Il decorso post-operatorio di papa Leone «procede regolarmente» e i medici già guardano al momento delle dimissioni. L’operazione al polmone, martedì, è stata impegnativa ma la degenza prevista dovrebbe essere di cinque giorni. Leone XIV lascerà dunque il Gemelli nei prossimi giorni, nella più rosea delle ipotesi addirittura prima di domenica, scenario che permetterebbe a Leone di tornare ad affacciarsi, per l’Angelus, da quella stessa finestra del suo studio alla terza loggia del palazzo apostolico dalla quale domenica scorsa ha annunciato ai fedeli il ricovero. Più realisticamente, come ha detto ieri il cardinale Pietro Parolin, potrebbe recitare la preghiera dell’Angelus dal balconcino del Gemelli, come già hanno fatto sia Giovanni Paolo II che Francesco: «Dipenderà un po’ dal decorso della convalescenza», ha detto il Segretario di Stato, «se entro fine settimana starà meglio penso che farà l’Angelus e lo farà di là».
"Buona ripresa”
I medici del Papa ieri hanno riferito che i cont…
Il decorso post-operatorio di papa Leone «procede regolarmente» e i medici già guardano al momento delle dimissioni. L’operazione al polmone, martedì, è stata impegnativa ma la degenza prevista dovrebbe essere di cinque giorni. Leone XIV lascerà dunque il Gemelli nei prossimi giorni, nella più rosea delle ipotesi addirittura prima di domenica, scenario che permetterebbe a Leone di tornare ad affacciarsi, per l’Angelus, da quella stessa finestra del suo studio alla terza loggia del palazzo apostolico dalla quale domenica scorsa ha annunciato ai fedeli il ricovero. Più realisticamente, come ha detto ieri il cardinale Pietro Parolin, potrebbe recitare la preghiera dell’Angelus dal balconcino del Gemelli, come già hanno fatto sia Giovanni Paolo II che Francesco: «Dipenderà un po’ dal decorso della convalescenza», ha detto il Segretario di Stato, «se entro fine settimana starà meglio penso che farà l’Angelus e lo farà di là».
"Buona ripresa”
I medici del Papa ieri hanno riferito che i controlli di routine «sono risultati nella norma» e la radiografia del torace «ha mostrato la buona ripresa del polmone operato». La sala stampa della Santa Sede da parte sua ha riferito che Leone ha concelebrato messa con i suoi segretari e ha anche ripreso un po’ l’attività lavorativa, ricevendo in particolare – prima visita da quando è in ospedale – il sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Paolo Rudelli, suo braccio operativo in Curia.
Preoccupazione e speranza
In serata il Segretario di Stato vaticano, pur sottolineando che «le notizie sono positive», non ha nascosto la sua cautela: «Io continuo ad essere preoccupato», ha detto interpellato dai giornalisti che, a margine di un evento all’ambasciata irachena presso la Santa Sede, gli domandavano se era preoccupato come aveva detto qualche giorno fa, la mattina del ricovero, «perché mi dispiace veramente enormemente per quanto è successo. Ma», ha aggiungo, «mi fido delle notizie che ci hanno dato con i bollettini e quindi ho anche speranza che questa situazione si possa risolvere al più presto e il Santo Padre possa tornare a lavorare e portare avanti il suo Pontificato». Quanto al futuro del pontificato di Leone, se la malattia e il ricovero modificheranno il suo corso o no, «sono appena due giorni che è stato ricoverato, non si possono fare previsioni di nessun tipo», ha risposto Parolin: «Si tratta di vedere adesso quando tornerà, in che situazione tornerà, cosa diranno i medici. In base a tutti questi elementi il Papa rimodulerà il suo Pontificato, se necessario rimodularlo».
Rimodulare il pontificato
Il cardinale Parolin non ha escluso che il previsto viaggio in America Latina possa subire modifiche, ma «dobbiamo attendere che torni dall’ospedale e poi quello che diranno i medici, se lui potrà affrontare un viaggio così lungo e impegnativo», ha detto: «Immagino che se tutto va bene, se la situazione si sviluppa come avevano previsto all’inizio, il viaggio si farà», ha detto, «se poi ci sono delle novità questo non lo possiamo prevedere adesso».
Comunicazione e dietrologie
Più in generale, la notizia del ricovero «ha colto un po’ tutti di sorpresa» ma in Vaticano «il clima è abbastanza sereno» e c’è «fiducia» che essendo intervenuti «all’inizio» del tumore «si possa risolvere in tempi brevi e in maniere definitiva il problema». Il fatto che il Papa abbia comunicato in modo molto trasparente il ricovero è «bellissimo», ha commentato Parolin, «in modo che non ci sono dietrologie», ha scherzato con i cronisti, «cosa che i giornalisti cercano sempre».