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I custodi dell’incubo, la febbre dei collezionisti per i 40 anni di Dylan Dog

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Le iniziative per l’anniversario riportano gli appassionati agli anni 80: è caccia ad albi e gadget
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Fumetti e gadget si erano moltiplicati a tal punto che in casa non si trovava più posto, così, alla fine, era stato costretto a rinunciarvi. Alla casa, s’intende. «È una passione troppo grande, non smetteremo mai di collezionarli» sentenzia Lorenzo Montanari, romano, 43 anni, che ai cimeli di Dylan Dog ha consacrato un’intera stanza del suo nuovo e più ampio appartamento. Neanche il suo ideatore, Tiziano Sclavi, e l’editore Sergio Bonelli avevano previsto la febbre che dagli anni ‘90 contagiò decine di migliaia di appassionati e diede vita a uno tra i collezionismi italiani più fedeli e longevi.

L’alba dei morti viventi, quel primo iconico numero che rievocava il film di George A. Romero, portava in copertina la data di ottobre 1986, esattamente quarant’anni fa. Le iniziative per festeggiare quest’anniversario a cifra tonda spaziano dal primo debutto in teatro con Dylan Dog Horror Show, in scena a Roma dal 28 ottobre, agli appuntamenti in 80 librerie e fumetterie in tutta Italia, fino…

Fumetti e gadget si erano moltiplicati a tal punto che in casa non si trovava più posto, così, alla fine, era stato costretto a rinunciarvi. Alla casa, s’intende. «È una passione troppo grande, non smetteremo mai di collezionarli» sentenzia Lorenzo Montanari, romano, 43 anni, che ai cimeli di Dylan Dog ha consacrato un’intera stanza del suo nuovo e più ampio appartamento. Neanche il suo ideatore, Tiziano Sclavi, e l’editore Sergio Bonelli avevano previsto la febbre che dagli anni ‘90 contagiò decine di migliaia di appassionati e diede vita a uno tra i collezionismi italiani più fedeli e longevi.

L’alba dei morti viventi, quel primo iconico numero che rievocava il film di George A. Romero, portava in copertina la data di ottobre 1986, esattamente quarant’anni fa. Le iniziative per festeggiare quest’anniversario a cifra tonda spaziano dal primo debutto in teatro con Dylan Dog Horror Show, in scena a Roma dal 28 ottobre, agli appuntamenti in 80 librerie e fumetterie in tutta Italia, fino all’albo celebrativo. Quest’ultimo pare aver riportato l’Italia agli anni ‘80: edicole e supermercati assaltati nel tentativo di accaparrarselo, rivendite a prezzi da capogiro.

La ragione è che il nuovo Prima che sia l’alba, il numero 481 della serie, si presenta con quattro copertine di diversa rarità: la standard è firmata dai fratelli Cestaro, quella di Claudio Villa compare in una copia ogni quattro, meno comune il disegno di Corrado Roi e quasi introvabile quello di Angelo Stano, di cui esistono 250 pezzi. L’acquisto, però, è una roulette: il fumetto viene venduto imbustato, impossibile sapere che versione si troverà. Eccezione fatta per alcuni fan disposti a tutto: c’è chi apre le confezioni per sbirciarvi dentro, chi preferisce spendere fino a 1500 euro dai rivenditori. «Più una cosa è limitata, più il collezionista la desidera», osserva Montanari. Sugli scaffali di casa sua espone di tutto: salvadanai, trenta diari della Mondadori, puzzle, figurine. «Uno dei prodotti più ambiti è uno zerbino. Uno dei pochi gadget che non possiedo».

Ottavio Simone, 44 anni, barese trapiantato in Svizzera, colleziona invece solo ciò che è leggibile: «Ma non sono come chi conserva anche il ritaglio di giornale o la Settimana enigmistica in cui è citato il fumetto». Ovvero, nel gergo degli appassionati, i cosiddetti i completisti. L’impegno, in termini economici e di spazi, in ogni caso, non è trascurabile: quarant’anni di numeri, collane collaterali, l’Almanacco della paura. Ma se la serie classica non nasconde grosse rarità, è tra fuori serie, edizioni speciali e omaggi degli eventi che si gioca la sfida tra collezionisti. «Uno dei più ricercati è la seconda ristampa del numero 9 in friulano» spiega Montanari. Anche quel celebre numero uno raggiunse in fretta quotazioni esorbitanti, tali da spingere Bonelli a ristamparlo nel 1991, ma l’originale può valere ancora 1.500 euro. Diego Strano, attore catanese di 50 anni, ne possiede due: «Una è intatta, l’altra porta le firme di Stano, autore dei disegni, e Villa, firma della copertina». La cura è maniacale: ogni albo è pulito dalle impronte e riposto in buste, sostituite ogni cinque anni. «Sono molto geloso, non voglio che vengano aperti: se mia figlia vorrà leggerli compreremo le ristampe». Il valore economico della collezione si aggira intorno ai 20mila euro. Le «chicche introvabili» di cui va più fiero sono la storia inedita dentro la rivista Per Lui con Chiambretti in copertina e l’espansione Old Souls del gioco di ruolo, chiamata anche l’espansione “che non esiste” perché talmente rara che i fan la misero in dubbio. E poi 35 disegni commissionati ai disegnatori del fumetto: «Pezzi unici, li tengo incorniciati».

In questi quattro decenni l’Indagatore dell’incubo ha attraversato vite diverse, attirato nuovi lettori, perso alcuni della prima ora. «Oggi c’è più disegno che storia. E a molti manca lo splatter», rimpiange Montanari. Eroe tutt’altro che invincibile, Dylan Dog riesce però a tenere incollata buona parte dei lettori che ha cresciuto fin da ragazzini. «Avevo sei anni, andavo a scuola dalle suore e il mio compagno di banco aveva il primo numero — ricorda Simone — La copertina era piena di sangue, il protagonista era circondato da donne e cacciava il male. Non era il solito Topolino. Mi sembrava di trasgredire qualche regola: lo volli anch’io». «È un amore che aumenta nel tempo — confida Strano — Anche se dal numero 100 si conosce già il finale, il fatto che non si sappia quanto andrà avanti ne accresce il fascino».

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