La benzina del sindaco contro gli aumenti, boom per le pompe comunali. “Mezzo euro al litro in meno”
di Corrado ZuninoROMA – Valle Castellana, con il distributore in paese lungo la provinciale 49, è un caso nazionale. C’è la fila alle pompe, almeno finché non cala il sole. Il prezzo di ieri si era stabilizzato a 1,940 euro per un litro di benzina, self service. Questo dice l’Osservaprezzi carburanti del ministero del Made in Italy. Valle Castellana è in provincia di Teramo, Abruzzo a ridosso delle Marche colpite nel 2016 dal terremoto. Se ci si sposta in città, Teramo, appunto, 40 chilometri a sud, un distributore dello stesso marchio eroga la Super 95 self a 29 centesimi in più. E così, stesso diaframma di prezzo a parità di fornitore, ad Ascoli Piceno.
La differenza, il risparmio ecco, è dovuta al fatto che “Valle Castellana” è diventata un distributore pubb…
ROMA – Valle Castellana, con il distributore in paese lungo la provinciale 49, è un caso nazionale. C’è la fila alle pompe, almeno finché non cala il sole. Il prezzo di ieri si era stabilizzato a 1,940 euro per un litro di benzina, self service. Questo dice l’Osservaprezzi carburanti del ministero del Made in Italy. Valle Castellana è in provincia di Teramo, Abruzzo a ridosso delle Marche colpite nel 2016 dal terremoto. Se ci si sposta in città, Teramo, appunto, 40 chilometri a sud, un distributore dello stesso marchio eroga la Super 95 self a 29 centesimi in più. E così, stesso diaframma di prezzo a parità di fornitore, ad Ascoli Piceno.
La differenza, il risparmio ecco, è dovuta al fatto che “Valle Castellana” è diventata un distributore pubblico. Il proprietario è il suo comune, lo indicano le insegne sul posto con gli stemmi municipali. L’iniziativa è stata del sindaco Camillo D’Angelo, esponente di Italia Viva e presidente della Provincia. Sono ottocento gli abitanti di Valle Castellana, distribuiti su 44 frazioni, ma ormai nel borgo vengono a far benzina da tre regioni: il municipio rivende il carburante quasi a prezzo di costo.
Quando nasce l’iniziativa
L’iniziativa è nata nel 2022, quando il distributore rischiava la chiusura definitiva, costringendo gli abitanti a percorrere venti chilometri per fare rifornimento. Per evitare l'isolamento del territorio, l'amministrazione comunale ha deciso di rilevare la licenza, ristrutturare l'impianto e assumere direttamente la gestione del servizio. “C’è chi aveva solo la necessità di una tanica di gasolio per gli attrezzi agricoli eppure doveva andare ad Ascoli facendo quaranta minuti di auto”, ricorda il sindaco.
La pompa di benzina nel 2024 fatturava 75.000 euro, nel 2025 è cresciuta a 500.000 “e le previsioni per il 2026 sono ancora migliori perché c’è stata una grande riscoperta della montagna in questa estate e abbiamo avuto molti più turisti, anche stranieri”. Solo self service al distributore sociale, niente personale. Una misura nata per contrastare lo spopolamento e garantire un presidio fondamentale nelle aree interne si è trasformata oggi, con la guerra degli Stati Uniti all’Iran, lo strozzamento dello Stretto di Hormuz, in un esempio per le aree interne del Paese. E in un’idea di ripubblicizzazione dei servizi essenziali che, da tempo, attraversa la sinistra socialista italiana e internazionale.
“Voglio attivare una carta prepagata da 500 a 1.000 euro, da consegnare alle famiglie in difficoltà, per consentire loro di fare carburante nel nostro distributore”, chiude il sindaco Camillo D’Angelo.
Ecco tutti i distributori sparsi per l’Italia
In tutto, sono 15 i casi di rifornitori comunali, allocati in 7 regioni del Paese. Alcuni hanno aperto da tempo. Altri, sulla scorta dell’esempio marketing di Valle Castellana, apriranno a breve. Per otto comuni, questi all’interno dell’Umbria e della Toscana, sono in corso studi di fattibilità per progetti di benzinai di proprietà pubblica.
Sempre in Abruzzo, sono intervenuti sulle pompe le amministrazioni di Cortino e Castelli. A Pizzo Ferrino il distributore “Pizzoil” è stato il primo caso di distributore comunale in Italia, aprì nel 2006. In un contesto di caro energetico, l’esperienza della benzina del sindaco tocca soprattutto il Centro Italia, e quelle aree interne a cui il terremoto di dieci anni fa ha sottratto risorse e abitanti.
In provincia di Ascoli, siamo passati alle Marche, amministrazioni di diverso colore si sono mosse, visto che il mercato non riusciva più a garantire servizi essenziali. A Force, trenta chilometri di curve sopra il capoluogo,il distributore comunale è operativo da dieci anni. Si possono risparmiare quasi 10 euro su 50 litri. “Il Comune aggiunge solo sette centesimi al litro”, ha spiegato il sindaco Amedeo Lupi, “servono per garantire la manutenzione”.
