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Avvelenate ricina, piante trovate a pochi metri dal luogo di lavoro della cugina di Gianni Di Vita

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Gli uomini della squadra mobile di Campobasso hanno prelevato campioni di erba vicino all'istituto di Casacalenda dove lavora, come insegnante di sostegno, Laura Di Vita
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Piante di ricina a poche centinaia di metri dall'istituto delle Scienze Umane di Casacalenda dove lavora, come insegnante di sostegno, Laura Di Vita, la cugina di Gianni Di Vita. È l'ultima novità nelle indagini sul giallo della morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.

Nel primo pomeriggio, gli uomini della squadra mobile di Campobasso sono arrivati nel piccolo paese a una ventina di chilometri da Pietracatella per un sopralluogo in un terreno privato che si trova a qualche centinaio di metri dalla scuola e hanno prelevato delle piante e fatto rilievi fotografici.

Venerdì scorso, nell'ultimo dei quattro giorni di perquisizioni informatiche disposte dalla procuratrice di Larino Elvira Antonelli, gli esperti della polizia…

Piante di ricina a poche centinaia di metri dall'istituto delle Scienze Umane di Casacalenda dove lavora, come insegnante di sostegno, Laura Di Vita, la cugina di Gianni Di Vita. È l'ultima novità nelle indagini sul giallo della morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.

Nel primo pomeriggio, gli uomini della squadra mobile di Campobasso sono arrivati nel piccolo paese a una ventina di chilometri da Pietracatella per un sopralluogo in un terreno privato che si trova a qualche centinaio di metri dalla scuola e hanno prelevato delle piante e fatto rilievi fotografici.

Venerdì scorso, nell'ultimo dei quattro giorni di perquisizioni informatiche disposte dalla procuratrice di Larino Elvira Antonelli, gli esperti della polizia scientifica e dello Sco, oltre a fare la copia del server da cui passano tutte le connessioni dei pc del liceo, hanno portato via un notebook in uso a un'insegnante del liceo, verosimilmente Laura Di Vita. Qui, come negli altri 155 pc di cui sono stati acquisiti i dati, gli investigatori cercano prove di eventuali ricerche sulla ricina come quelle fatte da un anonimo sedicente scrittore che, nei mesi precedenti alla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, ha chiesto informazioni sull'utilizzo del veleno.

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