Tre dei quattro 007 egiziani sono stati condannati per aver sequestrato Giulio Regeni al Cairo nel 2016. Il quarto agente dei servizi segreti imputato è stato assolto.
Dunque gli agenti della National Security egiziana sono stati condannati, ma non per l’omicidio. Alle 18,20 di oggi la giuria popolare della corte d’Assise di Roma è entrata nell’aula dedicata al magistrato vittima di terrorismo, Vittorio Occorsio. I presenti si alzano. Trattengono il fiato. La giudice Paola Roja legge la sentenza: la corte condanna Uhsam Helmi, colonnello, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, colonnello e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, maggiore, a 10 anni di carcere.
Tariq Sabir, generale di polizia, al vertice del dipartimento incaricato di monitorare i sindacati indipendenti, è stato assolto.
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Schlein: “Sentenza storica”
Regeni, Schlein: "Sentenza storica, nessuno potrà più negare le responsabilità del regime egiziano"
Tajani: “Sentenza Regeni condanna tre persone, non l'Egitto”
"C'è la separazione dei poteri, la sentenza è di primo grado: c'è stata una condanna, non è stato condannato l'Egitto, sono state condannate tre persone": così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine di un evento promosso da Lilly a Milano sulla sentenza sul caso Regeni. "È stato deciso che sono colpevoli, vedremo quello che succederà in secondo e in terzo grado, però c'è stato un omicidio, quindi è stata una cosa non accettabile" ha aggiunto Tajani rispondendo poi a chi chiedeva se c'è stata collaborazione da parte del governo egiziano: "Noi abbiamo sempre chiesto collaborazione, sono stati condannati e la giustizia farà il suo corso".
Conte: “Sentenza Regeni è punto fermo, ora governo ne tragga conseguenze”
"Oggi abbiamo già un punto fermo, abbiamo una condanna seria, anche se per sequestro e non per omicidio, abbiamo tre ufficiali dell'intelligence egiziana. Adesso spetta il governo italiano trarne le conseguenze. Abbiamo subito chiesto che il governo venga a riferire in Parlamento, ci devono dire adesso come vogliono e intendono, con quale fermezza, con quale chiarezza di posizione rispetto all'Egitto intendono dare esecuzione a questa sentenza". Così il presidente del M5s, Giuseppe Conte commentando la sentenza per la morte di Giulio Regeni, arrivando alla proiezione speciale del film "Naza" organizzata da Avs e 5Stelle al cinema Adriano di Roma. Conte ha ricordato la genesi del processo con indagini "particolarmente travagliate e definendo "mirabili" i "nostri magistrati sia a livello investigativo e i nostri organi giudicanti, la Corte".
Ascani (Pd): “Ora governo esiga da regime egiziano quel che deve”
"Finalmente giustizia per Giulio Regeni. Una sentenza storica condanna il sequestro e le torture subite da Giulio, dopo anni di depistaggi e battaglie instancabili dei suoi genitori. Ora il Governo esiga dal regime egiziano quel che deve perché la sentenza abbia piena esecuzione. Lo dobbiamo non solo alla famiglia di Giulio ma al Paese intero". Lo scrive sui social Anna Ascani, vicepresidente della Camera e deputata dem.
Risarcimenti per famiglia e Presidenza del Consiglio
Con la sentenza dei giudici della prima Corte di Assise di Roma per la morte di Giulio Regeni, sono stati assegnati anche i risarcimenti per le parti civili. In particolare, nei confronti della famiglia di Giulio Regeni è stata assegnata una provvisionale immediatamente esecutiva di 500mila euro; nello specifico, è stato stabilito un risarcimento di 200mila euro a testa al padre e alla madre di Giulio, Claudio Regeni e Paola Deffendi, 100mila euro per la sorella di Giulio, Irene Regeni. Stabilito anche un risarcimento per la Presidenza del Consiglio, di 150mila euro. I tre 007 egiziani sono stati condannati, inoltre, al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali a favore della famiglia Regeni e della Presidenza del Consiglio da stabilirsi in sede civile.
Renzi: “Governi Conte, Draghi e Meloni hanno ripreso rapporti con Egitto”
"Su Regeni, mi sembra evidente non c'è nessuno che può negare la responsabilità egiziana e chi lo nega nega la realtà, al netto delle sentenze. Su questa storia non sono convinto su come si sono mossi gli inglesi, lo dico da tempo. L'università per cui lavorava Regeni è sempre stata restia a collaborare" così Matteo Renzi a Otto e mezzo su La7. "Il mio governo richiamò l'ambasciatore, ma per essere intellettualmente onesti bisogna dire che a riprendere i rapporti con l'Egitto è stato il governo Conte, poi Draghi e Meloni" conclude Renzi.
