✕

Nei giorni di grande caldo più denunce di violenze, la scienza spiega il perché

Ascolta l'audio

Non basta l’aria condizionata a proteggersi dalle giornate più torride, donne che vivono in situazioni di violenza domestica rischiano di essere penalizzate due volte
2 minuti di lettura

Quando il caldo torrido invade le strade, è nella propria casa che spesso le persone cercano un po’ di refrigerio. Ma cosa accade a chi tra quelle quattro mura non si sente al sicuro? Gli esperti lo chiamano diritto al fresco: la possibilità effettiva di raggiungere condizioni di sicurezza termica attraverso abitazioni vivibili, energia accessibile, spazi pubblici ombreggiati e servizi capaci di proteggere durante le ondate di calore. Intreccia il luogo in cui si vive, le proprie risorse economiche e il potere di decidere le condizioni della propria vita quotidiana, dentro e fuori casa. Ecco che sottrarsi al caldo per qualcuno diventa un miraggio. E c’entra la disparità di genere.

La ricerca scientifica su caldo e violenza di genere

“Donne e…

Quando il caldo torrido invade le strade, è nella propria casa che spesso le persone cercano un po’ di refrigerio. Ma cosa accade a chi tra quelle quattro mura non si sente al sicuro? Gli esperti lo chiamano diritto al fresco: la possibilità effettiva di raggiungere condizioni di sicurezza termica attraverso abitazioni vivibili, energia accessibile, spazi pubblici ombreggiati e servizi capaci di proteggere durante le ondate di calore. Intreccia il luogo in cui si vive, le proprie risorse economiche e il potere di decidere le condizioni della propria vita quotidiana, dentro e fuori casa. Ecco che sottrarsi al caldo per qualcuno diventa un miraggio. E c’entra la disparità di genere.

La ricerca scientifica su caldo e violenza di genere

“Donne e uomini non occupano necessariamente allo stesso modo lo spazio domestico, non dispongono sempre delle stesse risorse economiche e decisionali e non sono esposti allo stesso modo ai carichi di cura, alla dipendenza economica o alla violenza”, osservano Aurore Dudka, ricercatrice affiliata con l’Università di Trento e Climate Pact Ambassador dell’Unione europea, e Monica Bernardi, professoressa dell’Università Bicocca. “Il cambiamento climatico, non crea queste disuguaglianze, ma può amplificarle”.

La letteratura che associa la temperatura alla violenza di genere è ancora agli albori, ma su alcuni capisaldi i ricercatori sembrano essere concordi. Il caldo estremo non trasforma una persona non violenta in violenta, ma può esasperare situazioni di vulnerabilità e aggressività già esistenti, soprattutto quando alla base ci sono condizioni di precarietà economica e abitativa. In altre parole, per assicurarsi un po’ di refrigerio installare l’aria condizionata non basta se poi manca l’autonomia per poterne godere.

Un articolo scientifico sul Bangladesh mostra una correlazione tra le ondate di calore durature e il maggiore rischio di matrimonio per le bambine tra gli 11 e 17 anni. Altri ricercatori hanno scoperto che in Spagna le denunce per violenza da parte del partner e le chiamate alle linee di assistenza aumentano nei giorni successivi al grande caldo. E ancora, uno studio condotto a Madrid tra il 2008 e il 2016 ha quantificato di quando sale il rischio di femminicidio da parte del partner tre giorni dopo l’inizio di un’ondata di calore: del 40%.

Come pianificare le città del domani

“La responsabilità della violenza resta di chi la esercita”, puntualizza Dudka, “ma non possiamo ignorare la questione di genere quando studiamo il cambiamento climatico”. Per una donna sottoposta a controllo o violenza, restare in una casa calda, uscire la notte o raggiungere uno spazio fresco possono essere opzioni poco sicure.

È qui che entra in gioco la comunità e le politiche urbane. “Quando le amministrazioni pianificano le città del domani, destinate a essere sempre più calde, dovrebbero fare maggiore attenzione alle differenze di genere. Per le donne e i bambini che subiscono violenza bisogna creare un’alternativa sicura, e questo vuol dire anche fresca”.

Alcuni esempi virtuosi esistono già, come i rifugi climatici, ma anche raggiungerli non è per tutti un’opzione percorribile: c’entrano il luogo, gli orari di apertura, l’accessibilità e i servizi per recarsi a queste isole di fresco. Insomma, la domanda chi può sottrarsi al caldo? ne include molte altre: chi si può permettere l’aria condizionata, chi prende le decisioni in famiglia, chi trascorre più tempo in casa, chi può realmente lasciare un luogo diventato invivibile? Perché la temperatura può essere la stessa, ma il potere di sottrarsi dal caldo no.

Leggi i commenti