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Covid, casi raddoppiati in un mese. “Ma per la gran parte delle persone è come un raffreddore”

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I dati del ministero alla Salute calcolano per fine settembre 231 contagi. Spesso chi ha i sintomi, però, non fa il tampone
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I casi sono pochi, ma la percentuale con la quale aumentano è alta. Il Covid ormai è un’infezione respiratoria come tante altre, e può provocare problemi principalmente alle persone fragili, però la sua diffusione sta aumentando in queste settimane.

I numeri in Italia e il caso Francia

Il ministero alla Salute continua a raccogliere i dati e tra il 17 e il 23 settembre i nuovi casi sono stati 231, contro i 169 dei sette giorni precedenti (+36%). Tra il 27 agosto e il 2 settembre erano invece 123, praticamente la metà. Il tutto con i tamponi che sono cresciuti molto meno, passando da 8 mila a 10 mila. I numeri del ministero alla Salute sono ovviamente sottostimati, perché ormai in pochissimi fanno il test per rilevare il Covid. Succede soprattutto a chi è ricoverato, per il resto la malattia è così blanda che nessuno pensa di farsi il tampone. E in Francia, nei giorni scorsi, hanno segnalato una crescita anomala dei casi di infezione da Sars-CoV 2 in Francia, cioè del 76% in una settim…

I casi sono pochi, ma la percentuale con la quale aumentano è alta. Il Covid ormai è un’infezione respiratoria come tante altre, e può provocare problemi principalmente alle persone fragili, però la sua diffusione sta aumentando in queste settimane.

I numeri in Italia e il caso Francia

Il ministero alla Salute continua a raccogliere i dati e tra il 17 e il 23 settembre i nuovi casi sono stati 231, contro i 169 dei sette giorni precedenti (+36%). Tra il 27 agosto e il 2 settembre erano invece 123, praticamente la metà. Il tutto con i tamponi che sono cresciuti molto meno, passando da 8 mila a 10 mila. I numeri del ministero alla Salute sono ovviamente sottostimati, perché ormai in pochissimi fanno il test per rilevare il Covid. Succede soprattutto a chi è ricoverato, per il resto la malattia è così blanda che nessuno pensa di farsi il tampone. E in Francia, nei giorni scorsi, hanno segnalato una crescita anomala dei casi di infezione da Sars-CoV 2 in Francia, cioè del 76% in una settimana.

“Non scomparirà”

"Il Covid non scomparirà, ma come altri coronavirus assomiglierà a un raffreddore comune. Ha caratteristiche un po’ diverse dall’influenza, che provoca febbre e dolori, perché dà soprattutto sintomi solo respiratori e magari un po’ di febbre”, spiega Gianni Rezza, professore di Malattie infettive al San Raffaele di Milano.

Rezza ricorda che la malattia generalmente non dà problemi, anche per questo nessuno usa più i test per diagnosticarla. “Ormai tutte le sottovarianti nascono dalla variante Omicron, che sappiamo non essere in grado di raggiungere i polmoni, se non molto raramente”. Una particolarità del Covid, spiega l’esperto, è che “negli ultimi anni lo abbiamo visto circolare soprattutto alla fine dell’estate, cosa che gli fa anticipare l’arrivo dell’influenza. Quando poi si diffonde questa malattia, il coronavirus sembra scomparire”.

Doppia vaccinazione

Come già negli anni passati, anche in questo sarà possibile richiedere la doppia vaccinazione, per l’influenza e per il Covid. Le Regioni partiranno con le coperture intorno alla metà di questo mese. “La vaccinazione contro il coronavirus – dice Rezza – può essere utile per i grandi anziani, o persone con patologie di base importanti”. Riguardo a quello che farà il viurs in futuro, ribadisce Rezza, “non scomparirà e, a meno che non succeda qualcosa di imponderabile capace di provocare mutazioni maggiori, rimarrà com’è adesso, quindi molto meno pericoloso della versione che provocò la pandemia”.

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