Fico: “Il governo egiziano non è più innocente'
"Da oggi una cosa è certa: il Governo egiziano non è più innocente". Così il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, commenta sui social la sentenza nel processo sull'omicidio di Giulio Regeni.
"Nulla restituirà mai Giulio ai suoi affetti, ai suoi amici, alla sua comunità. La sua vita, il suo lavoro, il suo sguardo curioso sul mondo sono stati spezzati dieci anni fa al Cairo, la città che aveva scelto per le sue ricerche accademiche. Giulio Regeni è stato sequestrato, torturato e ucciso. Sul suo corpo martoriato c'era 'tutto il male del mondo'. Oggi la sentenza della Corte d'Assise di Roma risponde alla richiesta di verità e giustizia che la sua famiglia, supportata in ogni istante dall'avvocata Alessandra Ballerini, ha gridato ovunque. Occorre ringraziare investigatori e magistratura per il loro lavoro fondamentale", aggiunge Fico. "È stato un percorso lungo, faticoso e doloroso per la famiglia di Giulio. Paola, Claudio e Irene hanno dimostrato una caparbietà, una forza e una dignità commoventi. Oggi li abbracciamo forte e li ringraziamo. Perché la loro richiesta di verità e giustizia è la richiesta di un Paese intero. E se siamo arrivati a questo atteso risultato, è merito loro", conclude
Difensore 007: “Attendiamo motivazioni, fiduciosi per poter proporre appello”
"Aspettiamo le motivazioni ma siamo soddisfatti che sia caduta l'accusa di omicidio, che era il reato più grave, e su cui veramente c'erano pochissimi elementi, e per l'assoluzione di Tariq Sabir, perché anche per lui c'era ben poco. Il suo nome, oltre che nell'appello a inizio udienza, è uscito fuori pochissime volte". Così all'Adnkronos l'avvocato Tranquillino Sarno, uno dei difensori dei quattro 007 imputati nel processo per il sequestro e l'omicidio di Giulio Regeni, dopo la sentenza della Corte di Assise di Roma. "Siamo moderatamente soddisfatti e attendiamo le motivazioni fiduciosi di poter proporre appello", sottolinea il penalista.
Avs-Pd-M5s chiedono informativa urgente a Tajani: “Cosa farà il governo?”
Dopo la sentenza della Corte d'assise sul caso Regeni, le opposizioni chiedono al ministro degli Esteri Antonio Tajani un'informativa urgente per sapere cosa intende fare il governo per dare attuazione alla sentenza e quali sono i rapporti che si avranno d'ora in poi con l'Egitto. Nicola Fratoianni, co-leader di Avs, è il primo a prendere la parola in aula. "Vogliamo sapere che cosa intende fare il nostro governo - dice il deputato rossoverde - e deve essere chiaro fin da ora che il nostro governo deve pretendere che quella sentenza possa essere eseguita e che, qualora il governo egiziano dovesse ancora una volta girarsi dall'altra parte, occorrerà ridiscutere e rimettere pesantemente seriamente in discussione le nostre relazioni con quel regime. Non tollereremo, lo diciamo fin da ora, ancora una volta che di fronte all'ostinata indisponibilità del regime egiziano a collaborare ci siano spallucce in nome magari di interessi più grandi, gli interessi commerciali che già troppe volte hanno impedito di fare ciò che era giusto ai governi che questi anni si sono succeduti". Si associano alla richiesta anche il Partito democratico, con Debora Serracchiani - "Quello non fu un incidente, ma un omicidio, e tutto il Paese, i genitori, il Parlamento vogliono sapere cosa farà il governo", afferma la deputata dem -, Azione con Fabrizio Benzoni e il Movimento 5 stelle con Dario Carotenuto.
Schlein: “L’Egitto è un regime, ora ne va preso atto”
"Si tratta di una sentenza storica: dopo dieci anni di lotta per la verità arriva finalmente anche la giustizia per Giulio Regeni e grazie al lavoro straordinaria della procura e dell'avvocato, e di tenacia della famiglia. Una sentenza che fa giurisprudenza perché condanna tre uomini degli apparati di sicurezza egiziani, per sequestro e torture: vuol dire che nessuno potrà più negare le responsabilità del regime egiziano. Di questo bisogna prendere atto e agire di conseguenza". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein ai giornalisti, al termine della lettura della sentenza. Per Schlein la sentenza ha tanto più valore "dopo tutti gli ostacoli e i tentativi di depistaggio".
