✕

Dall’omicidio alla sentenza, tutte le tappe del caso Regeni

(agf)

Ascolta l'audio

A oltre dieci anni dalla morte del ricercatore al Cairo, è arrivato il verdetto nei confronti dei suoi assassini. Ecco gli snodi principali della vicenda
2 minuti di lettura

La scomparsa del ricercatore

Il 25 gennaio 2016 si perdono le tracce di Giulio Regeni: il giovane ricercatore friulano, dottorando a Cambridge, sparisce nei pressi di piazza Tahrir, al Cairo.

L’omicidio e il ritrovamento del corpo

Il 3 febbraio del 2016, nove giorni dopo la sua sparizione, il corpo senza vita di Regeni viene trovato lungo la Desert Road, la strada che dal Cairo porta fino ad Alessandria, seminascosto vicino a un muro di sabbia. Su tutto il corpo le lesioni sono talmente evidenti da rendere immediatamente chiaro che si tratta di un caso di omicidio preceduto da torture. Inizia l’indagine sulla morte del ricercatore italiano.

Le accuse ai quattro agenti egiziani

I carabinieri del Ros, gli agenti dello Sco e il pm Colaiocco iniziano a fare la spola con l’Egitto. Si prova a ricostruire gli ultimi giorni di Giulio, a dare un nome alle persone che lo hanno seguito, a capire dove e quando la sua vita sia finita. Dopo il tentativo degli egiziani – nel 2016 – di addossare le …

La scomparsa del ricercatore

Il 25 gennaio 2016 si perdono le tracce di Giulio Regeni: il giovane ricercatore friulano, dottorando a Cambridge, sparisce nei pressi di piazza Tahrir, al Cairo.

L’omicidio e il ritrovamento del corpo

Il 3 febbraio del 2016, nove giorni dopo la sua sparizione, il corpo senza vita di Regeni viene trovato lungo la Desert Road, la strada che dal Cairo porta fino ad Alessandria, seminascosto vicino a un muro di sabbia. Su tutto il corpo le lesioni sono talmente evidenti da rendere immediatamente chiaro che si tratta di un caso di omicidio preceduto da torture. Inizia l’indagine sulla morte del ricercatore italiano.

Le accuse ai quattro agenti egiziani

I carabinieri del Ros, gli agenti dello Sco e il pm Colaiocco iniziano a fare la spola con l’Egitto. Si prova a ricostruire gli ultimi giorni di Giulio, a dare un nome alle persone che lo hanno seguito, a capire dove e quando la sua vita sia finita. Dopo il tentativo degli egiziani – nel 2016 – di addossare le responsabilità su cinque rapinatori uccisi in un conflitto a fuoco, il 4 dicembre 2018 vengono indagati gli uomini della National Security del Cairo. Sono accusati a vario titolo di aver sequestrato, torturato e ucciso Regeni.

Chiuse le indagini, gli 007 scompaiono

Il 10 dicembre 2020 la procura chiude le indagini a carico dei quattro 007 egiziani: Tariq Sabir, il generale al vertice del dipartimento che monitorava i sindacati indipendenti, compreso quello degli ambulanti studiato da Regeni. Uhsam Helmi, il colonnello che dopo la morte di Giulio entrò persino nel team investigativo italo-egiziano e che oggi è ufficialmente irrintracciabile. Poi Athar Kamel Mohamed Ibrahim, colonnello. E Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, il maggiore che l’accusa indica come direttamente coinvolto nelle torture e nell’omicidio di Giulio. Da quel momento la collaborazione promessa dal Cairo si restringe progressivamente fino a diventare una sequenza di silenzi, risposte formali, documenti che non arrivano, a cominciare dal domicilio degli indagati.

Il primo stop al processo: “Gli imputati non ci sono”

Il 25 maggio 2021 il gup Pierluigi Balestrieri manda a processo i quattro 007. Ma il 14 ottobre la Terza Corte d’Assise dichiara nullo il decreto che dispone il giudizio perché non c’è prova che gli imputati siano a conoscenza del processo. Il procuratore Francesco Lo Voi e l’aggiunto Sergio Colaiocco chiedono allora l’intervento della Consulta.

Interviene la Consulta: si può ripartire

Il 27 settembre 2023, con una decisione storica, la Consulta sblocca il processo: in caso di tortura e se uno stato estero non collabora non è necessario notificare i documenti agli imputati.

Al via il processo, in quattro alla sbarra

Il 20 febbraio 2024, davanti alla Prima Corte d’Assise di Roma, si apre il processo per il sequestro, le torture e la morte di Regeni. Sono imputati quattro militari egiziani. In aula arrivano le prove, parlano gli investigatori, le difese, sfilano i testimoni coperti da paraventi, la cui identità è celata dietro lettere dell’alfabeto greco. «Un processo contro il silenzio», lo definisce Colaiocco. «Contro la menzogna», contro «le ricostruzioni artificiose», contro «i depistaggi». Ma in Italia la tortura e l’omicidio «non possono trovare riparo dietro i confini». E «la ragion di Stato non può diventare ragione di impunità».

Il pm chiede la condanna a dieci anni dall’omicidio

Il 23 giugno 2026 il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco chiede l’ergastolo per Magdi Ibrahim Abdelal Sharif – ritenuto l'uomo che ha materialmente ucciso Regeni – e tre condanne a 17 anni e sei mesi per gli altri.

La condanna

La Corte d'Assise di Roma il 28 settembre 2026 ha condannato tre 007 egiziani accusati di avere sequestrato, torturato e ucciso Giulio Regeni al Cairo nel 2016. Il quarto agente dei servizi segreti imputato è stato assolto.

Leggi i commenti