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“Gelosia è amore, foto per avere like”: così i social stanno cambiando le relazioni tra adolescenti

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La Survey Teen 2026 di Fondazione Libellula racconta una generazione che riconosce sessismo e stereotipi ma li tollera per sentirsi parte del gruppo, mentre crescono la pressione dei social e il senso di solitudine
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Non c'è amore senza gelosia anzi, è legittimo il controllo dentro la coppia. Intanto pubblicano foto provocanti solo per avere “like” eppure sanno riconoscere stereotipi e sessismo. E si sentono soli. Sono alcuni dei dati emersi dalla Survey Teen 2026 di Fondazione Libellula, che racconta l'adolescenza in Italia tra social, gruppi e ruoli di genere che determinano i rapporti tra amici, di coppia e quello con il proprio corpo.

Il 92% vede sui social contenuti che svalutano le ragazze

L’indagine si intitola “È solo un meme?!” ed è stata realizzata con Ipsos Doxa e la supervisione scientifica di Manolo Farci, professore di Studi culturali e di genere all’Università di Urbino Carlo Bo. Sono stati coinvolti oltre 1.300 ragazze e ragazzi tra i 14 e i 19 anni, che vivono nella distanza tra il riconoscimento di atteggiamenti problematici e la pressione della logica dell'appartenenza. Un esempio è nel sessismo, online e nelle conversazioni tra amici: il 92% vede sui social contenuti che svalut…

Non c'è amore senza gelosia anzi, è legittimo il controllo dentro la coppia. Intanto pubblicano foto provocanti solo per avere “like” eppure sanno riconoscere stereotipi e sessismo. E si sentono soli. Sono alcuni dei dati emersi dalla Survey Teen 2026 di Fondazione Libellula, che racconta l'adolescenza in Italia tra social, gruppi e ruoli di genere che determinano i rapporti tra amici, di coppia e quello con il proprio corpo.

Il 92% vede sui social contenuti che svalutano le ragazze

L’indagine si intitola “È solo un meme?!” ed è stata realizzata con Ipsos Doxa e la supervisione scientifica di Manolo Farci, professore di Studi culturali e di genere all’Università di Urbino Carlo Bo. Sono stati coinvolti oltre 1.300 ragazze e ragazzi tra i 14 e i 19 anni, che vivono nella distanza tra il riconoscimento di atteggiamenti problematici e la pressione della logica dell'appartenenza. Un esempio è nel sessismo, online e nelle conversazioni tra amici: il 92% vede sui social contenuti che svalutano le ragazze, tre su quattro raccontano che durante le cosiddette chiacchiere da spogliatoio sono frequenti battute e apprezzamenti sessisti. Ma raramente si interviene, la giustificazione è che si tratta di “scherzi”. E davanti a meme sessisti c'è un 14% delle ragazze che dice di divertirsi. Attenzione, vengono riconosciuti come sessisti ma continuano a circolare perché divertono e permettono di sentirsi parte del gruppo. Nelle stesse chat passano immagini intime: oltre 4 ragazzi su dieci riferiscono di essersi trovati davanti a foto e video intimi di altre persone. Anche qui, non si interviene

Per l’85% la gelosia e il controllo sono dimostrazioni d’amore

Un dato allarmante è nella normalizzazione del controllo: l’85% assorbe dai social contenuti che presentano la gelosia come comportamento normale e uno su tre la considera, insieme al controllo, una dimostrazione d’amore. Quasi quattro su dieci ritengono normale limitare libertà dell'altro. Il possesso, si legge, è romanticizzato da racconti social che lo spacciano come forma di interesse, quindi cura. E non si parla di qualche video: “L’effetto dipende dalla frequenza, la ripetizione e la centralità che alcune narrazioni assumono nel quotidiano”, spiega Mara Ghidorzi, della Direzione scientifica di Fondazione Libellula.

Uno su due ritocca le immagini per apparire più bello

Nelle chat a due, quasi la metà (il 49%) degli adolescenti invia messaggi ripetuti dopo che l’altra persona visualizza e non risponde. Colpa della paura di essere esclusi e dell’aspettativa che chi è online sia automaticamente disponibile, “ma nella coppia quella richiesta di attenzione può trasformarsi in pretesa”, spiega ancora Ghidorzi. Tanto che spesso l'insistenza continua anche dopo che l'altra persona palesa il proprio fastidio. Il confronto con la Survey Teen del 2024, in tal senso, restituisce pochi cambiamenti e molte continuità: sul controllo nella coppia restano convinzioni radicate, mentre il cambiamento più netto riguarda il modo di mostrarsi online. Se nel 2024 il 24% dichiarava di ritoccare le proprie immagini per apparire più bello o bella, nel 2026 la quota arriva al 48%. Il doppio.

La bellezza è uno strumento per ottenere successo

Nello stesso periodo, gli adolescenti che pubblicano foto provocanti per ricevere più “mi piace” passano dal 18% al 34%. L’aspetto fisico, tra le ragazze, è una merce di scambio: le aspettative sulla fedeltà del partner “dipendono dalla bellezza, diventata uno strumento per ottenere successo e visibilità”, continua la direttrice scientifica. Il 50% dei ragazzi considera normale che una ragazza si faccia bella per evitare che lui guardi le altre, stabilendo una cornice in cui la responsabilità della distrazione del fidanzato, quindi la tenuta della relazione, dipendono da lei. E c'è un 27% di ragazzi convinto che commentare online il corpo delle coetanee vada bene. È “ll male gaze, cioè l’idea che i corpi femminili siano legittimati principalmente da uno sguardo maschile eterosessuale”, sottolinea Ghidorzi, oggi “premiato dagli algoritmi e interiorizzato dalle stesse ragazze”.Dai dati emerge che il 38% degli adolescenti si sente solo. E quando stanno male i genitori restano il primo riferimento per il 56% di loro. Ghidorzi precisa che il compito degli adulti è anche parlare di corpi, sessualità e relazioni: “Fingere che ragazze e ragazzi non si pongano domande su questi temi significa spingerli a cercare le risposte altrove”. Il rischio, conclude, è che a orientarli siano i contenuti online, compresa la pornografia, senza che abbiano gli strumenti per interpretarli.

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