Niente metal detector nelle scuole. Ecco perché la circolare che li prevede non è mai stata attuata
di Alessandra ZinitiTolte le scuole di Ponticelli e di Caivano (dove già da un anno un progetto della prefettura di Napoli prevede controlli ripetuti e a sorpresa) e quella di La Spezia (dove a gennaio uno studente diciottenne è stato ucciso da un compagno) si contano sulle dita di una mano gli istituti dove sono arrivati i metal detector portatili, strumento individuato dalla circolare Valditara-Piantedosi per evitare che i ragazzi entrino in classe con coltelli o lame di qualsiasi genere nello zaino.
A Voghera, uno dei pochissimi casi, proprio nei giorni di avvio del nuovo anno scolastico, carabinieri “armati” di palette metal detector hanno presidiato non gli ingressi degli istituti ma le aree (stazione centrale e dei bus) più frequentate dagli studenti al mattino, effettuando controlli a campione sui ragazzi. E a gennaio scorso, una decina di giorni dopo l’uccisione dello studente diciottenne da parte di un coetaneo, all’istituto Chiodo-Einaudi di La Spezia, polizia, carabinieri, finanza e poliz…
Tolte le scuole di Ponticelli e di Caivano (dove già da un anno un progetto della prefettura di Napoli prevede controlli ripetuti e a sorpresa) e quella di La Spezia (dove a gennaio uno studente diciottenne è stato ucciso da un compagno) si contano sulle dita di una mano gli istituti dove sono arrivati i metal detector portatili, strumento individuato dalla circolare Valditara-Piantedosi per evitare che i ragazzi entrino in classe con coltelli o lame di qualsiasi genere nello zaino.
A Voghera, uno dei pochissimi casi, proprio nei giorni di avvio del nuovo anno scolastico, carabinieri “armati” di palette metal detector hanno presidiato non gli ingressi degli istituti ma le aree (stazione centrale e dei bus) più frequentate dagli studenti al mattino, effettuando controlli a campione sui ragazzi. E a gennaio scorso, una decina di giorni dopo l’uccisione dello studente diciottenne da parte di un coetaneo, all’istituto Chiodo-Einaudi di La Spezia, polizia, carabinieri, finanza e polizia locale hanno passato ai raggi X tutti i ragazzi. Poi, sostanzialmente più nulla.
I dati
Riguardo all'applicazione della circolare Piantedosi-Valditara sui controlli nelle scuole con metal detector, "da febbraio a maggio 2026 sono stati effettuati 2.828 interventi che hanno riguardato 276 scuole su tutto il territorio nazionale con il sequestro di alcune decine di armi atte ad offendere, fra cui: coltelli, tirapugni, scimitarre, pistole ad aria compressa, sfollagente, machete". Così in una nota il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Interventi che sono stati effettuati soprattutto in Campania e nei contesti più a rischio. "Ora che si scopre che il 70% dei giovani è favorevole a controlli di questo tipo - aggiunge il ministro - si chieda piuttosto a quelle forze politiche che hanno contestato la misura come repressiva che cosa non si dovrebbe reprimere: il diritto di portare coltelli a scuola?".
Chi deve disporre i controlli e quando
La disposizione prevede infatti che l’impiego di rilevatori di metalli ( esclusivamente da parte delle forze dell’ordine) debba essere disposto dai Comitati dell’ordine e sicurezza riuniti nelle prefetture, su esplicita richiesta dei dirigenti scolastici, soltanto in presenza di situazioni concrete di rischio. Insomma, non un’opera di prevenzione tout court ma una ponderata attività di polizia dopo attenta valutazione dell’esistenza di un pericolo. Motivo per il quale, i controlli (già prima dell’omicidio dello studente di La Spezia) erano già stati adottati in via sperimentale in contesti di per sè a rischio come Ponticelli o Caivano in Campania, ma non erano di certo stati programmati nella scuola media di Centocelle dove ieri uno studente tredicenne ha accoltellato una professoressa.
Giannelli: “Nessuna emergenza”
“Un conto è una scuola in un contesto problematico, altro la stragrande maggioranza degli istituti italiani – dice Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi – Non è pensabile controllare gli almeno quattro milioni e mezzo di alunni delle scuole medie di primo e secondo grado. In pochissimi casi e in situazioni davvero particolari, i dirigenti scolastici hanno chiesto alle prefetture l’utilizzo dei metal detector. E la valutazione spetta esclusivamente ai prefetti. Episodio gravissimo, naturalmente quello di Centocelle e ancor di più quello di gennaio a La Spezia, ma non credo affatto che ci sia un’emergenza coltelli. La situazione nelle scuole italiane è assolutamente tranquilla”.