Torna la protesta dei trattori: “Occupiamo le strade contro il caro gasolio”
di Corrado ZuninoROMA – Tornano i trattori in strada, e sopra le macchine ci sono gli agricoltori che ormai da tre stagioni hanno scelto questa forma di protesta invadente e plateale. Da oggi è in preparazione un presidio nazionale a Torrimpietra, al chilometro 29,7 dell’Aurelia, alle porte (settentrionali) di Roma.
Le ragioni di questa nuova protesta sono tutte nel caro gasolio di queste ultime stagioni: 2,4 euro il litro per le automobili e 1,7 euro il litro per i trattori (gasolio agricolo). Il presidio di Torrimpietra è in allestimento in queste ore: “Sarà al completo tra domenica e lunedì”, annunciano gli organizzatori.
Salvatore Fais, agricoltore del nord della Toscana, già leader di Riscatto contadino, scrive: “Gli agricoltori tornano a far sentire la loro…
ROMA – Tornano i trattori in strada, e sopra le macchine ci sono gli agricoltori che ormai da tre stagioni hanno scelto questa forma di protesta invadente e plateale. Da oggi è in preparazione un presidio nazionale a Torrimpietra, al chilometro 29,7 dell’Aurelia, alle porte (settentrionali) di Roma.
Le ragioni di questa nuova protesta sono tutte nel caro gasolio di queste ultime stagioni: 2,4 euro il litro per le automobili e 1,7 euro il litro per i trattori (gasolio agricolo). Il presidio di Torrimpietra è in allestimento in queste ore: “Sarà al completo tra domenica e lunedì”, annunciano gli organizzatori.
Salvatore Fais, agricoltore del nord della Toscana, già leader di Riscatto contadino, scrive: “Gli agricoltori tornano a far sentire la loro voce proprio come negli scorsi anni: a febbraio 2024, per esempio, quando invasero la statale Aurelia per raggiungere la Capitale; e ad aprile 2026. Con i costi del carburante alle stelle, i produttori locali non riescono più a sostenere le spese. Dal presidio di Torrimpietra, da più di tre anni, cerchiamo di far sentire la nostra voce, ma la politica e i sindacati continuano a fare finta che non esistiamo”.
Altri due temi conosciuti si riaffacciano nella protesta dell’autunno 2026: concorrenza sleale e prezzi al consumatore giustificabili solo “con una speculazione fuori controllo”. Per la categoria, “l'agricoltura è potenzialmente uno dei pochi settori in grado di riemergere da questa profonda crisi e di aiutare l'Italia a ripartire”.