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Ricina, dal libro regalato a Gianni alla scuola di Laura. Casacalenda entra nell’inchiesta

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Dopo Pietracatella e Riccia, un terzo paese della provincia di Campobasso vedrà arrivare gli investigatori alle prese con il giallo delle avvelenate
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CAMPOBASSO – Il liceo delle Scienze umane di Casacalenda sarà l’ultima tappa delle settimana di perquisizioni disposte dalla Procura della Repubblica di Larino a caccia del pc dal quale potrebbe essersi collegata la persona che, sul web, ha fatto ricerche sull’utilizzo della ricina, sui suoi effetti, sulle possibilità di scoprirne le tracce durante un’autopsia.

È la scuola dove insegna come docente di sostegno Laura Di Vita, la cugina di Gianni Di Vita, a lui molto legata tanto da accoglierlo per mesi nella sua casa di Pietracatella dopo la morte della moglie Antonella Di Ielsi e della figlia Sara tra il 27 e il 28 dicembre scorsi. Sin dalle prime battute dell’indagine i riflettori si sono accesi su Laura, sui suoi rapporti con Gianni e sulla poca si…

CAMPOBASSO – Il liceo delle Scienze umane di Casacalenda sarà l’ultima tappa delle settimana di perquisizioni disposte dalla Procura della Repubblica di Larino a caccia del pc dal quale potrebbe essersi collegata la persona che, sul web, ha fatto ricerche sull’utilizzo della ricina, sui suoi effetti, sulle possibilità di scoprirne le tracce durante un’autopsia.

È la scuola dove insegna come docente di sostegno Laura Di Vita, la cugina di Gianni Di Vita, a lui molto legata tanto da accoglierlo per mesi nella sua casa di Pietracatella dopo la morte della moglie Antonella Di Ielsi e della figlia Sara tra il 27 e il 28 dicembre scorsi. Sin dalle prime battute dell’indagine i riflettori si sono accesi su Laura, sui suoi rapporti con Gianni e sulla poca simpatia tra lei e Antonella, tanto che in nessuno dei pranzi in famiglia tra il 24 e il 26 dicembre, Laura era presente. Poi Gianni e la figlie Alice hanno deciso di trovare un alloggio tutto per loro a Campobasso e i riflettori sulla cugina (più volte interrogata in questura) si sono spenti.

Lunedì, però, la procuratrice Antonelli ha incluso anche la sua scuola tra le quattro da perquisire, oltre al classico frequentato dalle due ragazze Sara e Alice, e gli istituti dove lavorano gli altri due protagonisti dell’inchiesta, l’Agrario del perito di laboratorio Michele ( dove la polizia è andata a copiare il server martedì), e il liceo scientifico di Riccia dove insegna sua moglie Monia, che verrà perquisito oggi.

Ma a Casacalenda riporta un altro curioso episodio di questa inchiesta, quello relativo al recente sequestro di un libro che stava leggendo Gianni Di Vita. Si chiama “Tiro al piccione” ed è l’autobiografia di Giose Rimanelli, autore proprio di Casacalenda, arruolatosi nella Repubblica sociale Italiana. Un racconto scritto negli anni Cinquanta, pubblicato da Mondadori su suggerimento di Vittorini, ma poi dimenticato. Le opere di Rimanelli, vittima di ostracismo in Italia ma assai apprezzato negli Stati Uniti dove poi si trasferì e morì, sono state ripubblicate in Italia da Rubettino nel 2022.

“Tiro al piccione” fu ripresentato nella scuola di Laura a Casacalenda ed è proprio da lì che, probabilmente, è arrivato sul comodino di Gianni Di Vita. Perché la polizia glielo abbia sequestrato resta un mistero: forse perché nelle pagine sottolineate spiccano i passi in cui Rimanelli parla del protagonista e delle sue tre mogli? Una suggestione, un passaggio su tutti: quello in cui il protagonista racconta del suo “amore imperfetto” per Giulia e di quello “più puro” che stava nascendo per Anna.

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