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Per il Papa una tecnica poco invasiva con un robot o una sonda “Un’ora e mezza sotto i ferri”

(ansa)

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Domande e risposte sull’intervento chirurgico al quale sarà sottoposto il Pontefice: tecnica utilzzata, durata dell’operazione, équipe, tempi di recupero
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Con quale intervento vengono rimossi i noduli polmonari?

Ci sono due tipi di chirurgia, come spiega Andrea Dell’Amore, che dirige la chirurgia toracica dell’azienda ospedaliera-universitaria di Padova. «Sono entrambe tecniche mini invasive. La prima è la videotoracoscopia. Si fa eseguendo da una a tre piccole incisioni nel torace, tra le costole. Dagli accessi si introduce una telecamera e con uno strumento chirurgico si esegue la resezione del nodulo. Il chirurgo lavora quindi a torace chiuso e guardando le immagini su uno schermo. È come la laparoscopia, che si fa nell’addome, ma appunto riguarda la zona toracica». Il secondo intervento viene invece svolto con il robot chirurgico. «Di base è simile, perché si tratta di fare sempre piccole incisioni per raggiungere il polmone. Il chirurgo, però, invece di operare al tavolo tenendo gli strumenti, sta dietro una consolle e manovra le braccia del robot».

Quale dei due interventi è più indicato per un piccolo nodulo?

Sempre secondo il m…

Con quale intervento vengono rimossi i noduli polmonari?

Ci sono due tipi di chirurgia, come spiega Andrea Dell’Amore, che dirige la chirurgia toracica dell’azienda ospedaliera-universitaria di Padova. «Sono entrambe tecniche mini invasive. La prima è la videotoracoscopia. Si fa eseguendo da una a tre piccole incisioni nel torace, tra le costole. Dagli accessi si introduce una telecamera e con uno strumento chirurgico si esegue la resezione del nodulo. Il chirurgo lavora quindi a torace chiuso e guardando le immagini su uno schermo. È come la laparoscopia, che si fa nell’addome, ma appunto riguarda la zona toracica». Il secondo intervento viene invece svolto con il robot chirurgico. «Di base è simile, perché si tratta di fare sempre piccole incisioni per raggiungere il polmone. Il chirurgo, però, invece di operare al tavolo tenendo gli strumenti, sta dietro una consolle e manovra le braccia del robot».

Quale dei due interventi è più indicato per un piccolo nodulo?

Sempre secondo il medico di Padova, «se si deve rimuovere un nodulo di dimensioni ridotte non c’è grande differenza. La scelta la fanno i chirurghi in base alla loro esperienza con le due tecniche. Probabilmente è un po’ più diffusa la videotoracoscopia, il robot viene utilizzato di solito per interventi più particolari. Si tratta comunque di procedure ormai ben note, adottate da tanti anni».

Quante persone sono coinvolte in un’operazione del genere?

Normalmente entrano in sala tre chirurghi, un ferrista, un anestesista, un infermiere di anestesia e un infermiere di sala operatoria. L’équipe del Gemelli che opererà il Papa sarà guidata da Stefano Margaritora.

Che porzione di polmone viene rimossa?

Il polmone destro ha tre lobi, il sinistro due. «Si può togliere un intero lobo, oppure un suo segmento — spiega ancora Dell’Amore — Dipende dal tipo di nodulo e dalla sua grandezza. Se è molto piccolo, o la lesione è più sfumata, si può fare la resezione più limitata, cioè appunto una segmentectomia».

Quanto dura l’intervento?

Spiega il medico che «la parte chirurgica in sé può durare tra un’ora e un quarto e un’ora e mezza, a seconda della complessità del caso. Poi ovviamente va considerato il tempo per preparare il paziente, cioè addormentarlo, quello per svegliarlo e fare le medicazioni».

L’obiettivo dell’operazione è solo quello di togliere il nodulo?

«No. Vanno rimossi anche i linfonodi, che sono intorno ai bronchi e alla trachea, per avere una stadiazione patologica e decidere se l’intervento è sufficiente». I linfonodi, infatti, vengono analizzati per capire se contengono cellule tumorali.

A cosa serve analizzare i linfonodi?

Se sono negativi, cioè non hanno cellule tumorali «si può decidere che l’intervento basta e quindi inserire il paziente in un percorso di follow up, con controlli nei mesi successivi», dice Dell’Amore. Se invece si trovano cellule maligne vengono somministrati farmaci. A seconda dei risultati degli esami genetici sul tumore, si può fare l’immunoterapia, la terapia target o la chemio.

Quanto dura la degenza?

Se l’intervento va bene, visto che viene effettuato con una tecnica mini invasiva, «di solito sono necessari cinque o sei giorni di degenza. A volte anche meno, ci è capitato di dimettere addirittura in terza giornata».

Quali controlli vanno fatti dopo l’operazione?

Ovviamente dipende dall’istologia e dalla genetica del tumore. «I protocolli di solito prevedono per i primi due anni controlli ogni sei mesi e poi una volta all’anno fino a cinque anni», dice il chirurgo toracico di Padova.

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