Colaiocco: “Sentenza storica, il diritto ha risposto ad orrore tortura”
"È una sentenza storica che conferma la ricostruzione della Procura: la Corte nel condannare i tre imputati che hanno sequestrato Giulio Regeni, ha affermato che tutto quanto accaduto a lui è attribuibile agli apparati di sicurezza egiziani. Dalla lettura del dispositivo sembra emergere come gli elementi raccolti nelle indagini non siano invece stati ritenuti sufficienti per ricondurre specificatamente, nell'ambito degli apparati, proprio al maggiore Sharif l'omicidio in cui è culminato il sequestro. Questo è stato evidentemente dovuto al muro di omertà dell'Egitto". Lo afferma il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, titolare dell'indagine sul sequestro e la morte di Giulio Regeni, dopo la sentenza. "Il pensiero ora è per Giulio e per la sua famiglia. Oggi una Corte ha accertato la responsabilità di tre funzionari degli apparati egiziani per quello che gli è stato fatto e questo è un risultato che ha un peso enorme. Stasera in quest'aula, abbiamo visto cosa significa vivere in una democrazia: rispondere all'orrore della tortura con la forza del diritto", ha aggiunto.
Lo Voi: “Risultato nonostante non collaborazione Egitto"
"Dovremmo attendere le motivazioni per riuscire ad avere il quadro completo del ragionamento della Corte d'Assise, credo si possa dire che la parte sostanziale dell'impianto accusatorio ha retto. Ci sono state tre condanne su quattro anche se non per tutti i reati per un'attività che era stata posta in essere da persone legate allo Stato egiziano. Si è riusciti a raggiungere questo risultato nonostante una collaborazione non proficua da parte delle autorità egiziane. Siamo soddisfatti per avere tirato fuori questo procedimento dal pantano in cui era finito. Siamo riusciti attivando anche la Corte Costituzionale a procedere e a svolgere un processo davanti ad una Corte di Assise autonoma ed indipendente in presenza della quale anche gli imputati assenti sono stati egregiamente rappresentati". Lo ha detto il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi.
L’avvocata dell’imputato assolto: “Contenta, non c’erano prove”
“Sono contenta che la corte d’Assise ha riconosciuto la non colpevolezza del mio assistito perché effettivamente non c’erano prove a sostegno della responsabilità nel reato contestato, nel sequestro di persona”, dice l’avvocato Paola Armellin, difensore dell’unico imputato assolto da tutte le accuse: il generale Tariq Sabir.
Legale della famiglia Regeni: “La nostra fede nella giustizia è stata ben riposta”
"È evidente che bisognerà leggere le motivazioni, ma oggi sappiamo che la nostra fede nella giustizia è stata ben riposta. Da oggi tutti i cittadini del mondo possono sentirsi più sicuri, da stasera tutti i regimi del mondo e i loro apparati, le loro divise, saranno costretti a ricordarsi che la dignità delle persone è inviolabile così come i loro corpi". Lo ha detto l'avvocata Alessandra Ballerini, legale dei familiari di Regeni dopo la sentenza.
Serracchiani (Pd): “Sentenza di grande civiltà giuridica”
"Questa sentenza è un fatto di grande civiltà giuridica per l'Italia. Si deve riconoscere alla magistratura italiana un impegno determinante per riuscire a portare in tribunale e alla sentenza di primo grado gli imputati. È stata una dimostrazione di tenacia e una prova di esemplare autonomia da qualunque valutazione d'opportunità politica. Insostituibile è stata la pressione dell'opinione pubblica, la determinazione della famiglia e la spinta civile, mai venuta meno in tutti questi anni. Dieci anni di insabbiamenti, depistaggi e intimidazioni non sono riusciti ad arginare una mobilitazione senza precedenti nel nome di Giulio Regeni". Lo dichiara la responsabile nazionale Giustizia del Pd Debora Serracchiani, dopo la sentenza.
Lo Voi: “L'impianto accusatorio della Procura ha retto”
"Dovremo attendere le motivazioni per riuscire ad avere il quadro completo del ragionamento della Corte d'assise, credo si possa dire che la parte sostanziale dell'impianto accusatario ha retto". Lo ha detto il procuratore di Roma, Francesco Lo Voi dopo la sentenza Regeni. "Ci sono state tre condanne su quattro anche se non per tutti reati per una attività che era stata posta in essere da persone legate allo Stato egiziano. Si è riusciti a raggiungere questo risultato nonostante una collaborazione non proficua da parte dell'autorità egiziane”.
“Siamo soddisfatti - ha aggiunto - per avere tirato fuori questo procedimento dal pantano in cui era finito. Siamo riusciti attivando anche la Corte Costituzionale a procedere e a svolgere un processo davanti ad una corte di assise autonoma ed indipendente in presenza della quale anche gli imputati assenti sono stati egregiamente rappresentati".
