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Belluno, libro negazionista nelle scuole. Studenti in rivolta: “Ritiratelo subito”

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Pubblicato dalla Regione è stato diffuso negli istituti superiori: “Il riscaldamento globale? Non è colpa dell’uomo”. È polemica
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Stragi e catastrofi, dal crollo di un ghiacciaio liquefatto sulla Marmolada alla tempesta Vaia, che ha raso al suolo le foreste sulle Dolomiti, non sono bastate. Agli studenti delle ultime due classi delle superiori di Belluno si spiega che «l’incremento di temperatura cui stiamo assistendo rientra nei naturali cicli climatici e non è causato dalle emissioni antropiche».

Sintesi da Bignami per ripetenti: lo sconvolgimento del clima non è colpa dell’uomo. Al macero quasi un secolo di ricerche scientifiche dell’International Panel of Climate Change: nell’ultimo rapporto, testuale, si conferma invece che «la causa del cambiamento climatico è inequivocabilmente da imputare alle attività umane». Le evidenze della scienza opposte agli opportunismi delle lobby. Basta? No. Non pentito profeta veneto del terrapiattismo climatico, ad uso scolastico per volontà politica, è Giorgio Giacchetti, presidente dell’Ordine ragionale dei geologi: strumento della propaganda, gli atti di un convegno tenut…

Stragi e catastrofi, dal crollo di un ghiacciaio liquefatto sulla Marmolada alla tempesta Vaia, che ha raso al suolo le foreste sulle Dolomiti, non sono bastate. Agli studenti delle ultime due classi delle superiori di Belluno si spiega che «l’incremento di temperatura cui stiamo assistendo rientra nei naturali cicli climatici e non è causato dalle emissioni antropiche».

Sintesi da Bignami per ripetenti: lo sconvolgimento del clima non è colpa dell’uomo. Al macero quasi un secolo di ricerche scientifiche dell’International Panel of Climate Change: nell’ultimo rapporto, testuale, si conferma invece che «la causa del cambiamento climatico è inequivocabilmente da imputare alle attività umane». Le evidenze della scienza opposte agli opportunismi delle lobby. Basta? No. Non pentito profeta veneto del terrapiattismo climatico, ad uso scolastico per volontà politica, è Giorgio Giacchetti, presidente dell’Ordine ragionale dei geologi: strumento della propaganda, gli atti di un convegno tenuto l’anno scorso. La libertà di espressione supera i confini della farneticazione: peccato che questa, pubblicamente promossa e finanziata con 29.500 euro dalla Regione Veneto, sia stata infine stampata e distribuita in scuole, biblioteche, ordini professionali e uffici.

La denuncia degli studenti

Ad accorgersi del tentato negazionismo, proprio la Rete studentesca cittadina: mobilitata nel finora vano tentativo di ottenere il «ritiro immediato di un testo che diffonde evidenti falsità, tese a contraddire la scienza». Effetto boomerang: a ribellarsi, proprio i ragazzi che si voleva tradire. «Il nostro rammarico — dicono — è aver dovuto fare da soli il fact-checking di un documento pubblico, invece di poterci fidare di chi amministra il nostro territorio».

La rivolta degli scienziati

Giorni di bufera, che non accenna a placarsi dopo che a inorridire è stato il gotha di scienziati, docenti universitari, istituzioni internazionali e partiti del centrosinistra: compatti nel supplicare il sindaco Oscar De Pellegrin e il presidente della Regione Alberto Stefani, di «sospendere la distribuzione di un libro che afferma il contrario della verità su uno dei problemi che maggiormente minacciano la vita sul pianeta». Primo a invocare il ripristino della ragione, dopo l’operazione sostenuta dall’ex assessore regionale leghista Gianpaolo Bottacin, Carlo Barbante. Tra i massimi esperti mondiali di clima, in una lettera aperta a Comune e Regione ha chiesto di «rettificare ingiustificate affermazioni che contraddicono lo stato delle conoscenze scientifiche». «Ogni anno — dice — con le nostre attività immettiamo nell’atmosfera miliardi di particelle di Co2, prima causa del riscaldamento globale: insegnare il contrario ai giovani, usando fondi pubblici, è inaccettabile».

Non per Giacchetti e neppure per l’assessora comunale all’Ambiente, Lorenza De Kunovich, per il silente sindaco De Pellegrin e per il curatore degli atti Luigi d’Alpaos, docente emerito di idraulica dell’ateneo di Padova. Compatti, si schierano «contro la censura» e difendono «il diritto di ognuno di dire ciò che vuole». A smentire Giacchetti, però, ci sono i dati, presentati anche dal Cnr. Uno tra tutti: «La concentrazione media annua di anidride carbonica nell’aria — dice Roberto Barbiero, fisico e climatologo dell’ateneo di Trento — non è 260. Secondo Copernicus, programma di osservazione Ue, nel 2024 eravamo a 422,1 e in settembre siamo a quota 428: i valori più alti da almeno due milioni di anni». A Belluno la realtà doveva diventare un’opinione: gli studenti non ci sono cascati.

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