L’inchiesta sull’incendio, la notte di Capodanno, al bar Le Constellation di Crans-Montana, in cui morirono 41 giovani e altri 115 riportarono gravi ustioni, continua a riservare sorprese al limite del grottesco. E ora spunta, pure, un ingegnere fantasma.
Un ingegnere civile di Crans-Montana, sentito dagli inquirenti, che è cascato dalle nuvole quando gli sono state presentate due perizie che avrebbe avallato. La prima nel 2015, la seconda il 18 dicembre del 2025, quindi a 14 giorni dal rogo del primo gennaio scorso. È quanto rivela l’emittente televisiva francese Info Bfm Tv. Del caso del 2025, che riguarda l’ampliamento della terrazza del bar, l’ingegnere ha dichiarato di esserne venuto a conoscenza da un giornale svizzero, pochi gior…
L’inchiesta sull’incendio, la notte di Capodanno, al bar Le Constellation di Crans-Montana, in cui morirono 41 giovani e altri 115 riportarono gravi ustioni, continua a riservare sorprese al limite del grottesco. E ora spunta, pure, un ingegnere fantasma.
Un ingegnere civile di Crans-Montana, sentito dagli inquirenti, che è cascato dalle nuvole quando gli sono state presentate due perizie che avrebbe avallato. La prima nel 2015, la seconda il 18 dicembre del 2025, quindi a 14 giorni dal rogo del primo gennaio scorso. È quanto rivela l’emittente televisiva francese Info Bfm Tv. Del caso del 2025, che riguarda l’ampliamento della terrazza del bar, l’ingegnere ha dichiarato di esserne venuto a conoscenza da un giornale svizzero, pochi giorni dopo l’incendio de Le Constellation, quando l’inchiesta giudiziaria era agli esordi. In questo caso chi ha usurpato la sua firma a un documento ufficiale deve essere stato, per forza, o Jacques Moretti o la moglie Jessica. È giusto rilevare che l’episodio, seppur grave, ovvero l’ampliamento della terrazza, non figura tra quelli responsabili dell’incendio. Serve, tuttavia, a dare un’idea del clima di insofferenza delle regole, addirittura esasperato da un falso in atto pubblico, che vigeva prima del gennaio 2026 a Crans-Montana.
Del caso del 2015, che pure conteneva l’autorizzazione apocrifa dell’inconsapevole ingegnere, si rese responsabile Julien Beytrison, l’ex-proprietario dello stabile in cui si trovava il bar andato a fuoco. Beytrison, figlio di un influente politico locale del Partito Liberale, che fino al 2020 fu responsabile della sicurezza del comune, utilizzò la firma dell’ingegnere per poter effettuare la trapanazione di un muro portante. Il 2015 fu l’anno in cui la proprietà del bar passò ai Moretti. Il nome di Beytrison era già emerso nell’inchiesta, tanto che figura tra i 17 indagati, perché fu lui ad acquistare, in Germania, per 7500 franchi, la schiuma fonoassorbente ma non ignifuga, che non impedì alle candele scintillanti, poste sulle bottiglie di champagne la notte di San Silvestro, di trasformare il Constellation in un infermo. Sulle autorizzazioni farlocche la difesa dei Moretti non intende prendere posizione.