Cronaca

La guida di Repubblica ai "Laghi della Lombardia"

La guida di Repubblica ai "Laghi della Lombardia"

L’idea di accompagnare il lettore alla scoperta di questo mosaico di paesaggi

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«Non serve appartenere a un territorio per amarlo. Serve attenzione». Lo ha detto Carlo Petrini, intervistato a Roma poco prima di salire sul palco del Teatro Sistina per ricordare l’amico Dario Fo, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. “Carlin” è stato gastronomo, sociologo del cibo e fondatore di Slow Food, il movimento internazionale nato per difendere le culture alimentari locali, la biodiversità e un’agricoltura sostenibile. Figura centrale del pensiero enogastronomico contemporaneo, ha trasformato il modo di intendere il cibo: non solo nutrimento ma atto culturale, politico e ambientale.

Piemontese DOC ma innamorato della bellezza a ogni latitudine, era stato coinvolto per arricchire con la sua testimonianza “I laghi della Lombardia”, l’ultima nata delle Guide di Repubblica. «I laghi sono specchi ma non rimandano solo l’immagine: riflettono il modo in cui scegliamo di stare al mondo. La bellezza non è mai solo nei grandi nomi. È nelle pieghe, nelle storie minute, nei dettagli che richiedono tempo». Parole che restano, oggi che non c’è più, come un insegnamento.

Per ogni lago aveva un’opinione ben precisa. Il lago di Como? «Se ti limiti alla riva, perdi metà del racconto». E il Garda? «Qui più che altrove si capisce cosa significhi sostenibilità: non consumare il territorio ma abitarlo». E il Maggiore, pur condiviso con il Piemonte? «I confini amministrativi non interessano alla natura. E dovrebbero interessare poco anche a noi se vogliamo capire davvero un luogo». E parlando di laghi di dimensioni più contenute diceva che «sono i luoghi dove puoi ancora percepire un rapporto diretto tra comunità e ambiente. Qui il visitatore ha la responsabilità di non rompere quell’equilibrio».

La sua intervista si inserisce all’interno di un mosaico composto da uno dei paesaggi più affascinanti e sorprendenti d’Europa, i laghi della Lombardia. Tra le Alpi e la Pianura Padana l’acqua disegna una geografia ricca di contrasti: grandi bacini celebri nel mondo si alternano a specchi d’acqua più raccolti, incastonati tra boschi, colline moreniche e montagne. Intorno a questi laghi si sviluppa una costellazione di borghi, ville storiche, porticcioli e lungolaghi che raccontano secoli di storia, viaggi e incontri tra culture diverse. La Guida diretta da Giuseppe Cerasa (in edicola dal 29 settembre e su repubblicabookshop.it/guide/; sarà presto anche in libreria, su Amazon e Ibs) nasce proprio con l’idea di accompagnare il lettore alla scoperta di questo mosaico di paesaggi. Il percorso comincia naturalmente dai grandi protagonisti: il lago di Garda, il lago di Como, il lago Maggiore e il lago d’Iseo, per poi muovere alla scoperta di laghi meno noti ma altrettanto suggestivi come il lago di Varese, il lago d’Idro, il lago di Pusiano o il lago di Segrino.

Ad arricchire il volume, come anticipato, l’ultima intervista a Carlo Petrini, le parole d’amore di Stanley Tucci per la regione e una selezione di indirizzi per scoprire l’enogastronomia, l’ospitalità e i prodotti d’eccellenza delle terre lacustri lombarde.

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