Ci sono meno turisti del solito, attorno al Colosseo e lungo Via dei Fori imperiali. Il messaggio, a fatica, è arrivato: l’intero Parco archeologico è chiuso e lo sarà anche oggi, per il terzo giorno dopo la morte dell’operaio edile Andrea Moretti. Un blocco che vale la perdita — solo per l’Anfiteatro Flavio — di settantamila biglietti.
Dopo i tentennamenti del mercoledì, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha deciso di prolungare la serrata. Vuole sincerarsi delle condizioni dei 160 custodi del Colosseo, apparsi provati dopo la morte in cantiere. Il ministro ha fatto sapere che, «prima di disporre la riapertura al pubblico», vuole verificare le condizioni psicologiche di lavoratori e lavoratrici, e poi vuole raccordarsi con l…
Ci sono meno turisti del solito, attorno al Colosseo e lungo Via dei Fori imperiali. Il messaggio, a fatica, è arrivato: l’intero Parco archeologico è chiuso e lo sarà anche oggi, per il terzo giorno dopo la morte dell’operaio edile Andrea Moretti. Un blocco che vale la perdita — solo per l’Anfiteatro Flavio — di settantamila biglietti.
Dopo i tentennamenti del mercoledì, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha deciso di prolungare la serrata. Vuole sincerarsi delle condizioni dei 160 custodi del Colosseo, apparsi provati dopo la morte in cantiere. Il ministro ha fatto sapere che, «prima di disporre la riapertura al pubblico», vuole verificare le condizioni psicologiche di lavoratori e lavoratrici, e poi vuole raccordarsi con la procura di Roma. Per controllare lo stato emotivo dei dipendenti è stato fissato un incontro con loro da parte del ministro, dei dirigenti del ministero e del direttore del parco archeologico, l’architetto Simone Quilici. Sarà sempre all’interno del Colosseo, oggi alle 16.
Confederali scavalcati
I sindacati vivono la scelta della riunione senza mediazione come uno scavalcamento e hanno subito convocato un’assemblea per tutti i lavoratori coinvolti nel Parco archeologico romano. Sarà lunedì prossimo, questa, e sarà aperta alla filiera dei subappalti, cui Andrea Moretti apparteneva. «Dobbiamo unire le forze per mettere al centro la sicurezza di chi lavora nel patrimonio culturale», scrive la Cgil Roma e Lazio. Uno dei problemi non risolti è il calore speciale che, da giugno in poi, si crea all’interno dell’Anfiteatro Flavio. «Al ministro Alessandro Giuli diciamo con fermezza di fare il suo mestiere: convochi le organizzazioni sindacali per aprire un confronto serio sulle condizioni di lavoro, la tutela della salute, le croniche carenze d’organico e l’organizzazione del lavoro negli appalti».
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Alcuni visitatori ancora ignari
All’esterno del monumento sono comparsi — al secondo giorno dopo l’incidente — i cartelli plastificati che spiegano i motivi della chiusura inaspettata. Sul cancello principale, è stata appoggiata una rosa bianca. Una scolaresca spagnola è venuta qui con i biglietti in mano, e così una coppia brasiliana. Una donna di Alicante e un uomo di New York, di fronte all’ingresso negato, sono duri: «Comprendiamo il lutto, ma non è colpa nostra se è morta una persona. Avevamo pochi giorni di ferie, ringraziamo il ministro per averci rovinato le vacanze».
Alcuni gruppi organizzati hanno deciso di raggiungere consapevolmente l’Anfiteatro chiuso per vederlo da fuori. Le guide turistiche si sono attrezzate spiegando dall’esterno l’architettura del monumento, la storia dei gladiatori. Racconta una di loro: «Sto portando in giro turisti indiani, avevano comprato il biglietto mesi fa e vanno via domani. È giusto che guardino il monumento almeno da fuori».
Non si vedono più i gladiatori all’esterno, sono tornati, invece, i biscazzieri e le loro tre carte. Colpisce il silenzio nei due grandi fori dell’antichità, chiusi anche questi. All’interno, i dipendenti — non in sciopero — hanno il lutto al braccio.