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Colf e badanti, sanatoria per 130.000 stranieri. E lo Stato incassa 370 milioni di contributi

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Dopo un lunghissimo iter di emersione durato cinque anni, la campagna “Ero straniero” presenta i dati definitivi. Ma sono ancora 340.000 in Italia gli extracomunitari senza permesso di soggiorno.
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Ci sono voluti cinque anni ma alla fine, assai faticosamente, il procedimento di emersione del lavoro nero varato dal governo Draghi nel 2020, è arrivato al capolinea. Sono 130.000 i lavoratori stranieri stabilizzati, poco meno del 60 per cento delle oltre 220.000 domande che erano state presentate. Le altre per i tempi lunghissimi e per la burocrazia si sono perse per strada.

Una sanatoria che ha riguardato nella stragrande maggioranza dei casi colf e badanti (86 per cento) che fino ad ora hanno lavorato senza regolare contratto di lavoro e di soggiorno.

E il percorso di regolarizzazione, oltre a dare dignità e strumenti di vita a persone straniere che da anni vivono in Italia, apporterà anche un bell’introito nelle casse dello Stato: circa 370 milioni di euro. Ammontano infatti a 140 milioni le entrate dirette derivanti dal pagamento di oneri legati alla presentazione delle pratiche, mentre è di 228 milioni di euro l’anno la stima dei contributi dovuti all’ingresso nel mondo d…

Ci sono voluti cinque anni ma alla fine, assai faticosamente, il procedimento di emersione del lavoro nero varato dal governo Draghi nel 2020, è arrivato al capolinea. Sono 130.000 i lavoratori stranieri stabilizzati, poco meno del 60 per cento delle oltre 220.000 domande che erano state presentate. Le altre per i tempi lunghissimi e per la burocrazia si sono perse per strada.

Una sanatoria che ha riguardato nella stragrande maggioranza dei casi colf e badanti (86 per cento) che fino ad ora hanno lavorato senza regolare contratto di lavoro e di soggiorno.

E il percorso di regolarizzazione, oltre a dare dignità e strumenti di vita a persone straniere che da anni vivono in Italia, apporterà anche un bell’introito nelle casse dello Stato: circa 370 milioni di euro. Ammontano infatti a 140 milioni le entrate dirette derivanti dal pagamento di oneri legati alla presentazione delle pratiche, mentre è di 228 milioni di euro l’anno la stima dei contributi dovuti all’ingresso nel mondo del lavoro delle persone regolarizzate.

I dati sono stati resi noti dalla Campagna Ero Straniero - promossa da A Buon Diritto, ActionAid, ASGI, Federazione Chiese Evangeliche Italiane, Oxfam, Arci, CNCA, CILD - con il report (Ir)Regolarità che verrà presentato domani al Senato nel corso di un incontro “Regolarizzare fa bene”, un confronto con la politica che vede parlamentari della maggioranza e dell’opposizione dialogare sugli strumenti attuali e reagire alle proposte concrete di Ero Straniero per superare l’invisibilità, lo sfruttamento delle persone straniere e contrastare la xenofobia.

Regolarizzazioni o rimpatri?

La campagna propone un’analisi degli strumenti usati negli ultimi vent’anni per contrastare l’irregolarità alla luce dei risultati prodotti. A fine 2025, si stimano in Italia 339.000 persone straniere in condizione di soggiorno irregolare. Nello stesso anno sono stati 6.772 i rimpatri complessivi. Nel quinquennio 2020-2024 sono stati adottati 141.675 provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale e sono stati solo 13.491 i rimpatri effettivi (il 9,5% del totale dei decreti di espulsione). “I dati – si legge nel report – dimostrano che i rimpatri raggiungono poche migliaia di persone l’anno con un tasso di efficacia bassissimo in termini di contrasto all’irregolarità e confermano che la strategia politica securitaria che punta su trattenimento e rimpatri per ridurre l’irregolarità non è efficace. Anzi, molte delle misure introdotte hanno generato sempre nuova irregolarità”

L’altro strumento usato finora per intervenire sull’irregolarità sono state le sanatorie. Dal 2002 a oggi oltre un milione di persone hanno regolarizzato la loro posizione in Italia attraverso sanatorie. "Si tratta, tuttavia, di un bacino destinato,subito dopo, a riempirsi nuovamente a causa di un impianto normativo rigido che non fa altro che produrre nuova irregolarità, decreto flussi incluso”.

Le proposte di Ero straniero

Alla luce di tali risultati – secondo la Campagna – “emerge l’esigenza, non più rinviabile, di superare le sanatorie e di favorire l’ingresso o il ritorno di lavoratori e lavoratrici nel mercato del lavoro regolare e garantendo la loro piena inclusione socio-lavorativa, anche alla luce del forte impatto positivo in termini economici e di sicurezza sociale che ciò comporta”. Ero straniero propone, quindi, di introdurre un meccanismo di regolarizzazione su base individuale, sempre accessibile sulla base di requisiti precisi (disponibilità di un lavoro, legami familiari, radicamento nel territorio), verificabili e sottoposto a controlli.

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