Un Papa malato. Che ha appena affrontato un’operazione riuscita, ha anzi ha avuto fortuna che il male sia stato trovato presto, e che ora può ben sperare di uscire bene da questo ricovero. Ma che fino a pochi giorni fa tutti vedevano come il Pontefice giovane e atletico, l’uomo venuto da Chicago e temprato dagli anni della missione in Perù, il Papa che il martedì si prende un giorno libero per nuotare, giocare a tennis, andare a Cavallo nella tenuta papale di Castel Gandolfo, che prima di essere Papa andava in palestra e ora che abita nel Palazzo apostolico si è fatto attrezzare una stanza con gli strumenti per gli esercizi. Un Papa sanissimo, tanto più evidente dopo gli ultimi tormentati mesi del pontificato di Francesco. E che invece improvvisamente ha scoperto la fragilità del corpo. Gettando anche il Vaticano in una sorta di stordimento.
Una fase nuova
Perché sebbene le notizie dell’intervento al Gemelli siano fresche, e confermano che il tumore è stato rimosso, la sensazione che …
Un Papa malato. Che ha appena affrontato un’operazione riuscita, ha anzi ha avuto fortuna che il male sia stato trovato presto, e che ora può ben sperare di uscire bene da questo ricovero. Ma che fino a pochi giorni fa tutti vedevano come il Pontefice giovane e atletico, l’uomo venuto da Chicago e temprato dagli anni della missione in Perù, il Papa che il martedì si prende un giorno libero per nuotare, giocare a tennis, andare a Cavallo nella tenuta papale di Castel Gandolfo, che prima di essere Papa andava in palestra e ora che abita nel Palazzo apostolico si è fatto attrezzare una stanza con gli strumenti per gli esercizi. Un Papa sanissimo, tanto più evidente dopo gli ultimi tormentati mesi del pontificato di Francesco. E che invece improvvisamente ha scoperto la fragilità del corpo. Gettando anche il Vaticano in una sorta di stordimento.
Una fase nuova
Perché sebbene le notizie dell’intervento al Gemelli siano fresche, e confermano che il tumore è stato rimosso, la sensazione che si respira è che da oggi il Pontificato è entrato in una fase nuova, e con una notevole dose di incertezza.
Il viaggio in America latina
Non che la notizia in sé dell’operazione fosse rassicurante, ma fino a ieri sera prevaleva comunque la fiducia che si poteva mettere il problema facilmente alle spalle. Il fatto che sia stato rimosso un intero lobo del polmone, la certificazione della natura tumorale del problema, ha cambiato la percezione. Facendo nascere già qualche interrogativo. A partire dal grande viaggio programmato in America Latina dal 6 al 17 novembre in Uruguay, Argentina e Perù: dodici giorni, innumerevoli spostamenti in aereo, oltre una quarantina di incontri e discorsi, significano un’agenda molto fitta e faticosa per un convalescente. In Perù, in particolare, Leone dovrebbe visitare Cusco, una città che si trova ad oltre tremila metri di altitudine. In Vaticano per ora si spandono parole rassicuranti: fino a contrordine, il viaggio è confermato, magari alleggerendo un po’ i ritmi e il programma. La verità è che nessuno lo sa, dipenderà dall’andamento della degenza, e dalle valutazioni dei medici.
Cure e controlli
Più in generale, e oltre la linea di novembre, bisognerà vedere come Leone intende impostare il proprio governo, quel che può fare, quel che deve rinunciare a fare, un governo che dovrà inevitabilmente fare i conti con le cure necessarie e i controlli necessari.
Normalità e humor
Lui già ieri sera ha mostrato la sua consueta serenità. «Quando sono andato via», ha riferito il portavoce vaticano, Matteo Bruni, incontrando i giornalisti in sala stampa verso le 22, «stava chiedendo la cena». A Leone, peraltro, non manca il senso dell’umorismo. Quella di questi giorni è la seconda volta in vita sua che si è ricoverato in ospedale, la prima volta era appena arrivato da Roma in Perù, giovanissimo missionario, si prese subito la febbre tifoide e si ritrovò nel letto di una clinica chiamata, ironia della sorte, Roma. «Avevo una flebo attaccata al braccio», ha raccontato, «e ho detto: “Se è così che dimostri il tuo senso dell’umorismo, Signore, penso che potresti fare di meglio”».
Un uomo spirituale
Ma soprattutto, Robert Francis Prevost è un uomo molto spirituale. Il suo amico Alejandro Moral Anton, agostiniano come lui, ha sottolineato che «lui ha questa forte esperienza di Dio e spirituale. Certamente anche se il suo problema fosse più grave», ha detto pochi giorni fa, quando il Papa aveva preannunciato l’operazione al polmone, «una cosa imprevedibile, lui lo accetterebbe molto naturalmente». Non a caso quando un paio di sere fa ha avuto al telefono il cardinale Pietro Parolin, gli ha parlato molto apertamente del proprio male: definendolo «una delle sorprese di Dio».