✕

Pugni a sconosciuti, la follia importata dagli Usa

(fotogramma)

Ascolta l'audio

Bersagli ignari, attacchi improvvisi e poi la fuga: le analogie con i casi di quindici anni fa. E l’ultima evoluzione: i calci alle porte
1 minuti di lettura

La distanza tra Roma e New York è enorme, così come tra il 2011 e il 2026, ma lo schermo potrebbe aver colmato questo vuoto. Quindici anni dopo il “Knockout Game”, gli investigatori che indagano sull’aggressione a Davide Iacopini si trovano davanti a una sequenza non nuova nel mondo delle sfide social: una vittima ignara, un attacco improvviso, la fuga. Tra il 2011 e il 2013 negli Stati Uniti una forma di violenza insensata si trasformò in spettacolo social: bisognava scegliere uno sconosciuto, colpirlo con un pugno e poi scappare. C’erano stati casi già negli anni 90, ma non c’era internet. I video dell’aggressione, invece, diventarono virali e sono ancora in rete.

Non c’è, al momento, nessun legame accertato tra la moda del “Knockout Game” e l’aggre…

La distanza tra Roma e New York è enorme, così come tra il 2011 e il 2026, ma lo schermo potrebbe aver colmato questo vuoto. Quindici anni dopo il “Knockout Game”, gli investigatori che indagano sull’aggressione a Davide Iacopini si trovano davanti a una sequenza non nuova nel mondo delle sfide social: una vittima ignara, un attacco improvviso, la fuga. Tra il 2011 e il 2013 negli Stati Uniti una forma di violenza insensata si trasformò in spettacolo social: bisognava scegliere uno sconosciuto, colpirlo con un pugno e poi scappare. C’erano stati casi già negli anni 90, ma non c’era internet. I video dell’aggressione, invece, diventarono virali e sono ancora in rete.

Non c’è, al momento, nessun legame accertato tra la moda del “Knockout Game” e l’aggressione all’attore, ma anche le vittime del brutale gioco americano erano persone indifese. A Pittsburgh, Pennsylvania, un insegnante di inglese e musicista blues venne colpito con una violenza tale da cadere a faccia in giù sul bordo del marciapiede. A Brooklyn, un uomo venne messo al tappeto. Solo a New York si registrarono sette casi. Quattro aggressioni, che gli investigatori avevano collegato alla sfida social, si conclusero in tragedia. Uno avvenne a Hoboken, in New Jersey, di fronte a Manhattan. Due ragazzini di 13 anni e uno di 14 seguirono a piedi Ralph Eric Santiago, 46 anni. Uno dei ragazzini lo colpì alla testa. Santiago cadde contro una recinzione di ferro e il collo rimase incastrato tra due sbarre. Morì dopo una convulsione. I tre vennero arrestati e accusati di omicidio.

Il precedente più vicino, per dinamica, a quello italiano avvenne a St. Cloud, Minnesota, nel settembre 2012: Colton Gleason, 20 anni, stava camminando con gli amici, quando un’auto si fermò vicino. Jesse Smithers, 17 anni, scese e, senza un apparente motivo, colpì il ragazzo con un pugno. Gleason cadde e batté la testa. Morì il giorno dopo. Gli investigatori citarono il challenge sui social come possibile pista. Smithers venne condannato a dieci anni. Da allora il “Knockout Game” è in parte evaporato. Adesso c’è la “Door Kick Challenge”, virale su TikTok: i teenagers prendono a calci la porta di una casa, spesso di notte, riprendono la scena e scappano. Casi sono stati segnalati in Florida, Pennsylvania e Virginia.

Leggi i commenti