Pietracatella, perquisizione informatica nella scuola frequentata da tre persone legate alle vittime
di Romina MarcecaSettanta computer sotto la lente degli inquirenti per cercare le tracce di chi ha realizzato le ricerche sulla ricina, prima di uccidere con quel veleno Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita nel Natale del 2025. Un’ispezione informatica disposta dalla procura di Larino, una perquisizione dentro le viscere dei computer dell’istituto agrario di Riccia, è la nuova tappa nelle indagini sul mistero di Pietracatella. Chi ha cercato informazioni su quel veleno? Chi lo ha eventualmente acquistato sul dark web? E, ancora, chi ha cercato notizie su come prepararlo? Sono gli interrogativi ai quali dovranno rispondere gli inquirenti.
L’istituto agrario finito nel mirino
Perché una perquisizione in quell’istituto? Perché lì, c’è scritto nel decre…
Settanta computer sotto la lente degli inquirenti per cercare le tracce di chi ha realizzato le ricerche sulla ricina, prima di uccidere con quel veleno Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita nel Natale del 2025. Un’ispezione informatica disposta dalla procura di Larino, una perquisizione dentro le viscere dei computer dell’istituto agrario di Riccia, è la nuova tappa nelle indagini sul mistero di Pietracatella. Chi ha cercato informazioni su quel veleno? Chi lo ha eventualmente acquistato sul dark web? E, ancora, chi ha cercato notizie su come prepararlo? Sono gli interrogativi ai quali dovranno rispondere gli inquirenti.
L’istituto agrario finito nel mirino
Perché una perquisizione in quell’istituto? Perché lì, c’è scritto nel decreto di perquisizione notificato agli avvocati delle famiglie Di Ielsi e Di Vita, ci sono persone “che hanno avuto rapporti con le vittime” e non può escludersi che con quei computer “siano state eseguite navigazioni nel web o dark web afferenti alle parole "ricina", "veleno" e similari”. Ma gli investigatori cercheranno nelle memorie dei pc anche le parole “solfato di ammonio", "solfato di sodio", “esano”, "ricino" "semi di ricino” e “olio di ricino”, "deep web" e "dark web".
Un lavoro di ricerca sulle tracce degli autori del duplice omicidio, ancora senza indagati.
Negli ultimi mesi sono emerse navigazioni e ricerche sul web fatte da persone al momento sconosciute e inerenti proprio la ricina, qualcuno si è anche agganciato a una piattaforma americana.
Nella scuola che sarà interessata dalla perquisizione, gli investigatori arriveranno il 13 ottobre. C’erano già stati per un sopralluogo nei primi mesi d’indagine. Di certo, in quella scuola ci sono almeno tre persone che conoscevano Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.
Tre conoscenti delle vittime frequentano quella scuola
Nelle settimane passate diverse volte in questura, a Campobasso, è stato sentito il tecnico di laboratorio dell'istituto che è anche marito dell'insegnante di matematica amica da tempo di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittima. La donna insegna in un liceo scientifico, sempre a Riccia, e, oltre ad essere stata sentita più volte dalla polizia, ad agosto è stata anche messa a confronto con lo stesso Di Vita. Il tecnico di laboratorio, nell’ultimo periodo e anche pochi giorni prima che morisse, aveva contatti con Antonella Di Ielsi. Gli investigatori avrebbero rintracciato messaggi tra i due anche quando la donna stava già male per gli effetti del veleno.
Pochi giorni fa, poi, erano state ascoltate la sorella e la nipote del tecnico di laboratorio. E sia la donna sia la nipote sono tra le persone che conoscono le vittime: la prima lavora nella scuola, la ragazzina invece è una studentessa dell’Agrario e amica di Sara. Le indagini concentrate su questa famiglia hanno subito fatto trarre alcune conclusioni, nessuna confortata dall’inchiesta. E questo ampio accertamento informatico, disposto dalla procura di Larino, è la prova di quanto ancora ci sia poca chiarezza sulla vicenda.
Il sequestro dei pc
Il provvedimento prevede anche l'eventuale sequestro dei dispositivi o del materiale informatico che dovesse risultare pertinente all'inchiesta. Già nelle ultime settimane tre computer sono stati sequestrati a Gianni Di Vita, sentito tre volte in poche ore. Gli investigatori della Mobile diretta da Marco Graziano sperano di riuscire ad attribuire l'eventuale attività informatica a chi utilizzava concretamente il dispositivo. Gli accertamenti dovranno incrociare account, profili browser, credenziali, sessioni di accesso, login e logout, registri di sistema e dati relativi alle connessioni, per ricostruire la sequenza temporale delle attività.