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Belluno, il mistero dei 51 gatti scomparsi: “Solo due sono tornati a casa”

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Lupi, veleno, o azione umana: nessuna ipotesi è esclusa. I proprietari sono invitati a denunciare ogni caso. Il presidente di Aidaa: “Ci interessa capire quali sono le motivazioni”
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A Sedico, in provincia di Belluno (un territorio di poco più di 10mila abitanti), in poche settimane sono scomparsi cinquantuno gatti. Quasi tutti domestici, quasi tutti di notte. Nel paese, e nei comuni confinanti, i carabinieri forestali hanno ora aperto un’inchiesta per ricostruire la sequenza degli episodi e capire se un filo li leghi. Lupi, veleno, una mano umana: per ora nessuna pista è esclusa.

Il numero crescente e le denunce mancanti

I numeri sono cresciuti in fretta. Il 24 settembre si parlava di poco più di venti animali spariti, con segnalazioni oltre la trentina. La settimana dopo, il conteggio era arrivato a 51. Non sono dati ufficiali consolidati: arrivano da fonti diverse, associazioni, cittadini, forze dell’ordine, e in momenti diversi. «Abbiamo fatto un esposto, chiesto che le sparizioni vengano denunciate», spiega Lorenzo Croce, presidente dell’associazione animalista Aidaa. I rientri si contano sulle dita di una mano: «Dalle chat sui social e dai siti solo due gatt…

A Sedico, in provincia di Belluno (un territorio di poco più di 10mila abitanti), in poche settimane sono scomparsi cinquantuno gatti. Quasi tutti domestici, quasi tutti di notte. Nel paese, e nei comuni confinanti, i carabinieri forestali hanno ora aperto un’inchiesta per ricostruire la sequenza degli episodi e capire se un filo li leghi. Lupi, veleno, una mano umana: per ora nessuna pista è esclusa.

Il numero crescente e le denunce mancanti

I numeri sono cresciuti in fretta. Il 24 settembre si parlava di poco più di venti animali spariti, con segnalazioni oltre la trentina. La settimana dopo, il conteggio era arrivato a 51. Non sono dati ufficiali consolidati: arrivano da fonti diverse, associazioni, cittadini, forze dell’ordine, e in momenti diversi. «Abbiamo fatto un esposto, chiesto che le sparizioni vengano denunciate», spiega Lorenzo Croce, presidente dell’associazione animalista Aidaa. I rientri si contano sulle dita di una mano: «Dalle chat sui social e dai siti solo due gatti risultano essere tornati a casa». È il primo nodo. Le segnalazioni corrono sui social, ma agli investigatori servono denunce. «Non si può avere un quadro completo con i post su Facebook».

La pista dei lupi

I Forestali partono da ciò che resta. I pochi esemplari ritrovati avrebbero presentato caratteristiche compatibili con l’azione dei lupi. Ma gli stessi investigatori avvertono che il dato non basta: se alcuni animali sono stati predati, non è detto che lo siano stati tutti e cinquantuno.

Croce non scarta l’ipotesi. «Non escludiamo che possano essere stati i lupi. È una zona boschiva ed è stata avvistata anche una cucciolata». Per lui, però, i conti non tornano. «A noi non risultano testimonianze, è stato solo trovato un gatto. Normalmente i lupi attaccano la pancia, poi lasciano le carcasse. In questo caso gli altri gatti non sono stati trovati».

Veleno e mano umana

Restano le altre strade. Gli investigatori valutano l’ipotesi che dietro alcune scomparse ci sia una persona che raccolga e trattenga numerosi gatti e non escludono un comportamento seriale. Sul tema dei bocconi avvelenati, le verifiche finora non hanno trovato conferme.

L’Aidaa, per ora, aspetta: «Metteremo un profilatore se abbiamo un quadro su cui lavorare, ci interessa capire quali sono le motivazioni. Abbiamo consigliato di fare un giro con i cani antiveleno e soprattutto abbiamo invitato i proprietari atenere in casa i propri animali domestici». Intanto, aggiunge, «sta girando la Forestale». Il presidente tiene a fissare i ruoli: «lasciamo che siano le autorità a fare il lavoro. Il nostro compito è segnalare il fenomeno e dare consiglio per evitare che continui».

Non solo Sedico

Il caso bellunese non sarebbe isolato. Secondo BolognaToday, oltre trenta gatti risultano segnalati come scomparsi in Valsamoggia, nel Bolognese. Altri episodi vengono riportati a Padova e nel Ferrarese. Nessun collegamento è documentato, e la stessa Aidaa precisa che questi richiami non provano un legame con Sedico.

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