Famiglia nel bosco, procedimento disciplinare per l'assistente sociale: “Non è stata imparziale”
di Corrado ZuninoROMA – L'Ordine degli assistenti sociali d'Abruzzo ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti di Veruska D'Angelo, l'assistente sociale che segue il caso della famiglia anglo-australiana di Palmoli (Chieti), al centro della vicenda dei tre minori allontanati dalla loro abitazione il 20 novembre 2025. Il Collegio territoriale di disciplina contesta, in via preliminare, la presunta violazione di diversi articoli del codice deontologico.
L'apertura del fascicolo è scaturita da due segnalazioni: una presentata dalla presidente dell'Ordine per verificare il corretto esercizio della professione, anche in relazione a dichiarazioni rese alla stampa, e una depositata dagli ex legali dei genitori, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion.
…ROMA – L'Ordine degli assistenti sociali d'Abruzzo ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti di Veruska D'Angelo, l'assistente sociale che segue il caso della famiglia anglo-australiana di Palmoli (Chieti), al centro della vicenda dei tre minori allontanati dalla loro abitazione il 20 novembre 2025. Il Collegio territoriale di disciplina contesta, in via preliminare, la presunta violazione di diversi articoli del codice deontologico.
L'apertura del fascicolo è scaturita da due segnalazioni: una presentata dalla presidente dell'Ordine per verificare il corretto esercizio della professione, anche in relazione a dichiarazioni rese alla stampa, e una depositata dagli ex legali dei genitori, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion.
Secondo questo esposto, presentato lo scorso gennaio dagli avvocati Danila Solinas e Marco Femminella, l'assistente sociale avrebbe tenuto un comportamento privo dell'imparzialità richiesta dal ruolo, avrebbe espresso giudizi di valore sul modello educativo della famiglia e non avrebbe rispettato alcuni principi deontologici relativi al rapporto con gli assistiti, alla riservatezza nei confronti della stampa e alla gestione della relazione professionale.
L’assistente sociale, incardinata nel servizio Ecad 14 di Monteodorisio, sempre in provincia di Chieti, potrà presentare controdeduzioni a quelle che al momento sono solo ipotesi di contestazioni.
Il primo esposto rigettato
L’esposto contro la dottoressa D’Angelo era stato subito respinto dallo stesso servizio sociale, che, cinque giorni dopo aver ricevuto la richiesta, aveva scritto: “Non ravvisiamo le contestazioni avanzate, l’operato dell’assistente sociale è stato corretto in ogni sua forma”. La segnalazione indirizzata all’Ordine degli assistenti, invece, ha fatto scaturire l’apertura del procedimento disciplinare.
La scorsa settimana il Tribunale per i minorenni dell'Aquila aveva disposto un percorso graduale di riavvicinamento tra i bambini e i genitori, con incontri progressivi finalizzati al possibile rientro in famiglia. Due riunioni operative successive sono saltate proprio a causa dell’assenza dell’assistente D’Angelo. L’attuale avvocato, Simone Pillon, ha scritto una pec al servizio sociale lamentandosi dell’assenza, che sta procrastinando il rientro, seppur parziale, a Palmoli dei tre figli di Nathan e Catherine. E ha ottenuto la sostituzione dell’assistente per questo passaggio. L’incontro per la gestione dell’iscrizione alla scuola e gli spostamenti dei bimbi si terrà, quindi, domani.
"Il fascicolo resta alla D’Angelo”
L’avvocato Luca Bauccio, che difende l’assistente D’Angelo, smentisce che la professionista sia stata sostituita nella vicenda “Trevallion-Birmingham” e spiega che all’incontro di domani parteciperà una collega poiché lo staff del Servizio sociale nel frattempo si è allargato. L’avvocato Bauccio dice: “La D’Angelo non è stata sostituita, è una menzogna fatta girare per screditare lei e le istituzioni. La mia assistita è stata confermata nel ruolo dai suoi superiori, ho qui i documenti. È una fandonia dire, poi, che la dottoressa D’Angelo abbia ritardato l’incontro dei bambini con i genitori. L’ultima ordinanza dei giudici è stata notificata il 31 agosto scorso e già il 5 settembre l’avvocato Pillon denunciava l’inattività dei servizi sociali, senza sapere che cosa avesse fatto questo ufficio, ovvero l’organizzazione dell’inserimento dei tre bimbi nella scuola pubblica. Non è l’avvocato Pillon a poter dettare il calendario, quello lo costruisce il servizio sociale su indicazione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila”.
L’avvocato Bauccio interviene anche sul procedimento disciplinare e segnala: “Un primo esposto era stato immediatamente archiviato dal servizio locale. La presidenza dell’Ordine degli assistenti sociali, quindi, ha voluto allestire un procedimento a tutela di Veruska D’Angelo. Lei non ha niente da temere. Abbiamo già presentato una copiosa memoria che mette in risalto l’infondatezza di tutte le accuse. Siamo stati sentiti dal Consiglio di disciplina a luglio e all’unanimità i membri hanno valutato che non servisse altro”.
L’udienza del giudizio disciplinare è stata fissata per il prossimo 14 dicembre, ma la difesa oggi invierà una pec per chiedere un’anticipazione urgente del giudizio. “La dirigente superiore della dottoressa D’Angelo ha smentito per iscritto tutta la vicenda del 6 marzo, il giorno dell’allontanamento di Catherine Birmingham dalla struttura di Vasto. La D’Angelo non ha mai ostacolato alcuna operazione, come hanno sostenuto gli ex legali, e in serata, per far scendere toni troppo accesi, ha dato il suo consenso al pernottamento di Catherine. È stata la madre a rifiutare. È tutto scritto, punto per punto”.