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Dalla gentilezza agli abiti storici, l’Italia delle 51 giornate nazionali. Mattarella: “sono troppe”

(ansa)

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Solo nell’ultima legislatura ne sono state istituite venti. La prima, la giornata della memoria per ricordare le vittime dell’Olocausto, decisa nel 1996
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Già capire quante e quali siano è un’impresa. Un elenco esaustivo sui siti istituzionali non c’è, anche quello del Cerimoniale ne riporta solo alcune. Ma di certo le giornate nazionali – arrivate a quota 51 - sono tante, persino troppe e troppo diverse. Lo ha voluto sottolineare oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, promulgando, non senza manifestare un certo disagio, la legge che istituisce l’ennesima ricorrenza civile, chiamata a celebrare la carta e il suo riciclo.

Un’altra ricorrenza, che si aggiunge alle venti istituite solo nell’ultima legislatura. Una lista che comprende la giornata degli abiti storici e quella per la lotta al cyberbullismo, quella per la prevenzione veterinaria e quella contro il bodyshaming. Ma su proposta del Parlamento si finiscono per ricordare anche il dono, la gentilezza e la felicità, le discipline scientifiche (una settimana), il made in Italy e si tornano a festeggiare le forze armate (ma non è più un giorno festivo).

Il 20 gennaio, …

Già capire quante e quali siano è un’impresa. Un elenco esaustivo sui siti istituzionali non c’è, anche quello del Cerimoniale ne riporta solo alcune. Ma di certo le giornate nazionali – arrivate a quota 51 - sono tante, persino troppe e troppo diverse. Lo ha voluto sottolineare oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, promulgando, non senza manifestare un certo disagio, la legge che istituisce l’ennesima ricorrenza civile, chiamata a celebrare la carta e il suo riciclo.

Un’altra ricorrenza, che si aggiunge alle venti istituite solo nell’ultima legislatura. Una lista che comprende la giornata degli abiti storici e quella per la lotta al cyberbullismo, quella per la prevenzione veterinaria e quella contro il bodyshaming. Ma su proposta del Parlamento si finiscono per ricordare anche il dono, la gentilezza e la felicità, le discipline scientifiche (una settimana), il made in Italy e si tornano a festeggiare le forze armate (ma non è più un giorno festivo).

Il 20 gennaio, nell’anniversario della morte di Willy Monteiro Duarte, il 21enne ucciso a Colleferro mentre cercava di difendere un amico, è stata istituita la giornata del rispetto, il 9 aprile quella dell’ascolto dei minori, il 3 maggio quella per i giornalisti uccisi a causa del loro lavoro, il 24 giugno quella delle periferie urbane, il 20 settembre quella per gli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi, il 15 dicembre quella per l’educazione e la prevenzione contro le violenze nei confronti del personale scolastico.

L’11 novembre c’è affollamento: si celebra l’importanza degli abiti storici e si ribadisce l’importanza della prevenzione precoce per i problemi andrologici. La giornata dell’agricoltura non è legata ad una data precisa, ma è stato deciso di celebrarla ogni anno la seconda domenica di novembre.

Si tratta di ricorrenze civili nazionali, non festive, prive dunque di effetti sul calendario lavorativo e istituite con finalità esclusivamente commemorative. E nella storia della Repubblica si tratta di una pratica “recente”.

La prima giornata nazionale, quella della memoria, per ricordare le vittime dello sterminio nazista, è stata istituita nel 1996, stesso anno in cui è stato deciso di celebrare quella per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Tra il 2001 al 2006, è arrivata la festa dei nonni e da lì si è aperta la diga.

Sono arrivate le giornate dell’unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera, della memoria per le vittime del terremoto del 2009, contro la pedofilia e la pedopornografia e quella degli alberi. Tra il 2013 e il 2018, il Parlamento ha approvato sei nuove giornate nazionali, mentre nella legislatura tra il 2018 e il 2022 ne ha istituite sette. Il record assoluto lo detiene il governo Meloni: dall’inizio della legislatura le nuove giornate nazionali sono venti.

Un incubo per le scuole, che si trovano il calendario anche affollato di giornate mondiali decise da istituzioni internazionali. Anche per questo il presidente Mattarella ha fatto un richiamo alla moderazione. “Diventa sempre più difficile, addirittura inverosimile, richiedere che le scuole possano assolvere tutti i compiti che vengono loro affidati da queste numerose e diverse disposizioni di legge, salvo che si pensi di incidere, riducendolo, sul tempo effettivamente destinato all’insegnamento delle materie scolastiche”.

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