Bimbi nel bosco, sì al weekend a casa senza assistenti sociali. “Ricongiungimento completo vicino”
di Corrado ZuninoROMA – Domani e domenica, i figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham li trascorreranno a casa. La casa prestata dall’amministrazione comunale ai piedi di Palmoli e la casa nel bosco, in Contrada Mondola, che sentono la propria.
Come da indicazioni delle ultime due ordinanze, sarà il primo weekend passato insieme e sarà anche la prima volta che non vi saranno assistenti sociali a seguire in prima persona la giornata della famiglia. “Mamma Catherine e papà Nathan sono molto felici”, fa sapere l’avvocato Simone Pillon, che sottolinea come siano trascorsi undici mesi – era il 20 novembre 2025 – dalla separazione e dal trasferimento dei piccoli nella casa famiglia di Vasto, dove tuttora vivono. “La strada per il pieno ricongiungime…
ROMA – Domani e domenica, i figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham li trascorreranno a casa. La casa prestata dall’amministrazione comunale ai piedi di Palmoli e la casa nel bosco, in Contrada Mondola, che sentono la propria.
Come da indicazioni delle ultime due ordinanze, sarà il primo weekend passato insieme e sarà anche la prima volta che non vi saranno assistenti sociali a seguire in prima persona la giornata della famiglia. “Mamma Catherine e papà Nathan sono molto felici”, fa sapere l’avvocato Simone Pillon, che sottolinea come siano trascorsi undici mesi – era il 20 novembre 2025 – dalla separazione e dal trasferimento dei piccoli nella casa famiglia di Vasto, dove tuttora vivono. “La strada per il pieno ricongiungimento è ormai alle battute finali”, assicura.
Oggi i tre fratellini – la più grande di nove anni e i due gemellini, maschio e femmina, di sette – torneranno a Vasto subito dopo la scuola, in attesa dell’incontro di domani. Il primo mese in classe è considerato da tutti positivo.
Per quanto riguarda la cosiddetta casa nel bosco, l’unica novità è la messa in posa di un alto cancello a inizio terreno: sostituisce la vecchia sbarra in legno. Quindi, Nathan ha allargato un incannucciato lungo il perimetro del giardino che si affaccia sulla strada. I Trevallion-Birmingham hanno voluto alzare il livello della loro privacy, dopo un lungo periodo in cui avevano aperto la dimora a chiunque si presentasse.
Il cantiere fermo
Nonostante i progetti di ristrutturazione presentati, non c’è traccia del cantiere necessario per allargare e rendere sicuro e funzionale il casaletto di 34 metri quadrati. E non c’è neppure una data di inizio dei lavori. I due genitori stanno cercando il denaro necessario per avviare una ristrutturazione che è, comunque, prevista dal progetto concordato con il Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
Sul tema “procedimenti minorili”, la Corte europea dei diritti dell’uomo lo scorso 8 ottobre ha condannato l’Italia per la violazione dell’articolo 8 della Convenzione europea.
Per i giudici di Strasburgo, i procedimenti sul tema presentano problemi sistemici: le decisioni dei tribunali per i minorenni non sono eseguite in tempi ragionevoli, il controllo dei magistrati sui servizi sociali non è sufficiente e gli affidamenti possono protrarsi senza termine.
“Più controllo sul servizio sociale”
La Corte chiede all’Italia di attuare senza ulteriori rinvii due norme: la prima è la riforma Cartabia, che unifica tribunali per i minorenni e per la famiglia. La seconda è la legge numero 37 del 2026 sui conflitti di interesse tra consulenti dei tribunali e gestori di comunità o famiglie affidatarie. Si sollecitano regole più precise per i servizi sociali, un controllo sistematico sul loro operato e una rete pubblica e nominativa dei responsabili. La Corte chiede, ancora, una formazione specifica per magistrati e operatori, termini certi per adozioni e sospensioni della responsabilità genitoriale e sanzioni per la mancata esecuzione dei rientri in famiglia.
L’atto non è dedicato alla vicenda “Famiglia nel bosco”, ma anche in questo caso le difese che si sono succedute nel tempo hanno lamentato lo stesso tipo di mancanze.