La Capitale degli sfratti: a Roma sono 4 al giorno mentre è boom di b&b
di Viola GiannoliQuando alla signora Pina, 99 anni, hanno detto che avrebbe dovuto lasciare la casa di una vita, non poteva crederci. Ma Roma è anche questo: la capitale italiana degli sfratti. E bisogna partire da qui, dai numeri aggiornati dal Viminale, per parlare di casa.
Per 1.516 volte nel 2025 l’ufficiale giudiziario ha bussato a una porta per mandar via gli inquilini. Oltre quattro sfratti al giorno. Ma i provvedimenti emessi sono molti più: 4.793, il 13% del dato nazionale. La maggior parte degli sfrattati è morosa. Uno su tre invece viene mandato via perché al proprietario serve l’appartamento, per un figlio o un affitto più fruttuoso: il b&b.
Le assegnazioni di case popolari sono una goccia. Durante la giunta Gualtieri, il Campidoglio è riuscito ad assegnarne più di 200 l’anno, promettendo un «vigoroso scorrimento» anche grazie all’acquisto di alloggi. Sono però 17.689 i nuclei con un reddito non superiore a 19.500 euro che aspettano da anni. Si tratta di 50mila persone: famiglie an…
Quando alla signora Pina, 99 anni, hanno detto che avrebbe dovuto lasciare la casa di una vita, non poteva crederci. Ma Roma è anche questo: la capitale italiana degli sfratti. E bisogna partire da qui, dai numeri aggiornati dal Viminale, per parlare di casa.
Per 1.516 volte nel 2025 l’ufficiale giudiziario ha bussato a una porta per mandar via gli inquilini. Oltre quattro sfratti al giorno. Ma i provvedimenti emessi sono molti più: 4.793, il 13% del dato nazionale. La maggior parte degli sfrattati è morosa. Uno su tre invece viene mandato via perché al proprietario serve l’appartamento, per un figlio o un affitto più fruttuoso: il b&b.
Le assegnazioni di case popolari sono una goccia. Durante la giunta Gualtieri, il Campidoglio è riuscito ad assegnarne più di 200 l’anno, promettendo un «vigoroso scorrimento» anche grazie all’acquisto di alloggi. Sono però 17.689 i nuclei con un reddito non superiore a 19.500 euro che aspettano da anni. Si tratta di 50mila persone: famiglie anche da 12 componenti con uno o più disabili a carico, madri single con minori, anziani soli soprattutto. Salari o pensioni magrissime davanti a un mercato insostenibile. Quasi altrettanti, più di 15mila, si sono visti respingere la domanda: errori, documenti mancanti o, nel frattempo, decessi.
Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, 66.109 alloggi, non basta. E non per un picco momentaneo ma per una domanda strutturale in aumento, soprattutto da parte di chi vede lo stipendio mangiato per metà dalla locazione. Nel bando che il Campidoglio è pronto a lanciare 14 anni dopo l’ultimo, chi è strozzato dagli affitti guadagnerà punti, insieme, ad esempio, alle donne vittime di violenza e agli orfani di femminicidio. Per l’assessore alla Casa Tobia Zevi significa «adeguare le regole di accesso alle case popolari ai bisogni di oggi». Bisogni che arrivano da Torpignattara e Torre Angela, Primavalle e Ostia, San Basilio e il Tufello. Non è un caso che qui siano nate pratiche innovative. L’agenzia abitativa Ada3, voluta dall’assessore municipale Luca Blasi, ha risanato con i soldi del Giubileo una palazzina per ospitare temporaneamente famiglie sfrattate e ha creato, con una Fondazione, un fondo di garanzia per chi avrebbe i soldi dell’affitto ma non certezze da offrire.
Già, gli affitti. Margherita Grazioli, del Movimento per il diritto all’abitare che si prepara come in Spagna alla piazza, sostiene che «per anni si è pensato che concessioni di suolo, bonus e processi di turistificazione avrebbero portato benessere. E invece parte della popolazione, non solo dal reddito basso, ha finito per non permettersi una casa».
È allargando la lente sui quartieri che si osserva meglio il quadro. Secondo Scenari immobiliari, in centro storico, dove i residenti in dieci anni sono dimezzati, un appartamento di 60 metri quadri sta sui 2200 euro. Per comprarla, quella casa, ci vorrebbero tra 450 e 650mila euro. Nelle zone ben collegate ma non abbastanza focali, si scende a 470mila euro per l’acquisto e a 1700 per l’affitto. In periferia a 240mila euro per un tetto a vita e a 800 per la locazione. Tra chi ha investito, 4 su 10 hanno dovuto farlo con il mutuo.
Scrive Filippo Celata, professore di Geografia economica alla Sapienza e consulente del Comune nella regolamentazione degli affitti brevi: «Non è che manchino in generale le case. Non ce ne sono abbastanza in locazione ai residenti e a prezzi accessibili mentre si amplia la platea. Da un lato c’è poca casa pubblica; d’altro il mercato va regolato». Oggi «distorto a favore di chi la casa la ha, ne ha più d’una, le costruisce e ci investe». Deformato anche dagli affitti brevi che stanno colonizzando pure le periferie come l’Alessandrino.
Sono 34.383 quelli mappati da Inside Airbnb, 14mila in mano a multihost. Il principale è IFlat, property manager che ne gestisce 260. In Comune è pronto un regolamento per normarli. Ma nel frattempo è rapidamente cresciuta un’offerta, mediata da piattaforme digitali, per affitti di medio periodo: 7mila annunci da 12-18 mesi che hanno, a loro volta, un impatto sui canoni, soprattutto per studenti. Spiega la studiosa Sarah Gainsforth: «La casa non è più un diritto, ma una merce. Così le persone diventano marginali».
Di questa trasformazione, gli studentati sono un paradigma. A Roma ci sarebbe bisogno di 70mila posti letto. Nelle residenze pubbliche o in convenzione ce ne sono 3mila. Nel gap si sono infilati i privati. Sia quelli a cui è andata buona parte delle risorse del Pnrr — Camplus, Campus X — e hanno realizzato alloggi per il diritto allo studio con rette tra 220 e 280 euro al mese e stanze a canoni di mercato, seppur comprensivi di utenze e servizi. Sia i Fondi immobiliari — da Fabrica Sgr a Hines — che recuperano palazzi per farne residenze di lusso ibride per lavoratori in transito o studenti benestanti. In città 25 studentati privati stanno nascendo. «E là dove i progetti atterrano — chiosa l’associazione Nonna Roma — crescono i canoni rendendo i quartieri sempre meno accessibili per chi a Roma vuole studiare o per chi semplicemente cerca casa».