Violenza su studentesse, ribaltata l’assoluzione shock: professore di Catania condannato a 4 anni
di Corrado ZuninoROMA – Il professore perfusionista Santo Torrisi, chiamato a insegnare alle studentesse del Policlinico di Catania a tenere in vita un paziente sottoposto a un’operazione chirurgica, aveva trasformato il reparto distaccato del “Vittorio Emanuele Ferarotto” in un luogo di assedio alle iscritte al suo corso. Allusioni sessuali, richieste di cene e di sesso, contatti plateali, massaggi al seno, sbirciate dal basso. Un calvario lungo cinque anni raccontato da sette testimoni e che, tuttavia, aveva portato a un’assoluzione shock in primo grado. Questa sera il giudizio è stato ribaltato: il perfusionista Santo Torrisi è stato condannato, in appello, a 4 anni. Per violenza sessuale. Il pubblico ministero Sebastiano Ardita ne aveva chiesti sei.
ROMA – Il professore perfusionista Santo Torrisi, chiamato a insegnare alle studentesse del Policlinico di Catania a tenere in vita un paziente sottoposto a un’operazione chirurgica, aveva trasformato il reparto distaccato del “Vittorio Emanuele Ferarotto” in un luogo di assedio alle iscritte al suo corso. Allusioni sessuali, richieste di cene e di sesso, contatti plateali, massaggi al seno, sbirciate dal basso. Un calvario lungo cinque anni raccontato da sette testimoni e che, tuttavia, aveva portato a un’assoluzione shock in primo grado. Questa sera il giudizio è stato ribaltato: il perfusionista Santo Torrisi è stato condannato, in appello, a 4 anni. Per violenza sessuale. Il pubblico ministero Sebastiano Ardita ne aveva chiesti sei.
Il professor Torrisi, oggi 69 anni, è andato in pensione dal Policlinico dopo essere stato licenziato e Repubblica, attraverso un longform sulle molestie e le violenze in ambito universitario, raccontò la storia delle vittime, di Nicole e di diverse compagne di studi, di cui poi, in tutto, sette si convinsero a testimoniare. Gli atti di violenza ricostruiti furono diciannove. “Ci chiamava nel suo ufficio senza un motivo, ci toccava, si strofinava, ci faceva sentire che era in erezione, ci diceva: ‘Voglio entrarti dentro’”, è stato uno dei racconti. Ma in primo grado il Tribunale di Catania demolì le testimonianze, questo il 25 febbraio 2025.
"Non ha utilizzato le dita”
Colpì la lettura di un episodio, accaduto nel giorno di compleanno di Alessandra L., una delle vittime. Scrisse la quarta sezione del Tribunale nelle motivazioni: “Rileva Alessandra, iscritta al corso di Tecniche di fisiopatologia circolatoria, che l’imputato le ha appoggiato i palmi al seno”, ma “non c’è stata una pressione particolare delle mani”. Si legge: “Permangono dei dubbi sulla effettiva invasione della sfera sessuale e del dolo”. Prendendo la studentessa dalle spalle, “voleva fermarla per farle gli auguri”, e poi “appare poco verosimile che, volendole palpare una zona erogena, il docente non abbia fatto alcuna allusione sessuale”. Ecco il concetto chiave: “Si tratta di un contatto che appare anomalo, poiché l’imputato non ha utilizzato le dita per palpare”.
"Mi si è buttato addosso”
In un altro passaggio, sempre dedicato all’aspirante perfusionista Alessandra, i tre giudici, di cui due donne, riportano così la testimonianza della parte lesa: “Il professore mi ha fatto sedere a fianco a lui dopo avermi detto di scendere nel suo ufficio. ‘Scema, cretina, rincoglionita’”. Così le urlava. E quando la studentessa entra nella stanza del docente, “lui mi si è buttato addosso”. I giudici interpretano: “Non si comprende cosa significhi buttarsi addosso e se ciò abbia coinvolto la sfera sessuale della persona offesa… In attesa di una descrizione più puntuale della condotta, il Tribunale non può che concludere che non è provata la responsabilità di Santo T.”.
I reati collegati a diversi episodi sono andati prescritti, ma i pm, Ardita, appunto, e Andrea Ursino, hanno fatto appello sostenendo che non si possono valutare i singoli episodi in modo separato e frammentato, “anziché esaminare la condotta del docente nel suo complesso”.
Le arringhe contro le denuncianti
Anche oggi le arringhe dei difensori di Torrisi sono state dure, nei confronti delle denuncianti. “Le testimonianze delle studentesse sono tutte uguali e, quindi, non credibili”. Analizzando un episodio predatorio, hanno fatto sapere: “In base a uno studio, il tempo medio di eccitazione di un uomo è pari a 280 secondi, il gesto repentino del professor Torrisi non poteva contemplare l’eccitazione”. Diversi difensori delle vittime hanno eccepito, tra loro l’avvocata Mariella Giordano e il collega Amilcare Impallari.
Nicole: "Non credute per anni”
Nicole M. dopo la sentenza, in lacrime, dice: “Sono incredula dopo tanti anni di critiche, di versioni a condanna della nostra denuncia, di messa in discussione della nostra verità. Oggi per la prima volta arriva una carezza a quelle ferite che non guariranno mai. Questa vittoria la devo ai miei figli. La sentenza dice che nelle istituzioni, nelle università, nei luoghi di insegnamento, queste violenze sono inammissibili”.