Gli stilisti di Zara hanno mai sentito parlare della Shoah? Ci sembra giusto questo interrogativo dopo che, per la seconda volta in poco più di 10 anni, il grande marchio di abbigliamento spagnolo se ne esce con prodotti per bambini che richiamano, sciaguratamente, la tragedia dei campi di sterminio nazisti. L’ultimo episodio risale a pochi giorni fa e riguarda la messa in commercio, online, al prezzo di 39,99 euro, di un costume giacca-pantalone a strisce verticali blu e bianche, con disegni verticali che richiamano il filo spinato.
“Sulle maniche della giacca – rileva il quotidiano Tages Anzeiger di Zurigo – compaiono delle toppe chiare che, stando a parecchi critici, possono assomigliare ai numeri di matricola dei prigionieri dei campi di sterminio”.
Un articolo analogo è stato pubblicato, anche, dal settimanale tedesco Die Zeit. Questo “costume della vergogna, ci venga concesso di chiamarlo così, è stato prodotto da…
Gli stilisti di Zara hanno mai sentito parlare della Shoah? Ci sembra giusto questo interrogativo dopo che, per la seconda volta in poco più di 10 anni, il grande marchio di abbigliamento spagnolo se ne esce con prodotti per bambini che richiamano, sciaguratamente, la tragedia dei campi di sterminio nazisti. L’ultimo episodio risale a pochi giorni fa e riguarda la messa in commercio, online, al prezzo di 39,99 euro, di un costume giacca-pantalone a strisce verticali blu e bianche, con disegni verticali che richiamano il filo spinato.
“Sulle maniche della giacca – rileva il quotidiano Tages Anzeiger di Zurigo – compaiono delle toppe chiare che, stando a parecchi critici, possono assomigliare ai numeri di matricola dei prigionieri dei campi di sterminio”.
Un articolo analogo è stato pubblicato, anche, dal settimanale tedesco Die Zeit. Questo “costume della vergogna, ci venga concesso di chiamarlo così, è stato prodotto da Zara per i bambini, in occasione della festa di Halloween. “Zara sta inorridendo i suoi clienti in Europa con un’altra delle sue idee da incubo”, va giù duro, su X, il giornalista israeliano, Dov Gil-Har collaboratore di molte testate giornalistiche tra cui il britannico The Guardian.
Il reporter, nel suo post si riferisce, evidentemente, a un’altra gaffe del colosso iberico della moda, risalente al 2014. Allora Zara fu costretto a ritirare in fretta e furia una maglietta per bambini, sempre a righe bianche e blu come il completo per Halloween, con in più una stella gialla a 6 punte. Pure il completo per la festa del “dolcetto o scherzetto”, viste le critiche suscitate, è uscito precipitosamente dal catalogo del marchio. E anche oggi vale la pena riproporre l’interrogativo che Le Monde pose ai propri lettori nel 2014: ”Com’è possibile che Zara metta in vendita una maglietta antisemita.”.