✕

Il ricovero del Papa, l’attesa tra studenti e pazienti: “Speriamo di vederlo in corsia”

Ascolta l'audio

Nel piazzale del Policlinico pronto ad accogliere il pontefice. Che però non alloggerà nell’appartamento papale, in ristrutturazione
1 minuti di lettura

Eliana ha gli occhi chiusi davanti alla statua di papa Giovanni Paolo II: «La mia grazia l’ho ricevuta oggi, dopo tre anni ho saputo che i miei polmoni godono di ottima salute». Nel piazzale del Policlinico Gemelli si incrociano le storie di chi va via sorridente perché è guarito, di madri che sperano per i figli trapiantati, di chi attende la fine di un intervento. Ognuno ha una parola per il Papa che affronterà la sua operazione. «Gli auguro una veloce guarigione, so cosa significa avere paura per i propri polmoni», dice Eliana abbracciando suo padre. «Mi avevano data per spacciata nella mia Sicilia».

Le macchine della polizia circondano l’emiciclo dell’entrata del Policlinico, un alto funzionario del ministero dirige le operazioni di bonifica fino all’entrata sul retro dalla quale molto probabilmente papa Leone XIV raggiungerà il reparto al decimo piano. Il pontefice non occuperà il solito appartamento riservato ai papi, che è in ristrutturazione, ma un altro sempre sullo stesso pi…

Eliana ha gli occhi chiusi davanti alla statua di papa Giovanni Paolo II: «La mia grazia l’ho ricevuta oggi, dopo tre anni ho saputo che i miei polmoni godono di ottima salute». Nel piazzale del Policlinico Gemelli si incrociano le storie di chi va via sorridente perché è guarito, di madri che sperano per i figli trapiantati, di chi attende la fine di un intervento. Ognuno ha una parola per il Papa che affronterà la sua operazione. «Gli auguro una veloce guarigione, so cosa significa avere paura per i propri polmoni», dice Eliana abbracciando suo padre. «Mi avevano data per spacciata nella mia Sicilia».

Le macchine della polizia circondano l’emiciclo dell’entrata del Policlinico, un alto funzionario del ministero dirige le operazioni di bonifica fino all’entrata sul retro dalla quale molto probabilmente papa Leone XIV raggiungerà il reparto al decimo piano. Il pontefice non occuperà il solito appartamento riservato ai papi, che è in ristrutturazione, ma un altro sempre sullo stesso piano.

Livia, Francesca e Massimo studiano Medicina alla Cattolica, siedono sulle panchine di marmo davanti all’entrata principale. Sono in pausa. «Se un giorno dovessi operare un Papa significherà che sono arrivato all’apice della mia carriera», dice Massimo, 21 anni. Nei corridoi tra gli studenti c’è curiosità sul primo ricovero di papa Leone. «Una mia collega», racconta Francesca, «nel 2023 è riuscita a vedere papa Francesco mentre passeggiava vicino alla sua stanza. È stata una grande emozione. Chissà se anche noi scorgeremo il Papa». Sulla collinetta a sinistra della piazza non ci sono ancora le telecamere piazzate nell’area riservata alla stampa ma i tecnici del Policlinico sono al lavoro su alcune colonnine dell’energia elettrica.

Sono le 17 quando padre Igor, il cappellano, dice messa al pianterreno. Si rivolge ai fedeli, malati e parenti dei pazienti: «Vi chiedo, popolo di Dio, di stare vicino al nostro Papa nell’unico modo possibile. Con le preghiere». Suor Margarita lascia la piccola chiesa dedicata a Wojtyla: «Domani ci riuniremo per recitare un rosario mentre il Papa sarà in sala operatoria». Nell’atrio i familiari dei ricoverati fanno la spola tra il bar e il piazzale. Filomena sul suo cellulare segue l’intervento della figlia alla colecisti, con un’app fornita dall’ospedale: «Arriviamo dal Molise. Leggo la presenza del Papa come un buon auspicio. Anche mia figlia è ricoverata al decimo piano. Chissà, magari vedremo spuntare il pontefice per una benedizione speciale».

Al piano riservato in parte al Papa c’è un frenetico viavai di medici e infermieri. Avvicinarsi è impossibile. Una dottoressa invita ad allontanarsi: «Non possiamo dire nulla, qui non si può stare». Una donna però spera: «Vorrei tanto vedere papa Leone. Mi è simpatico, ha la faccia buona».

Leggi i commenti