Tra i migliori, la gran parte vogliono imparare a curare il cuore. Ma sono molto interessati anche alla dermatologia e invece snobbando discipline di grande tradizione come l’urologia, la chirurgia vascolare, la chirurgia toracica e quella pediatrica. Sono pronti i dati sugli accessi alle scuole di specializzazione delle facoltà di Medicina italiane. Quelle che formano i medici, soprattutto gli ospedalieri, ma anche quelli del territorio e del sempre più significativo settore privato per il futuro. Osservando le scelte dei mille giovani medici che, tra 15 mila candidati che hanno sostenuto lo stesso esame in tutta Italia, hanno avuto il punteggio migliore si capisce quali sono le specialità più ambite. Del resto, arrivare in cima alla graduatoria permetteva praticamente di scegliere qualunque strada.
Un quarto vuole curare il cuore
Come ha rilevato Massimo Minerva di Als, l’Associazione liberi specializzandi che ogni anno raccoglie ed esamina i dati, è la cardiologia (che si chiama “m…
Tra i migliori, la gran parte vogliono imparare a curare il cuore. Ma sono molto interessati anche alla dermatologia e invece snobbando discipline di grande tradizione come l’urologia, la chirurgia vascolare, la chirurgia toracica e quella pediatrica. Sono pronti i dati sugli accessi alle scuole di specializzazione delle facoltà di Medicina italiane. Quelle che formano i medici, soprattutto gli ospedalieri, ma anche quelli del territorio e del sempre più significativo settore privato per il futuro. Osservando le scelte dei mille giovani medici che, tra 15 mila candidati che hanno sostenuto lo stesso esame in tutta Italia, hanno avuto il punteggio migliore si capisce quali sono le specialità più ambite. Del resto, arrivare in cima alla graduatoria permetteva praticamente di scegliere qualunque strada.
Un quarto vuole curare il cuore
Come ha rilevato Massimo Minerva di Als, l’Associazione liberi specializzandi che ogni anno raccoglie ed esamina i dati, è la cardiologia (che si chiama “malattie dell’apparato cardiovascolare”) ad attirare di più i giovani. Sono stati ben 247 su mille quelli che l’anno scelta, cioè un quarto di coloro che hanno fatto meglio l’esame. In tutto, hanno occupato il 42% dei posti disponibili nella disciplina. Segue la dermatologia, che permette anche una florida attività privata, con 131 scelte, che hanno esaurito i posti disponibili. Chi non ha fatto un super esame, quindi, non può aspirare a diventare dermatologo. Segue oftalmologia con 109 scelte (il 51% dei posti della disciplina). Anche qui il risultato è prevedibile, visto che si tratta di un’altra specialità a trazione privata. Poi arrivano neurologia (82 scelte), endocrinologia (56), pediatria (54). Chirurgia plastica si ferma a 48, anche se si tratta di una specialità che può far guadagnare bene. Per chi non è entrato nei mille migliori ci sono altri 52 posti a disposizione in questa disciplina. Dopo arrivano malattie dell’apparato digerente (45), ginecologia e ostetricia (29) e anestesia e rianimazione (23).
Le specialità meno richieste
Interessante anche osservare le discipline meno scelte, o proprio ignorate dai mille che hanno avuto i punteggi più alti all’esame. Solo in 2 hanno ritenuto di fare igiene, malattie dell’apparato respiratorio e appunto chirurgia pediatrica. Una sola scelta per medicina legale, medicina nucleare, radioterapia, chirurgia toracica. Nessuno ha chiesto di entrare a urologia, pure essendo una disciplina con tantissimi sbocchi professionali, sia chirurgici che medici. Stesso discorso per chirurgia vascolare.
Più borse prese dell’anno scorso
Se si guardano i dati in generale, cioè sulle scelte di tutti i candidati, quest’anno le cose sono andate meglio del 2025, perché le borse prese sono l’89% del totale contro l’84% dell’anno scorso. Siamo alla prima scelta, perché i candidati potranno dare nuove indicazioni da qui a novembre, quando inizieranno a studiare, provocando vari scorrimenti. Comunque, i dati sono significativi e dicono che probabilmente c’è una crescita degli ingressi, visto che sono 13.100 contro i 12.200 dell’anno scorso. Hanno sempre difficoltà a riempire tutti i posti, ma un po’ meno degli anni passati, discipline come la medicina d’urgenza, che ha avuto 649 ingressi per 985 borse. Restano ancora posti vuoti ma sono stati arruolati circa 110 giovani medici in più. Radioterapia ha sempre grossi problemi (86 candidati per 149 posti), ma anche qui le cose migliorano. E’ cresciuta tanto la medicina nucleare, che è passata da 36 a 69 giovani disposti a studiare la specialità. Sono oltre 100 in più rispetto al 2025 anche gli ingressi in anestesia e rianimazione, visto che sono passati da 1.166 a 1.297.