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Manuali per bombe e katane: arrestato 17enne neonazista, nel cellulare i piani per un attacco

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Il giovane trentino era il vice capo del Fronte Fascista Italiano: toccava a lui scegliere chi poteva entrare nella community. Nel telefono il video di Christchurch
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Un ragazzo di 17 anni che vive in provincia di Trento è stato arrestato dalla polizia di Stato. Diceva che i terroristi bianchi erano “eroi”. Nel telefono teneva il video integrale della strage di Christchurch con messaggi che indicavano l’autore come un modello da imitare: Brenton Tarrant, il suprematista che nel marzo 2019 fece saltare in aria due moschee, rendendosi responsabile della morte di 51 persone e il tentato omicidio di altri 40.

Il minorenne aveva in casa katane, machete, balestre e disegni fatti a mano con i simboli del suprematismo bianco. Indagato per detenzione di materiale con finalità di terrorismo, si trova ora nel Centro di prima accoglienza di Treviso.

A condurre le indagini, la Digos di Verona coordinata dalla Direzion…

Un ragazzo di 17 anni che vive in provincia di Trento è stato arrestato dalla polizia di Stato. Diceva che i terroristi bianchi erano “eroi”. Nel telefono teneva il video integrale della strage di Christchurch con messaggi che indicavano l’autore come un modello da imitare: Brenton Tarrant, il suprematista che nel marzo 2019 fece saltare in aria due moschee, rendendosi responsabile della morte di 51 persone e il tentato omicidio di altri 40.

Il minorenne aveva in casa katane, machete, balestre e disegni fatti a mano con i simboli del suprematismo bianco. Indagato per detenzione di materiale con finalità di terrorismo, si trova ora nel Centro di prima accoglienza di Treviso.

A condurre le indagini, la Digos di Verona coordinata dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, con il supporto della Digos di Trento. Il lavoro è partito nell’autunno del 2025, durante il monitoraggio dei canali suprematisti in rete. Gli investigatori descrivono una “marcata radicalizzazione ideologica” e una “significativa proiezione verso la violenza”. Il ragazzo giustificava le stragi con la “difesa della razza bianca” e pubblicava contenuti che celebravano l’Atomwaffen Division (AWD), l’organizzazione terroristica suprematista e neonazista nata negli Stati Uniti nel 2015 e basata sulle tesi dell’accelerazionismo. Ma il 17enne non era un semplice iscritto. Nel gruppo social “F.F.I. Fronte Fascista Italiano” aveva il ruolo di “Vice Capo” ed era il “referente operativo”: toccava a lui scegliere chi poteva entrare.

Il nome del gruppo non è nuovo. Il “Fronte Fascista Italiano” era uno dei due canali Telegram al centro dell’operazione effettuata dai Carabinieri del Ros e dalla Digos giovedì scorso, in cui sono state perquisite 17 persone (14 delle quali minorenni) in 14 città tra cui Trento, Verona, Roma, Milano e Palermo. La community, spiegano gli investigatori, aveva una struttura gerarchica, con un “Leader supremo”, un “Segretario” e gradi presi dalle SS: chi voleva entrare doveva compilare un modulo di ammissione.

Nelle chat qualcuno scriveva: “Sgozziamo i meticci non puri per beneficio dell’umanità”. Si parlava di colpire moschee, sinagoghe e scuole.

Nel telefono del 17enne gli investigatori hanno trovato un vero manuale di guerra. C’erano istruzioni per costruire ordigni artigianali e un testo tradotto dal cirillico sulle sostanze chimiche aggressive. Poi una guida per compiere attentati con i veicoli pesanti, un elenco di veleni mortali e manuali per usare le armi da fuoco. Infine un documento con le tecniche per pedinare, attaccare ed “eliminare” bersagli umani. Il ragazzo aveva anche l’Haters Handbook, il manifesto del Maniacs Murder Cult, collettivo terroristico nato nella galassia neonazista dell’Est europeo.

Il punto più grave riguarda le conversazioni. Per gli inquirenti non erano solo parole. Il ragazzo esprimeva “seri propositi di immediato passaggio all’azione”, con riferimenti espliciti ad armi fatte in casa e ai bersagli da colpire: “ebrei, immigrati, omosessuali, magistrati e politici”. Per questo è scattato l’arresto in flagranza.

Non è il primo caso dell’ultimo anno. A marzo, a Perugia, la polizia ha arrestato un diciassettenne che secondo gli investigatori stava preparando una strage nella sua scuola. A giugno la Digos di Verona ha arrestato un sedicenne della provincia di Bologna, che nello smartphone aveva manuali per costruire armi. Poi, a Roma, solo pochi giorni fa un tredicenne ha accoltellato in classe la sua professoressa, Isabella Marsilio, nel quartiere di Centocelle.

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