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Cosa succede in Vaticano quando il Papa viene ricoverato

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Le uniche norme riguardano il caso della “sede vacante”, ma il diritto canonico non prevede alcuna supplenza in caso che il Pontefice si ammali, sia impedito o debba sottoporsi a un intervento chirurgico con anestesia
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Il diritto canonico non prevede che un Papa si ammali o sia impedito in maniera temporanea o permanente. Non vi è dunque nessuna norma che regoli il caso, che prevedibilmente si presenterà prossimamente, che Leone XIV si “assenti” per qualche ora a causa dell’anestesia che dovrebbe essergli somministrata durante l’operazione chirurgica che ha annunciato egli stesso al termine dell’Angelus domenicale.

Le uniche norme

Ad essere normata è la “sede vacante”, ossia la situazione che si apre quando un Pontefice muore o si dimette. In tal caso decadono quasi tutti gli incarichi e il Vaticano è amministrato dal cardinale camerlengo, attualmente prefetto del dicastero per la Vita, la Famiglia e i Laici, lo statunitense Kevin Farrell. Nel frattempo il cardinale decano, che da pochi giorni è il filippino Louis Antonio Tagle, ha il compito di invitare a Roma tutti i membri del collegio cardinalizio per il Conclave. Durante la sede vacante rimangono inoltre in carica, per lo svolgimento delle risp…

Il diritto canonico non prevede che un Papa si ammali o sia impedito in maniera temporanea o permanente. Non vi è dunque nessuna norma che regoli il caso, che prevedibilmente si presenterà prossimamente, che Leone XIV si “assenti” per qualche ora a causa dell’anestesia che dovrebbe essergli somministrata durante l’operazione chirurgica che ha annunciato egli stesso al termine dell’Angelus domenicale.

Le uniche norme

Ad essere normata è la “sede vacante”, ossia la situazione che si apre quando un Pontefice muore o si dimette. In tal caso decadono quasi tutti gli incarichi e il Vaticano è amministrato dal cardinale camerlengo, attualmente prefetto del dicastero per la Vita, la Famiglia e i Laici, lo statunitense Kevin Farrell. Nel frattempo il cardinale decano, che da pochi giorni è il filippino Louis Antonio Tagle, ha il compito di invitare a Roma tutti i membri del collegio cardinalizio per il Conclave. Durante la sede vacante rimangono inoltre in carica, per lo svolgimento delle rispettive funzioni, il penitenziere maggiore, attualmente il cardinale Angelo De Donatis, l’elemosiniere di Sua Santità, ora l’agostiniano spagnolo Luis Marin de San Martin, il cardinale vicario per l’arcidiocesi di Roma, adesso Baldo Reina, l’arciprete della basilica di San Pietro, da pochi giorni monsignor Vittorio Viola, e il Sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato, in questo momento monsignor Paolo Rudelli. Tutti sono comunque chiamati a gestire solo la ordinaria amministrazione: in assenza di un Papa, infatti, non è previsto che la Santa Sede assuma scelte di governo, e le poche decisioni che possono essere necessarie da prendere, in particolare in preparazione e durante il Conclave, vengono prese dal collegio cardinalizio.

Il Papa ospedalizzato

Tutto questo, ad ogni modo, riguarda, appunto, il caso della “sede vacante”: non un impedimento del Papa, non un suo ricovero, non un’operazione chirurgica che comporti un’anestesia generale di qualche ora. In tal caso la norma canonica tace. La prassi, come avvenuto ad esempio durante i diversi interventi chirurgici ai quali si sottopose Francesco, vuole che il Vaticano si possa fermare in attesa che il Papa si rimetta. E anche quando Bergoglio dovette prolungare il ricovero per le gravi condizioni a cui lo costringeva la polmonite, nella primavera del 2025, il titolare del governo della Chiesa cattolica mondiale e dello Stato della Città del Vaticano rimase il Papa, che riceveva nella sua stanza d’ospedale alcuni collaboratori, come il Sostituto agli affati generali e il Segretario di Stato, e prendeva decisioni, pur impedito nell’uso della voce e dei movimenti, per iscritto.

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