A Montedinove la municipalità era già intervenuta nel 2014. A Castignano il Comune ha acquistato l'unica pompa del paese per 160.000 euro, la proprietaria settantenne era esausta, e ora il municipio si prepara a garantirne la continuità a partire dal prossimo mese: “Rischiavamo di interrompere i servizi della Croce Rossa”, spiega il sindaco Fabio Polini, al terzo mandato. Presto sarà attivo anche un punto di rifornimento a Ripatransone, collina non lontana dal Mar Adriatico.
In alcuni di questi avamposti sono già scomparsi il medico di base, la farmacia, lo sportello bancario. "Non è una gara a chi è arrivato prima", dice Francesco Ameli, segretario provinciale del Pd di Ascoli Piceno, “ma un'occasione per capire che siamo di fronte a un problema strutturale”. Continua: "In questi territori un distributore non è soltanto un'attività commerciale. Se il punto di rifornimento più vicino dista chilometri, la sua chiusura pesa sulla vita quotidiana, sulle imprese. Non tutto ciò che è indispensabile per una comunità è economicamente conveniente per il mercato ed è qui che la politica deve tornare a fare il proprio mestiere".
Investimenti con Cassa Depositi
A Penna San Giovanni, comune in provincia di Macerata, l'impianto comunale è attivo dal 2023 e affianca alla pompa anche un autolavaggio. L'investimento è stato sostenuto in parte con un prestito della Cassa Depositi e Prestiti e prevede sconti aggiuntivi per le famiglie in difficoltà economica. Sempre nella provincia di Macerata c’è Pieve Torina, colpita duramente dal sisma dell’Italia Centrale: nel 2027 qui sarà attivo un distributore di benzina di proprietà dell’amministrazione. All’interno del cratere del terremoto, bisogna ricordare, in 25 comuni non esiste un distributore.
Nel Molise, il Comune di Petrella Tifernina (Campobasso) gestisce direttamente la pompa nel corso principale del borgo, da anni, e riesce a offrire i prezzi più bassi della regione.
Il caso Valle Castellana è diventato motivo di dibattito politico per la Regione Umbria, che sta valutando la possibilità di replicare il progetto in sette comuni delle aree interne: Cerreto di Spoleto, Sellano, Monteleone di Spoleto, Giano dell'Umbria, Fossato di Vico, Montone e Nocera Umbra. Così in Toscana. Una mozione per un progetto di fattibilità è stata avanzata dal Comune di Prato, e dalle aree interne si arriva in città.
Un impianto storico comunale è presente, ancora, a Turano, in provincia di Avellino. In Calabria la rarefazione delle pompe di benzina – e quindi la crescita dei prezzi – è storica. In provincia di Cosenza è intervenuto il sindaco di Bocchigliero, Alfonso Benevento, e ha annunciato una nuova stazione pubblica. Gli automobilisti dell’area per rifornirsi oggi devono spostarsi di cinquanta chilometri. L'amministrazione comunale di Polia (Vibo Valentia) ha quindi reso pubblica l’apertura di un punto di rifornimento comunale: consentirà un risparmio di 20 centesimi al litro, assicura.
Si può aprire nelle aree depresse
Aprire un rifornitore di benzina comunale, per le leggi europee sulla concorrenza, è possibile solo in aree montane, depresse o prive del servizio. E di fronte alla certezza che nessun privato ha interessi a intervenire. In Lombardia, a Costa Valle Imagna, la provincia di Bergamo, il Comune gestisce il distributore dal 2017: subentrò dopo l'abbandono del privato. Gli utenti arrivano a risparmiare 50 centesimi al litro su tutti i carburanti. In Piemonte, a Premia, e qui siamo nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola, l'impianto comunale è attivo ed è tra gli esempi più stabili di questa formula.
Il Friuli Venezia Giulia, terra di confine, ha affrontato da tempo la questione. I residenti beneficiano di una riduzione sul prezzo alla pompa di benzina e di gasolio, graduata in base alla fascia di distanza dal confine o dalle zone montane. La Regione ha valutato l'ipotesi di creare una rete pubblica di distribuzione per calmierare ulteriormente i prezzi nelle aree scoperte.
In provincia di Bolzano, dove si registrano i picchi di benzina più alti d’Italia, esiste un'agevolazione specifica per i cittadini residenti nei comuni di frontiera (come Brennero, San Candido o Malles Venosta) per ridurre l'impatto economico del rifornimento quotidiano.
Il dibattito, partito dal centro Italia, avanza nel Paese. Confartigianato Puglia ha chiesto l’apertura in quella regione di distributori pubblici. E così Confartigianato Basilicata. In Lucania sono 32 i comuni completamente sprovvisti di una pompa di benzina e altri dieci impianti potrebbero essere costretti a chiudere per l'aumento dei costi di gestione e la scarsa redditività.