.700 e i 5.000 metri, arriva il momento dei b…

Si sta concludendo l’estate più calda di sempre. La nostra percezione è confermata dai dati del Cnr, il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Da quando è nata la sua serie storica delle temperature, nel 1950, non si era mai arrivati ai 24,3 gradi di media su tutto il territorio nazionale. Il dato è la combinazione delle temperature di giorni e notti, mari e montagne.

Cinque gradi oltre la media

“Il 2026 ha visto un rialzo le temperature di tutti i mesi, fino ad agosto, rispetto all'anno precedente” spiega l’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe).

“Ad agosto si è registrato lo scostamento maggiore, con una temperatura media sul territorio nazionale di 25,6 gradi centigradi e un’anomalia di +5,2°C rispetto alla temperatura media nel mese di agosto tra 1951 e 1980, pari a 20,4 gradi.

La Marmolada è arretrata di 23 metri

Alla fine della stagione, con lo zero termico che per tutta l’estate ha oscillato tra i 4.700 e i 5.000 metri, arriva il momento dei bilanci anche per i ghiacci delle nostre montagne.

Il principale ghiacciaio delle Dolomiti, la Marmolada, è arretrato in media di 23 metri: il triplo rispetto all’anno scorso. Mai aveva vissuto una stagione così nera. La sua superficie totale è scesa da 92 a 83 ettari. Una perdita simile era avvenuta solo nel 2022, quando una valanga di ghiaccio era precipitata seppellendo 11 alpinisti.

La valanga della Marmolada del 2022 

"La Marmolada rischia di scomparire”

I dati arrivano dalla Campagna Glaciologica Partecipata promossa dal Museo di Geografia dell’Università di Padova, che ha visitato il ghiacciaio al confine tra Veneto e Trentino Alto-Adige. “Se si ripeteranno altre estati così, la Marmolada potrebbe sparire nel giro di un decennio” ha avvertito Mauro Varotto, che insegna Geografia all’università di Padova ed è stato il responsabile scientifico della campagna.

Alla spedizione in alta quota hanno partecipato anche l'Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale del Veneto, la Fondazione Glaciologica Italiana e numerosi volontari dai 16 ai 75 anni, tra cui escursionisti esperti, insegnanti e appassionati.

Gli alpini disinnescano alcune bombe della prima guerra mondiale riemerse per lo scioglimento dei ghiacciai 

"Non c’è più terreno gelato”

Il fronte ovest del ghiacciaio, quello che si trova in condizioni peggiori, è arretrato nelle ultime due estati di 120 metri e non scende ormai sotto ai 2.900 metri di quota. Il ghiaccio perenne – permafrost – si è fuso totalmente sul Piz Boè, la vetta più alta del Gruppo del Sella. “Non c’è terreno gelato a nessuna profondità” ha confermato Gianni Marigo dell'Arpav. “Non si sono verificate nevicate nemmeno alle quote più elevate”.

La Carovana dei Ghiacciai 

La temperatura sulla Marmolada, misurata dalla stazione dell’Arpav di Punta Rocca a 3.250 metri, è scesa sotto allo zero solo tre volte, con una minima di meno 0,6 gradi.

I teloni geotessili

L’unica neve rimasta al di sotto dei 2.900 metri, conferma Giovanni Benetton, responsabile delle misurazioni per la Fondazione Glaciologica Italiana, “è ormai quella che si trova sotto i teloni geotessili”.

A partire dall’anno scorso sul ghiacciaio della Marmolada sono stati stesi dei teloni di plastica bianca per limitare la fusione del ghiaccio, in corrispondenza delle piste da sci usate d’inverno. La superficie ricoperta è pari a 30mila metri quadrati: molto poco rispetto all’area perduta, soprattutto calcolando l’energia spesa per trasportare i teloni in quota e il danno ambientale della plastica che si degrada.

Lo sci estivo d’altra parte si è dovuto fermare in tutta Europa. Da Ferragosto anche l’ultimo baluardo, il ghiacciaio dello Stelvio, è stato costretto a chiudere per le temperature troppo alte, che non consentivano il rigelo neanche di notte.

La Carovana dei Ghiacciai e l’”estate horribilis”

Di “estate 2026 horribilis” per le Alpi e i suoi ghiacciai ha parlato anche Legambiente, che ha portato a termine la sua campagna di monitoraggio Carovana dei Ghiacciai con la collaborazione scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana. “Di questo passo – fa sapere l’associazione – si rischia di superare in peggio le estati del 2022 e del 2023”.

I sette ghiacciai simbolo visitati quest’estate dalla Carovana (Adamello, Grande Motte, ghiacciai del Miage e Planpincieux sul Monte Bianco, ghiacciaio dei Forni, del Montasio e del Coolidge superiore sul Monviso) sono tutti in arretramento, con segni di instabilità come l’aumento delle colate di detriti e la deformazione delle morene.

Sul Monviso e sul Montasio si sono verificati dei crolli proprio durante il passaggio della Carovana. Gli esperti hanno trovato sulla roccia prima ricoperta dal ghiaccio delle piante pioniere.

“Tra la metà dell'Ottocento e il 2015 – fa sapere Legambiente - le Alpi hanno perso circa il 57% della superficie glaciale e il 64% del volume. Dal 2000 il tasso di abbassamento della superficie dei ghiacciai è triplicato e tra il 2000 e il 2023 l’Europa centrale, regione dominata dalle Alpi, ha perso circa il 39% della propria massa glaciale”.

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