Certificati ai migranti, Risica:“Sull’ingresso nei Cpr la valutazione è del medico”
di Alessia Candito“Non si tratta né di obiezione di coscienza, né di orientamento politico, né di sensibilità. Un medico valuta in scienza e coscienza, la sua è una valutazione clinica e questo è solo un tentativo di condizionare l’operato degli operatori sanitari”. Ex primario di cardiologia all’Ospedale civile di Venezia, adesso in pensione, Mimmo Risica, un passato in Emergency, non ha appeso il camice al chiodo, ma continua a fare il medico nel Mediterraneo, sulle navi di soccorso. “Quello che è successo ieri, i colleghi perquisiti, indagati, accusati di essere associati a un gruppo criminale solo per aver espresso la propria valutazione professionale è gravissimo. È un tentativo di condizionare politicamente il nostro lavoro e negare decenni di letteratura scientifica”.
Ai medici attualmente cosa si chiede?
“In dieci minuti, senza nessuna possibilità di accertamenti, in ambienti spesso non consoni, tu, professionista, dovresti dire se una persona è in condizioni di stare in una struttura di questo…
“Non si tratta né di obiezione di coscienza, né di orientamento politico, né di sensibilità. Un medico valuta in scienza e coscienza, la sua è una valutazione clinica e questo è solo un tentativo di condizionare l’operato degli operatori sanitari”. Ex primario di cardiologia all’Ospedale civile di Venezia, adesso in pensione, Mimmo Risica, un passato in Emergency, non ha appeso il camice al chiodo, ma continua a fare il medico nel Mediterraneo, sulle navi di soccorso. “Quello che è successo ieri, i colleghi perquisiti, indagati, accusati di essere associati a un gruppo criminale solo per aver espresso la propria valutazione professionale è gravissimo. È un tentativo di condizionare politicamente il nostro lavoro e negare decenni di letteratura scientifica”.
Ai medici attualmente cosa si chiede?
“In dieci minuti, senza nessuna possibilità di accertamenti, in ambienti spesso non consoni, tu, professionista, dovresti dire se una persona è in condizioni di stare in una struttura di questo genere. Ma se poi si suicida, o si taglia e muore per un’emorragia, o se ha una malattia pregressa o cronica, chi ne risponde?”
A lei è mai capitato di dover fare questo genere di valutazioni?
“No, ma spesso sono stato imbarcato su navi di soccorso e in quel contesto sei tenuto a valutare la vulnerabilità, che sostanzialmente è la stessa cosa che professionalmente sei tenuto a valutare in caso di valutazione di idoneità al trattenimento. Si tratta di un processo difficilissimo, lungo, complesso, è impossibile una valutazione. In più, c’è letteratura scientifica che spiega come questi centri siano patogeni in sé”.
Per quale motivo?
“La promiscuità obbligata, le strutture fatiscenti, le condizioni di detenzione – ed è scientificamente provato, sulla base di dati e statistiche, non è una valutazione personale – pregiudicano la salute non solo fisica, ma anche mentale delle persone trattenute. L'isolamento, la perdita della percezione del tempo, la mancanza di attività e le restrizioni causano ansia, depressione profonda, atti di autolesionismo e tentativi di suicidio. Lo ha affermato anche l’ordine dei medici in modo chiarissimo”.
In una situazione del genere, che tipo di valutazione fa un medico?
“Strettamente professionale e scientifica: è chiamato a certificare se quel tipo di detenzione è pericolosa per la salute fisica o psichica dell’individuo che sta visitando o di non essere in grado di farlo in assenza di accertamenti specifici. I medici non posso essere ufficiali di pubblica sicurezza, è il tentativo di asservire la scienza a un progetto politico”.
In concreto, cosa significa?
“Significa che un medico non potrà più essere libero di giudicare professionalmente una situazione, che ogni atto medico-scientifico sarà soggetto alla maggioranza politica del momento”.
Cosa potrebbe succedere ad esempio?
“Potrebbe significare pregiudicare la possibilità di consigliare i vaccini perché c’è una maggioranza che, a dispetto della letteratura scientifica, li considera inutili o dannosi. È la negazione della possibilità di una valutazione clinica “in scienza e coscienza””.
Cosa significa in scienza e coscienza?
“Significa fare una valutazione utilizzando tutto quello che il medico sa ed è tenuto a sapere perché anche l’aggiornamento è obbligatorio. E questa è la scienza. In coscienza significa che tu, professionista, sei chiamato a valutare le condizioni di un altro essere umano e fare di tutto per garantire il suo diritto alla salute. Significa tutelare il suo benessere, come dice chiaramente l’Oms, non curare un sintomo”.