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Senatrici in minigonna anti Tajani. E Vannacci provoca: meglio senza

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Protestano le opposizioni. Ma anche le donne della maggioranza si schierano. “Il prossimo passo sarà il ritorno del delitto d’onore”
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Roma – Una minigonna contro le parole di Antonio Tajani che sabato scorso aveva detto di preferire le donne con le gonne lunghe. A indossarla, ieri, una delegazione di senatrici dell’opposizione a palazzo Madama. «Questo è un gesto di libertà per dire che siamo libere di vestirci come vogliamo», spiega la capogruppo di Iv, Raffaella Paita, che ha lanciato l’idea e aggiunge: «Crediamo che la libertà delle donne si misura da qualsiasi gesto di libertà, compresa la dimensione della gonna o qualsiasi altro gesto che le donne vogliano compiere senza essere giudicate dagli uomini».

Anche le scuse e le precisazioni del titolare della Farnesina non sono abbastanza per le senatrici dem — tra queste Susanna Camusso, Cecilia d’Elia, Valeria V…

Roma – Una minigonna contro le parole di Antonio Tajani che sabato scorso aveva detto di preferire le donne con le gonne lunghe. A indossarla, ieri, una delegazione di senatrici dell’opposizione a palazzo Madama. «Questo è un gesto di libertà per dire che siamo libere di vestirci come vogliamo», spiega la capogruppo di Iv, Raffaella Paita, che ha lanciato l’idea e aggiunge: «Crediamo che la libertà delle donne si misura da qualsiasi gesto di libertà, compresa la dimensione della gonna o qualsiasi altro gesto che le donne vogliano compiere senza essere giudicate dagli uomini».

Anche le scuse e le precisazioni del titolare della Farnesina non sono abbastanza per le senatrici dem — tra queste Susanna Camusso, Cecilia d’Elia, Valeria Valente, Simona Malpezzi e Cristina Tajani — che hanno fatto quadrato con Paita, insieme alle altre senatrici di Italia Viva, M5s, Avs e Autonomie. Per Malpezzi «quelle parole sono una dimostrazione del patriarcato intrinseco e inconsapevole». Mentre sempre Paita cita “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood «diventato il simbolo delle manifestazioni femministe in tutto il mondo».

Ma non è stata soltanto l’opposizione a esprimere il proprio disappunto nei confronti del vicepremier e leader di Forza Italia. Infatti, anche le senatrici azzurre hanno manifestato la loro irritazione presentandosi in Aula indossando pantaloni lunghi.

Intanto a rinfocolare le polemiche ieri ci ha pensato anche Roberto Vannacci, non nuovo a uscite sessiste. Il leader di Futuro nazionale, commentando le parole di Tajani a Start su Sky Tg24, afferma: «Tra una donna con la gonna lunga e una donna con la gonna corta, io una donna la preferisco sempre senza gonna». Una frase su cui poco dopo l’ex generale ha provato a correggere il tiro: «Ho risposto a una domanda leggera con altrettanta leggerezza, non sono un bacchettone e non mi vergogno di quel che dico». E ancora: «Adoro le donne come un dono dell’universo, è l’unico essere che può dare la vita e mi inchino a loro sotto un certo punto di vista». L’europarlamentare ha poi pubblicato sui social alcune foto di sculture femminili greche, tra cui la Venere di Milo, scrivendo: «Queste sono le donne che mi piacciono».

Secondo Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana, quella di Vannacci è «la regressione allo stato animale della politica. Ha a che fare con la dignità di questo paese, della politica». Critiche anche dai suoi ex compagni di partito, con la senatrice leghista Erika Stefani che si chiede: «Cos’altro dobbiamo aspettarci adesso? Il ritorno al delitto d’onore? O magari donne “senza gonna”, chiuse in casa a fare le serve?». Mentre per Giulia Bongiorno l’ex generale «prima ha negato l’esistenza del femminicidio, oggi ha scelto di intervenire con una battuta sulla nudità. Non c’è da ridere, c’è da preoccuparsi». La butta sull’ironia la deputata di Noi Moderati, Ilaria Cavo: «Le battute di Vannacci sono di una volgarità capace di rendere il mago Oronzo un raffinato intellettuale. E ci scusiamo con il bravissimo artista Raul Cremona per il paragone con il suo divertentissimo personaggio».

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