Il cardinale Kikuchi: “Ho visto il Papa sorridente, meglio l’abbia detto lui per evitare chiacchiere”
di Iacopo ScaramuzziIl cardinale Tarcisius Isao Kikuchi, arcivescovo di Tokyo e presidente di Caritas internationalis, è una delle poche persone che ieri ha potuto intrattenersi a quattr’occhi con papa Leone XIV. In Vaticano per partecipare al vertice in corso per approfondire le novità introdotte dall’esortazione apostolica Amoris laetitia di papa Francesco sulle famiglie, è stato ricevuto in udienza nel palazzo apostolico per un’udienza privata concordata ben prima che si sapesse che il Pontefice oggi si ricovera.
«Sta molto bene, come al solito. Era molto tranquillo. Ha detto che, non volendo cancellare i viaggi all’estero già programmati, ha deciso di sottoporsi subito alle cure necessarie. Si tratta di un intervento minore, una piccola operazione. Non è nulla di grave».
Non era agitato?
«No, per niente. Era come al solito».
Perché oggi ha avuto un’udienza privata con lui?
«Come presidente di Caritas Internationalis, devo incontrare il Santo Padre una volta all’anno,
per riferire sulle nostre attivit…
Il cardinale Tarcisius Isao Kikuchi, arcivescovo di Tokyo e presidente di Caritas internationalis, è una delle poche persone che ieri ha potuto intrattenersi a quattr’occhi con papa Leone XIV. In Vaticano per partecipare al vertice in corso per approfondire le novità introdotte dall’esortazione apostolica Amoris laetitia di papa Francesco sulle famiglie, è stato ricevuto in udienza nel palazzo apostolico per un’udienza privata concordata ben prima che si sapesse che il Pontefice oggi si ricovera.
«Sta molto bene, come al solito. Era molto tranquillo. Ha detto che, non volendo cancellare i viaggi all’estero già programmati, ha deciso di sottoporsi subito alle cure necessarie. Si tratta di un intervento minore, una piccola operazione. Non è nulla di grave».
Non era agitato?
«No, per niente. Era come al solito».
Perché oggi ha avuto un’udienza privata con lui?
«Come presidente di Caritas Internationalis, devo incontrare il Santo Padre una volta all’anno,
per riferire sulle nostre attività. Insieme a me c’era il segretario generale della Caritas».
Il Papa ha fatto qualche battuta su tutto il clamore suscitato nel mondo dalla notizia del ricovero?
«No, era molto riconoscente. Gli ho detto che la gente in Giappone prega per lui, così come in tutto il mondo. E lui ha espresso gratitudine verso le loro preghiere. Insomma, era il solito di sempre».
E cosa pensa del fatto che un Papa giovane, che pratica sport, si ammali comunque, anche se non in modo grave?
«Questo dipende dal parere degli esperti, ma penso sia un bene che questo tipo di problema venga individuato nelle fasi iniziali, in modo che non degeneri e lui possa preservare la propria salute. Considerando che si tratta di un intervento minore, credo sia stata una decisione saggia, una buona scelta».
È rimasto sorpreso ieri quando ha sentito la notizia?
«Sì, lo sono stato. Stavo celebrando la Messa nella mia chiesa titolare di San Giovanni Leonardi. Dopo la celebrazione c’è stata una processione; ho pranzato con i fedeli e poi ho appreso la notizia al telegiornale. Ero un po’ sorpreso, ma leggendo i dettagli ho capito che si trattava di un problema minore, un intervento preventivo».
E cosa pensa del fatto che lo abbia comunicato di persona in modo così diretto?
«Beh, è stata un’ottima decisione. Altrimenti la gente avrebbe iniziato a fare congetture, a chiedersi chi sarebbe stato il prossimo Papa e cose del genere!».
È stato anche molto preciso nei termini utilizzati, quasi clinici...
«Sì, ho dovuto consultare il dizionario per scoprirne il significato in giapponese».
Quindi pensa che non ci sia motivo di preoccuparsi?
«Non c’è nulla di cui preoccuparsi».
Leone non mostrava problemi fisici?
«No, nulla di particolare. Era tranquillo, come sempre, e scherzoso, come al solito. Con papa Francesco avevo bisogno dell’interprete, ma con papa Leone parlo in inglese, dato che non parlo italiano, e questo ci permette di scherzare di più».
Ha scherzato col Papa? Cosa gli ha detto?
«Gli ho detto: è stato un bene che tu lo abbia annunciato, così nessuno avrebbe pensato che fossi morto o qualcosa del genere. E lui si è messo a ridere”.
Tra quanto pensa che tornerà in attività?
«Non lo so, ma forse questo piccolo intervento richiederà solo una settimana o giù di lì, o probabilmente anche meno».
Il programma del viaggio in America Latina, che le ha detto di voler fare, a novembre, è molto fitto: dodici giorni, tre paesi e tantissime tappe...
«Non ne abbiamo discusso, quindi non saprei dire».
Ma pensa che il Papa lo farà?
«Credo di sì, è quello che ha detto. Vuole farlo nelle date previste, non vuole cambiare i piani. È per questo che si sottopone a questa operazione chirurgica proprio ora».