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Come si scoprono i noduli polmonari, quando è necessario operare e come si svolge l’intervento

Claudio Micheletto, direttore del reparto di pneumologia di Verona, spiega quali sono i protocolli di cura e quanto dura la degenza dopo l’annuncio del Papa
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Il Papa ha annunciato che dovrà essere operato per un nodulo circoscritto al polmone. La degenza durerà circa una settimana. Claudio Micheletto, che dirige la Pneumologia di Verona, spiega che “i noduli polmonari benigni generalmente non vengono operati, ma tenuti sotto controllo. Se si decide di intervenire chirurgicamente, è possibile che si tratti di una lesione che deve essere asportata”. Potrebbe quindi trattarsi di un tumore, visto che probabilmente la biopsia è stata già fatta, anche se questo particolare non è stato reso noto. Se si sapesse che è benigno, infatti, l’intervento non verrebbe programmato. “Un nodulo circoscritto, cioè localizzato in una zona limitata del polmone, può essere operabile e l’intervento può essere risolutivo – spiega sempre Micheletto - Naturalmente non conosco la situazione clinica del Pontefice e non è possibile fare valutazioni sul suo caso specifico”.

L'annuncio di Papa Leone …

Il Papa ha annunciato che dovrà essere operato per un nodulo circoscritto al polmone. La degenza durerà circa una settimana. Claudio Micheletto, che dirige la Pneumologia di Verona, spiega che “i noduli polmonari benigni generalmente non vengono operati, ma tenuti sotto controllo. Se si decide di intervenire chirurgicamente, è possibile che si tratti di una lesione che deve essere asportata”. Potrebbe quindi trattarsi di un tumore, visto che probabilmente la biopsia è stata già fatta, anche se questo particolare non è stato reso noto. Se si sapesse che è benigno, infatti, l’intervento non verrebbe programmato. “Un nodulo circoscritto, cioè localizzato in una zona limitata del polmone, può essere operabile e l’intervento può essere risolutivo – spiega sempre Micheletto - Naturalmente non conosco la situazione clinica del Pontefice e non è possibile fare valutazioni sul suo caso specifico”.

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I sintomi e diagnosi

I noduli sono asintomatici. Di solito si trovano nei fumatori che si sottopongono a controlli oppure in persone che devono fare un esame, come la radiografia, perché hanno disturbi respiratori, magari di natura infettiva, e scoprono il problema. Po con una tac e una pet, esami più indicati per il tumore al polmone, si approfondisce la diagnosi. Se ci sono sintomi la malattia è in fase avanzata. "I sintomi compaiono tardivamente e possono essere aspecifici – dice Micheletto – Tra questi ci sono il dolore al torace, che può indicare una malattia già avanzata, e la presenza di sangue nell’espettorato, cioè nel catarro. Purtroppo, solo una piccola percentuale dei tumori polmonari può essere operata proprio perché spesso la diagnosi arriva quando la malattia è già in fase avanzata”. Non è il caso del Papa, che appunto, ha un nodulo circoscritto.

L’intervento

Riguardo all’intervento per rimuovere il nodulo, prevede l’asportazione di un lobo del polmone o di una sua parte (a seconda anche della grandezza del nodulo. "Le tecniche chirurgiche mininvasive consentono di ridurre i tempi di degenza, che in genere possono arrivare a circa dieci giorni, a seconda del caso. L'obiettivo è rimuovere la lesione limitando, per quanto possibile, l'impatto sull'organismo”, spiega sempre Micheletto. Di solito la ripresa è piuttosto veloce. Dopo il ricovero è necessario un periodo di riposo a casa. Per tre settimane dalla dimissione dall’ospedale si sconsiglia al paziente di prendere l’aereo.

Le terapie

Per sapere se sono necessarie terapie bisogna aspettare i risultati delle analisi sul nodulo ma anche sui linfonodi, che vengono rimossi durante l’intervento. "I linfonodi vengono analizzati per verificare l'eventuale presenza di cellule tumorali – dice Micheletto – Se risultano negativi, in alcuni casi l'intervento può essere sufficiente. Se, invece, vengono individuate cellule tumorali, può essere indicata una terapia aggiuntiva. La scelta dipende quindi dai risultati dell'esame istologico e dalle caratteristiche della malattia”. Oggi si fanno analisi genetiche sul tumore per decidere se utilizzare una terapia target, un’immunoterapia e se combinarle con la chemio. Ma solo se ci sono i linfonodi positivi. Se invece non hanno cellule tumorali non c’’è bisogno di fare terapie ma vengono fissati degli esami di controllo.

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