Fregona cerca disperatamente un vigile. E il sindaco riprende la paletta
Cercasi vigile urbano disperatamente. A Fregona, 2.700 abitanti in provincia di Treviso, sembrava che finalmente ce l’avessero fatta. Concorso pubblico, graduatoria, assunzione: a marzo era arrivata una nuova agente di polizia locale e il sindaco Giacomo De Luca aveva potuto metaforicamente appendere paletta e fischietto al chiodo. È durata meno di sei mesi.
Il 21 agosto la nuova vigilessa si è dimessa, prima ancora della conclusione del periodo di prova. Motivo, di quelli che non lasciano molto spazio alla contrattazione: il lavoro non faceva per lei. E così Fregona è tornata esattamente dove era partita: senza neppure un agente di polizia locale. Con un'aggravante. Gli altri due candidati risultati idonei al concorso, su 29 che avevano affrontato la prova, nel frattempo hanno trovato lavoro altrove e non sono più disponibili.
Resta lui: il sindaco. Giacomo De Luca deve quindi tornare a fare quello che aveva già fatto quando il Comune era rimasto senza vigile la volta precedente: occ…
Cercasi vigile urbano disperatamente. A Fregona, 2.700 abitanti in provincia di Treviso, sembrava che finalmente ce l’avessero fatta. Concorso pubblico, graduatoria, assunzione: a marzo era arrivata una nuova agente di polizia locale e il sindaco Giacomo De Luca aveva potuto metaforicamente appendere paletta e fischietto al chiodo. È durata meno di sei mesi.
Il 21 agosto la nuova vigilessa si è dimessa, prima ancora della conclusione del periodo di prova. Motivo, di quelli che non lasciano molto spazio alla contrattazione: il lavoro non faceva per lei. E così Fregona è tornata esattamente dove era partita: senza neppure un agente di polizia locale. Con un'aggravante. Gli altri due candidati risultati idonei al concorso, su 29 che avevano affrontato la prova, nel frattempo hanno trovato lavoro altrove e non sono più disponibili.
Resta lui: il sindaco. Giacomo De Luca deve quindi tornare a fare quello che aveva già fatto quando il Comune era rimasto senza vigile la volta precedente: occuparsi personalmente, nei limiti dei poteri che gli spettano, anche dei problemi che normalmente finirebbero sulla scrivania della polizia locale. E riprendere in mano quella paletta che ormai rischia di diventare il secondo simbolo della sua carica, subito dopo la fascia tricolore.
“Nel mentre mi toccherà fare nuovamente il vigile”, ha detto De Luca. Ma prima che qualcuno possa indossare davvero la divisa passerà parecchio tempo. Il Comune ha infatti già rimesso in moto la macchina burocratica. Prima deve essere esperita la procedura di mobilità, poi, se anche questa andrà deserta come accaduto in passato, potrà essere bandito un nuovo concorso pubblico. Il sindaco spera di arrivarci entro la fine dell’anno o all’inizio del 2027.
Nel frattempo non sembrano esserci scorciatoie. È tramontata l’ipotesi di gestire il servizio insieme al vicino Comune di Vittorio Veneto, che ha abbandonato il progetto. De Luca aveva anche proposto all’Unione montana delle Prealpi trevigiane di coordinare un servizio associato di polizia locale tra i comuni aderenti. Anche quella strada, però, non ha portato da nessuna parte.
La vicenda di Fregona fa sorridere, ma solo fino a un certo punto. Perché racconta in miniatura una difficoltà sempre più evidente dei piccoli comuni: trovare personale, trattenerlo e competere con amministrazioni più grandi che possono offrire organizzazioni, servizi e prospettive professionali differenti. A Fregona, intanto, il posto resta vacante. Il concorso ricomincerà da capo, la burocrazia farà il suo corso e gli automobilisti faranno bene a non interpretare l'assenza della divisa come un improvviso territorio franco. Perché dietro l'angolo potrebbe sempre comparire il sindaco. Con la paletta.