Caso Regeni, il pm Lo Voi : "La parte sostanziale dell'impianto accusatorio ha retto"
L'avvocata Ballerini: “Ora rompere i rapporti con l'Egitto”
"Ora anche il governo deve prenderne atto, reclamare il risarcimento del danno stabilito dall'avvocatura dello stato e rompere i rapporti con un paese che lungi dall'essere sicuro, tortura e uccide anche i cittadini degli stati cosiddetti amici". Lo ha detto l'avvocata della famiglia di Giulio Regeni, Alessandra Ballerini, uscendo dall'aula dopo la lettura della sentenza.
La Corte d'Assise di Roma ha condannato tre dei quattro agenti segreti egiziani per sequestro e torture ma non per omicidio, reato invece decaduto e per il quale la procura chiedeva ergastolo. Assolto invece il quarto imputato.
Regeni, avvocata Ballerini: "Il governo prenda atto della sentenza e rompa i rapporti con l'Egitto"
I tre condannati dovranno risarcire la famiglia Regeni
La condanna prevede anche delle pene accessorie come l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici. E poi i risarcimenti. I tre, solo come provvisionale, dovranno versare 200mila euro ai genitori di Giulio Regeni, 100 mila alla sorella. E 150 mila euro al governo italiano. Che dunque oltre al capitolo della cattura e dell’estradizione dovrà anche aprire la partita dei risarcimenti.
I genitori di Giulio Regeni dopo la sentenza: “Siamo soddisfatti”
Ai giornalisti, uscendo da un'aula gremita, i genitori di Giulio Regeni dicono soltanto: "Siamo soddisfatti". Per loro parlerà l'avvocata Alessandra Ballerini, leggendo un documento.
Gli 007 condannati per il sequestro ma non per l'omicidio
I tre 007 egiziani sono stati condannati solo per il sequestro di Giulio Regeni, avvenuto al Cairo il 25 gennaio del 2016. I giudici hanno infatti fatto cadere l'accusa di omicidio.
L’avvocata di Sharif: “Buon risultato processuale”
“Un buon risultato processuale aver dimostrato che il mio assistito è estraneo all’omicidio contestato. Valuteremo se e come ricorrere in appello. La legge dice che non possiamo. E per questo probabilmente occorrerà fare un altro passaggio alla Consullta”, dice l’avvocata Anna Lisa Ticconi, per Sharif, l’imputato accusato di aver materialmente commesso l’omicidio.
Dieci anni di indagini per arrivare alla sentenza
Dopo la sentenza il procuratore Francesco Lo Voi si allontana, con lui l’uomo che per 10 anni ha cercato la verità: il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, che ha portato a termine il procedimento più lungo e difficile della sua vita. Dal 3 febbraio 2016 al 28 settembre 2026. Dieci anni e sette mesi. Il tempo che separa il giorno in cui il corpo di Giulio Regeni viene trovato lungo la strada che dal Cairo porta ad Alessandria da quello in cui, davanti a una Corte d’Assise di Roma, è la sentenza nei confronti dei quattro uomini della National Security egiziana accusati di averlo rapito, sequestrato, torturato e ucciso. La storia di Giulio Regeni è arrivata fin qui. E con lei, finalmente, anche la verità. La giustizia.
Chi sono gli 007 condannati
Dieci anni. É questa la condanna inflitta ai 3 agenti dei servizi segreti egiziani accusati della morte di Giulio Regeni: il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif - per il quale la procura aveva chiesto l'ergastolo - e i colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed. Il, quarto imputato, il generale Tariq Sabir, è invece stato assolto assolto.
La sentenza dopo 8 ore di camera di consiglio
I giudici della Prima Corte di Assise di Roma, dopo una camera di consiglio durata oltre otto ore, hanno condannato tre 007 egiziani imputati nel processo per il sequestro e l'omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore friulano torturato e ucciso in Egitto nel 2016. Ai colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim e al maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif sono stati inflitti dieci anni mentre il generale Tariq Sabir è stato assolto.
In aula, oltre alla famiglia Regeni e il loro legale, l'avvocato Alessandra Ballerini, e al pm titolare dell'inchiesta, il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, è presente alla lettura del dispositivo anche il procuratore capo Francesco Lo Voi.
Condannati tre 007 egiziani, uno assolto
La Corte d'Assise di Roma ha condannato tre 007 egiziani accusati di avere sequestrato, torturato e ucciso Giulio Regeni al Cairo nel 2016. Il quarto agente dei servizi segreti imputato è stato assolto.