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Scuola, la stretta di Meloni: “Tetto a stranieri e no al velo”. L’ira dei presidi: inapplicabile

La premier Giorgia Meloni alla festa di Fenix dei giovani di Fdi (Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse)

 

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La presidente del Consiglio annuncia un decreto, tra le misure anche l’obbligo di studiare l’italiano per i genitori. Schlein: è remigrazione. E Magi: insegue la purezza della razza
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Ogni classe dovrà avere un numero limitato di studenti stranieri, i genitori di alunni che hanno difficoltà di inserimento scolastico avranno l’obbligo di imparare l’italiano e a scuola vigerà il divieto di burqa e niqab. Giorgia Meloni, nella domenica della Pontida leghista e soprattutto della kermesse sovranista di Futuro nazionale, rincorre senza mai citarlo Roberto Vannacci.

Di fronte alla platea di Gioventù nazionale, da un palco montato ai laghetti dell’Eur, quartiere simbolo del razionalismo italiano, la premier annuncia il provvedimento che arriverà presto in Consiglio dei ministri: «Siete d’accordo?». I giovani meloniani si sbracciano e urlano. «Si direbbe di sì. A scuola si va a viso aperto», dice la premier e via ai cori: «Gior…

Ogni classe dovrà avere un numero limitato di studenti stranieri, i genitori di alunni che hanno difficoltà di inserimento scolastico avranno l’obbligo di imparare l’italiano e a scuola vigerà il divieto di burqa e niqab. Giorgia Meloni, nella domenica della Pontida leghista e soprattutto della kermesse sovranista di Futuro nazionale, rincorre senza mai citarlo Roberto Vannacci.

Di fronte alla platea di Gioventù nazionale, da un palco montato ai laghetti dell’Eur, quartiere simbolo del razionalismo italiano, la premier annuncia il provvedimento che arriverà presto in Consiglio dei ministri: «Siete d’accordo?». I giovani meloniani si sbracciano e urlano. «Si direbbe di sì. A scuola si va a viso aperto», dice la premier e via ai cori: «Giorgia-Giorgia-Giorgia!». E lei: «È una questione di civiltà. Se in una classe la maggioranza dei bambini non capisce l’italiano, non è integrazione, è abbandono». E poco importa se Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, ha già detto che «questa norma è difficile da attuare».

Il divieto di velo integrale è stato proposto nei mesi scorsi da FdI e dalla Lega, ed era tra gli impegni di una risoluzione di Futuro nazionale approvata dalla commissione Cultura della Camera. Ora il governo lo vuole introdurre anche con il tetto agli alunni stranieri. «Non esiste che in classe a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza», alza la voce Meloni. E poi: «In Italia nessuno, in nome di una vera o presunta tradizione, può decidere che una giovane donna debba nascondersi». Il leader di Futuro nazionale da Orvieto si dice «d’accordo» ma rimprovera: «Questi provvedimenti dovevano arrivare anni fa».

La presidente del Consiglio, tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, come bersaglio, sceglie la prima mentre l’ex premier lo cita quasi en passant per rimproverargli i buchi di bilancio lasciati dal superbonus. Alla segretaria del Pd si rivolge in romanesco: «Elly cara, ma non riesci a trovare un solo argomento vero per contestarci? Te prego dì una cosa vera, te le passo io sottobanco, perché pure noi qualcosa sbagliamo. I tagli? Oggi il fondo di finanziamento è a 9,4 miliardi e quando siamo arrivati era a 8,6». La polarizzazione è con la leader del Nazareno: «Neanche lo stop al bollo auto gli è andato giù. Pensavamo di cantare insieme bollo ciao. Faremo un conto corrente dedicato per i nostalgici, così lo possono pagare». La premier sfugge poi alle domande dei cronisti mentre autorizza l’ingresso, nel retropalco, solo dell’influencer Gianfredi.

Da Parma, ospite di Open, la leader del Nazareno si dice convinta che Meloni «stia rincorrendo la remigrazione di Vannacci» e vorrebbe «capire cosa se ne fanno, di quest’altra proposta di propaganda, quelle famiglie italiane che in questo momento devono trovare 545 euro per i libri di testo. È una proposta anche irrealizzabile. La domanda è: dove pensa di mettere i bambini a cui si nega il diritto alla scuola?». Della stessa idea il co-leader di Avs, Angelo Bonelli: «Ancora una volta, invece di occuparsi della scuola, Meloni insegue la destra neofascista di AfD e Vannacci, che ha proposto classi differenziate per gli studenti con disabilità. La verità è che alla premier del funzionamento della scuola non interessa nulla». E per il segretario di +Europa, Riccardo Magi, «Meloni insegue le teorie sulla purezza della razza».

Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, difende il provvedimento in cantiere: «L’opposizione indirettamente sostiene le classi ghetto, quelle solo per stranieri e dall’altra parte le classi per italiani». A breve, dunque, il testo su cui l’opposizione intravede già profili di incostituzionalità.

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