Il suo amico Alejandro Moral Anton non ha dubbi: «Penso che voglia fare questa operazione subito per non cancellare le visite che ha nel mese di novembre», spiega l’uomo che è stato suo numero due per dodici anni e poi suo successore come priore dell’ordine degli agostiniani, e ora attende Robert Francis Prevost a novembre in Argentina. Di certo, aggiunge, «lui è una persona molto, molto calma: la affronterà come la cosa in programma da fare quel giorno».
La sorpresa della Curia
Leone XIV ha colto quasi tutti i suoi collaboratori di sorpresa quando ha annunciato che si ricovererà per un nodulo polmonare. I controlli medici ai quali si era sottoposto «di recente», come ha rivelato, erano rimasti una cosa riservata nella sua ristrettissima cerchia: il segretario particolare, don Edgar Rimaycuna, il medico curante del Vaticano Luigi Carbone, che ha ereditato da Francesco e che lo segue anche nei viaggi all’estero, e pochissimi altri. La Santa Sede non ha fornito altri dettagli, ma da que…
Il suo amico Alejandro Moral Anton non ha dubbi: «Penso che voglia fare questa operazione subito per non cancellare le visite che ha nel mese di novembre», spiega l’uomo che è stato suo numero due per dodici anni e poi suo successore come priore dell’ordine degli agostiniani, e ora attende Robert Francis Prevost a novembre in Argentina. Di certo, aggiunge, «lui è una persona molto, molto calma: la affronterà come la cosa in programma da fare quel giorno».
La sorpresa della Curia
Leone XIV ha colto quasi tutti i suoi collaboratori di sorpresa quando ha annunciato che si ricovererà per un nodulo polmonare. I controlli medici ai quali si era sottoposto «di recente», come ha rivelato, erano rimasti una cosa riservata nella sua ristrettissima cerchia: il segretario particolare, don Edgar Rimaycuna, il medico curante del Vaticano Luigi Carbone, che ha ereditato da Francesco e che lo segue anche nei viaggi all’estero, e pochissimi altri. La Santa Sede non ha fornito altri dettagli, ma da quel che filtra i risultati, e la decisione di farsi ospedalizzare, risalgono a «pochi giorni fa». Quando è stato identificato il nodulo da asportare.
Un uomo metodico
Le prime analisi sarebbero state compiute meno di un mese fa nell’ambulatorio dello Stato pontificio e poiché la presenza di un nodulo «in una fase molto iniziale» è asintomatica, la ragione sarebbe stata la decisione di controllare una lieve infiammazione alle vie respiratorie. Cosa non sorprendente per un uomo metodico, come Prevost, abituato a fare sport e a mantenersi in buona salute. E che, oltretutto, nel corso del suo viaggio a novembre in America latina dovrà salire a oltre 3mila metri di altitudine quando visiterà la città peruviana di Cusco.
Dirlo ai fedeli
Quando esattamente Leone si sia risolto a fare l’operazione, e annunciarla pubblicamente, non è noto. C’è chi dice meno di una settimana, c’è chi ipotizza che abbia voluto accelerare la scelta di un nuovo decano del collegio cardinalizio, Louis Antonio Tagle, tre giorni fa, per garantire, da buon canonista, stabilità a un sistema che per alcune ore, durante l’intervento, avrà un Papa in anestesia. È molto probabile che abbia voluto attendere l’Angelus di domenica per poterlo dire di persona ai fedeli.
I prossimi appuntamenti
Di certo l’annuncio del ricovero ha preso in contropiede la Curia romana, ed ha sollevato interrogativi per ora senza risposta sul futuro imminente della macchina vaticana. Perché nei prossimi giorni in teoria nell’agenda papale già ci sono diversi appuntamenti, a partire dalla messa di mercoledì per chiudere il vertice in corso con i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo a dieci anni dell’esortazione apostolica Amoris laetitia di papa Francesco. Ma il ricovero al policlinico Gemelli, che la sala stampa della Santa Sede ha annunciato per «i primi giorni della prossima settimana», sarebbe in realtà già calendarizzato per domani, martedì 13, e dunque Leone avrebbe rinunciato a questo appuntamento, al quale pure tiene molto, per accelerare i tempi. Oggi nell’aula Nervi è prevedibile che Leone intervenga tra i 187 tra cardinali, vescovi, sacerdoti, religiose e laici che partecipano al summit e aggiornarli anche sulla decisione dell’ospedalizzazione.
L’agenda papale
E’ poi segnata in rosso nell’agenda papale la partecipazione all’incontro interreligioso di Assisi il prossimo 27 ottobre, a quarant’anni dallo storico appuntamento di Giovanni Paolo II nella città del Poverello, ma obiettivamente dipenderà dalla convalescenza. Tra gli altri appuntamenti in forse, alcuni discorsi, alcune udienze a leader politici previste per le prossime settimane e ora non più certi.
Il viaggio in America Latina
Mentre non ci sono dubbi sul fatto che il Papa vuole evitare di alterare il viaggio ormai vicino in America latina: dodici giorni, dal 6 al 17 novembre, tra Uruguay, Argentina e Perù, il “suo” Perù, il paese dove è stato prima missionario e poi vescovo per venti anni. E infatti Oltretevere tutti hanno notato che poco prima di annunciare il ricovero, Leone, alla preghiera dell’Angelus, ha voluto salutare i membri della Hermandad del Señor de los Milagros pellegrini a Roma, ringraziandoli per la preghiera «per la visita», ha detto, «che compirò in Perù». Un modo obliquo, ma molto chiaro, di confermare che in America Latina ha tutta l’intenzione di andare. «Penso che abbia detto: facciamo adesso l’operazione, così rispettiamo il programma del viaggio», chiosa padre Moral Anton, che precisa di avere appreso del ricovero dalle parole del Papa in televisione: «Organizzare questi viaggi è sempre un lavoro grande, se si può mantenere e rispettare il programma è meglio».
"Lo aspetto in Argentina”
Di certo, Prevost «ha una forte esperienza di Dio, e anche se fosse una cosa più grave e più imprevedibile lo accetterebbe molto naturalmente», dice il suo amico: «Siamo nella mani di Dio, con l’età si impara anche questo, un po’ di più». Nel caso specifico, «gli avranno confermato che una cosa presa in tempo come questa è relativamente facile da togliere: è quello che ha detto e sono sicuro che ci ha detto quello che è vero». E dunque: «Preghiamo per lui… e lo aspetto in Argentina».