Un milione e mezzo di franchi. Oltre 1,6 milioni di euro. Mentre si avvicina il primo anniversario del rogo di Capodanno al Constellation di Crans Montana, gli ospedali svizzeri che hanno curato 12 pazienti italiani, rimasti gravemente ustionati quella notte, presentano il conto.
Ora si tratta di onorare le relative fatture ma il Governo italiano, indignato dopo che, in aprile, al 17 enne di Roma Manfredi Marcucci arrivò copia di una fattura di 66.800 franchi dall’ospedale di Sion, per 15 ore di ricovero, non intende assolutamente pagare quel milione e mezzo di franchi. Nonostante un accordo internazionale, sottoscritto da Italia e Svizzera, secondo cui è il Paese di residenza di una persona curata all’estero, che si f…
Un milione e mezzo di franchi. Oltre 1,6 milioni di euro. Mentre si avvicina il primo anniversario del rogo di Capodanno al Constellation di Crans Montana, gli ospedali svizzeri che hanno curato 12 pazienti italiani, rimasti gravemente ustionati quella notte, presentano il conto.
Ora si tratta di onorare le relative fatture ma il Governo italiano, indignato dopo che, in aprile, al 17 enne di Roma Manfredi Marcucci arrivò copia di una fattura di 66.800 franchi dall’ospedale di Sion, per 15 ore di ricovero, non intende assolutamente pagare quel milione e mezzo di franchi. Nonostante un accordo internazionale, sottoscritto da Italia e Svizzera, secondo cui è il Paese di residenza di una persona curata all’estero, che si fa carico delle spese.
Alla RTSR, la tv pubblica svizzera in lingua francese, il padre di Manfredi, Umberto Marcucci, ha detto chiaro e tondo: “Se mi rompo una gamba sciando in Svizzera è giusto che il sistema sanitario italiano paghi. Ma se mi sono ferito in un bar, a causa delle negligenze di qualcuno, e probabilmente anche di qualcuno del Comune o del Cantone, allora è giusto che la Svizzera sospenda la richiesta di rimborso, fino a quando non saranno state stabilite le responsabilità”.
Berna chiuderà il contenzioso con l’Italia? Secondo la RTSR non ha ancora preso una decisione al riguardo. Nonostante, in maggio, incontrando la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, avesse assunto un preciso impegno. “Che la Svizzera faccia un gesto e si prenda le sue responsabilità”, l’esortazione della deputata socialista Laurence Fehlmann Rielle. Tuttavia, al parlamento di Berna, non tutti la pensano così. Non pochi temono che un eventuale rimborso delle spese sanitarie crei un precedente.
Gli svizzeri, si sa, quando si tratta di soldi diventano prudenti. Come se non bastasse questa controversia, arriva da Losanna la notizia della truffa, compiuta da un chirurgo plastico del CHUV, l’ospedale universitario che ha avuto in cura ustionati italiani e francesi. La direzione del nosocomio lo ha sospeso dal servizio e denunciato all’autorità giudiziaria, avendo scoperto che affermava di essere in sala operatoria, per operare quei giovani pazienti, mentre invece si trovava altrove. Insomma, non bastasse il resto ci voleva anche questo.