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Influenza, l’età per il vaccino è stata abbassata a 60 anni. Tutte le novità sui virus in arrivo

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Cristina Mussini, Simit: “Non ci aspettiamo una stagione particolarmente aggressiva. Il picco dei contagi potrebbe ritardare per via del caldo”
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I primi casi di influenza si affacciano in Italia. Le temperature finalmente autunnali hanno fatto salire (per ora di poco) la curva delle infezioni. “Ci aspettiamo una stagione nella media. I virus che circoleranno quest’inverno daranno come sempre febbre fino a 38-40 gradi, spossatezza, dolori e disturbi alle vie respiratorie. Ma i sintomi non dovrebbero essere più aggressivi del solito” spiega Cristina Mussini, che guida la Simit (Società Italiana di Malattie Infettive) ed è direttrice della clinica di malattie infettive del policlinico universitario di Modena.

Che stagione sarà

Le previsioni della stagione che sarà sfruttano l’esperienza dell’emisfero sud, che sta ora uscendo dall’inverno. A febbraio ogni anno si guarda ai virus circolati in Australia per stabilire la composizione dei vaccini per l’emisfero nord.

Da inizio ottobre nelle varie Regioni stanno partendo le campagne di immunizzazione. Quest’anno saranno 9 i tipi di vaccino a disposizione contro l’influenza. Quelli sott…

I primi casi di influenza si affacciano in Italia. Le temperature finalmente autunnali hanno fatto salire (per ora di poco) la curva delle infezioni. “Ci aspettiamo una stagione nella media. I virus che circoleranno quest’inverno daranno come sempre febbre fino a 38-40 gradi, spossatezza, dolori e disturbi alle vie respiratorie. Ma i sintomi non dovrebbero essere più aggressivi del solito” spiega Cristina Mussini, che guida la Simit (Società Italiana di Malattie Infettive) ed è direttrice della clinica di malattie infettive del policlinico universitario di Modena.

Che stagione sarà

Le previsioni della stagione che sarà sfruttano l’esperienza dell’emisfero sud, che sta ora uscendo dall’inverno. A febbraio ogni anno si guarda ai virus circolati in Australia per stabilire la composizione dei vaccini per l’emisfero nord.

Da inizio ottobre nelle varie Regioni stanno partendo le campagne di immunizzazione. Quest’anno saranno 9 i tipi di vaccino a disposizione contro l’influenza. Quelli sotto forma di spray sono preferiti dai bambini. Altri, potenziati, sono consigliati per gli anziani che hanno un sistema immunitario più debole. Saranno i medici di famiglia consigliare la formulazione più adatta.

Chi dovrebbe vaccinarsi, e quando

“Le temperature ancora alte non ci mettono fretta” spiega Mussini. “Negli ultimi anni abbiamo visto il picco dell’influenza spostarsi più in là nella stagione. E’ possibile che la maggior parte dei casi si concentri a gennaio e febbraio, quando farà più freddo, invece che a dicembre. In questo caso può aver senso aspettare un po’ per vaccinarsi, in modo che l’efficacia resti alta anche nei primi mesi del 2027. L’importante è che vaccinandosi si contribuisca a ridurre la quantità di virus in circolazione”.

Il Ministero delle Salute raccomanda il vaccino ad alcune categorie di cittadini, che dovrebbero essere invitati dal proprio medico a immunizzarsi, senza pagare. Si tratta di persone con più di 60 anni (fino all’anno scorso erano 65), bambini tra 6 mesi e 6 anni, donne in gravidanza o chi ha malattie che aumentano il rischio di complicanze da influenza: fra le altre asma grave, Bpco, problemi cardiaci, diabete, obesità, tumori, Hiv o altre cause di immunosoppressione.

La raccomandazione vale anche per chi si prende cura delle persone ammalate e per le professioni – personale sanitario in primis – che prevedono il contatto potenziale con persone fragili. Vista la circolazione del virus dell’influenza aviaria, la vaccinazione è consigliata, ed è resa gratuita, anche a chi lavora a contatto con gli animali. Le stesse raccomandazioni valgono per il vaccino anti-Covid, aggiornato quest’autunno alla variante Xfg.

Negli Stati Uniti è stato appena approvato il primo vaccino a Rna, che sfrutta la tecnica usata per l’anti-Covid. In Italia potrebbe arrivare l’anno prossimo. E’ allo studio anche un vaccino combinato influenza-Covid.

Tutti i virus che emergono dai tamponi

Il coronavirus ha visto un leggero aumento di casi a fine estate. “Mancano però dati epidemiologici validi, perché si tende ormai a non fare il tampone” spiega Mussini. “Il Covid è diventato uno dei tanti virus simil-influenzali. Lo notiamo quasi esclusivamente in ospedale, quando i sintomi respiratori si aggravano e impongono il ricovero”.

“I tamponi che eseguiamo sui nostri pazienti – prosegue Mussini – ci hanno fatto riconoscere quanto siano diffusi anche altri virus che causano polmoniti serie. Il virus respiratorio sinciziale, che pensavamo confinato quasi solo ai bambini, o il metapneumovirus, per il quale non esiste un vaccino, compaiono spesso nei nostri test, più di quanto non pensassimo in passato. L’abitudine di eseguire tamponi, che abbiamo preso con il Covid, ha fatto emergere il loro peso nei casi gravi di infezioni respiratorie”.

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