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Cagliari, incinta a 12 anni: il test genetico accusa il padre della ragazzina che è stato arrestato

Prima l’aborto, poi la segnalazione dei medici. Infine, un anno di indagini della Squadra Mobile. La minorenne aveva parlato di uno sconosciuto. L’uomo sarà ora sentito dal gip in cella
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Aveva dodici anni quando i medici hanno scoperto che era incinta. Un anno dopo, in carcere è finito suo padre. Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Cagliari hanno eseguito ieri un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un uomo che vive nell’hinterland del capoluogo sardo. L’accusa è violenza sessuale sulla figlia. A indicarlo come presunto responsabile sono stati gli esiti degli accertamenti genetici sul feto, insieme ad altri riscontri raccolti dagli investigatori.

La storia comincia nell’autunno del 2025. La ragazzina viene accompagnata in ospedale per alcuni disturbi legati al ciclo mestruale. Gli esami danno un’altra risposta: è incinta. I sanitari avvisano subito la Procura. Lei racconta di essere stata aggredita in strada da uno sconosciuto, mentre tornava a casa. Il fascicolo passa ai magistrati del pool che si occupa delle fasce deboli e agli agenti della Mobile.

Quel racconto, però, non convince chi indaga. Le verifiche vanno avanti, la gravidanza viene interrotta. Una decisione presa in considerazione dell’età della vittima. È a quel punto che la Procura dispone il sequestro del materiale biologico del feto e l’esame del Dna. Da lì, mesi di lavoro: le analisi genetiche, altri accertamenti, le dichiarazioni raccolte. Fino a una ricostruzione diversa da quella iniziale. E alla svolta di ieri.

L’uomo sarà interrogato in carcere dal giudice per le indagini preliminari. Per lui, come per chiunque, vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Sulla vicenda gli inquirenti mantengono il riserbo per proteggere la ragazza.

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