Cronaca

Spritz low cost con liquori contraffatti, blitz nei bar di Venezia: scattano i sequestri

Spritz low cost con liquori contraffatti, blitz nei bar di Venezia: scattano i sequestri

Bottiglie di Aperol e Campari manomesse e riempite con prodotti più economici: la polizia locale interviene in un bar di Cannaregio. L’assessore Costalonga: “Il cliente viene ingannato e i commercianti corretti penalizzati”

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A Venezia uno spritz venduto a 2,50 euro può nascondere qualcosa di più di un prezzo fuori mercato. Dietro il bancone, al posto del liquore indicato sull’etichetta, potrebbe esserci un prodotto molto più economico, travasato nella bottiglia originale di un marchio conosciuto e poi servito al cliente senza che questi possa accorgersi della sostituzione. È su questa pratica che si stanno concentrando i controlli della polizia locale veneziana. Dopo vetrine e occupazioni del suolo pubblico, la stretta dell’amministrazione comunale sul rispetto delle regole nel commercio arriva così anche dentro i bicchieri dell’aperitivo. Nel mirino soprattutto alcuni locali di Cannaregio, lungo l’asse tra le Guglie e Strada Nova, dove i prezzi particolarmente bassi hanno attirato l’attenzione.

Lo spritz a 2,50 euro

In una città dove uno spritz viene ormai venduto generalmente a partire da circa quattro euro, trovare locali che continuano a proporlo a 2,50 euro, per di più lungo uno degli itinerari a maggiore presenza turistica, ha fatto scattare più di un interrogativo. Il problema, naturalmente, non è utilizzare un bitter meno costoso. Un bar può scegliere liberamente i prodotti da proporre ai propri clienti, purché siano regolari e correttamente dichiarati. La questione cambia quando un liquore economico viene travasato nella bottiglia di Aperol, Campari o di un altro marchio e servito facendo credere al consumatore di aver acquistato il prodotto originale. Una volta mescolato con vino e seltz e completato con una fetta d'arancia o un'oliva, distinguere il liquore utilizzato diventa per il cliente estremamente difficile.

Costalonga: “Un doppio danno”

A denunciare gli effetti della pratica sul Gazzettino è l'assessore comunale al Commercio, Sebastiano Costalonga. “È un doppio danno – afferma –. Travasare prodotti non di marca dentro le bottiglie pregiate taglia i costi ma inganna il cliente. E fa apparire il barista truffatore come più “onesto”, perché in apparenza offre lo stesso prodotto a un prezzo minore”. Una concorrenza sleale che, secondo l'assessore, finisce per colpire anche chi rispetta le regole: “I locali corretti, invece, vengono accusati di lucrare sullo spritz. Peccato che un litro di Campari o di Aperol “originale” costi anche quattro volte quello che si paga una sottomarca”.

Bottiglie manomesse dietro il bancone

Nei giorni scorsi è arrivato il primo sequestro. Gli agenti della polizia locale, intervenuti dopo una segnalazione, hanno effettuato un controllo in un bar di Salizada San Geremia, lo stesso locale che tre anni fa fece da sfondo all'omicidio di Khalil Mallat da parte di Raffaele Marconi. Dietro il bancone gli agenti hanno trovato diverse bottiglie di Aperol e Campari riempite fino all'orlo. A insospettire gli operatori sono stati soprattutto i tappi: i sigilli apparivano manomessi o rimossi e il contrassegno di Stato risultava staccato. Elementi che hanno fatto emergere il sospetto del rabbocco delle bottiglie e portato al sequestro dei prodotti.

La stretta sullo spritz

Il caso apre ora un nuovo fronte nei controlli sui locali veneziani: non soltanto il rispetto delle norme igieniche e commerciali, ma anche la corrispondenza tra ciò che viene mostrato e venduto al cliente e il prodotto che finisce effettivamente nel bicchiere. "Sulla salute dei consumatori e sul rispetto delle regole non si fanno sconti – avverte Costalonga – I controlli continueranno per difendere la legalità del commercio veneziano”. Una stretta che, nella città dello spritz, punta dunque anche sull'autenticità dell'aperitivo servito dietro il bancone.

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