Non spegnete la voce a chi è senza futuro
di Daniele VicariÈ arrivato il momento che gli adulti ammettano che i giovani hanno ragione a protestare.La discussione sui metodi sbagliati della protesta somiglia alle chiacchiere su quanto sia sbagliato che un aereo precipiti al suolo mentre sta precipitando: tempo perso. Possono servire per fare un po’ di propaganda spicciola, ma a nient’altro. I giovani hanno ragione quando dicono che la loro vita è senza prospettive, hanno ragione perché vivono così il loro rapporto con il futuro, anche a causa di una classe politica sorda e cieca dinanzi alle istanze più profonde della società, chiusa nei tatticismi del potere. Basti pensare alla sortita del Ministro Crosetto che dinanzi ai tagli alla spesa militare del suo stesso governo, urla che ci sarà la guerra soffiando sul fuoco. I giovani cosa dovrebbero fare?
Scuole a pezzi
Dovrebbero dire: ah, che bello! Andiamo in guerra!! Mentre le loro scuole cadono a pezz…
È arrivato il momento che gli adulti ammettano che i giovani hanno ragione a protestare.La discussione sui metodi sbagliati della protesta somiglia alle chiacchiere su quanto sia sbagliato che un aereo precipiti al suolo mentre sta precipitando: tempo perso. Possono servire per fare un po’ di propaganda spicciola, ma a nient’altro. I giovani hanno ragione quando dicono che la loro vita è senza prospettive, hanno ragione perché vivono così il loro rapporto con il futuro, anche a causa di una classe politica sorda e cieca dinanzi alle istanze più profonde della società, chiusa nei tatticismi del potere. Basti pensare alla sortita del Ministro Crosetto che dinanzi ai tagli alla spesa militare del suo stesso governo, urla che ci sarà la guerra soffiando sul fuoco. I giovani cosa dovrebbero fare?
Scuole a pezzi
Dovrebbero dire: ah, che bello! Andiamo in guerra!! Mentre le loro scuole cadono a pezzi e il loro destino, almeno in Italia, è andare a vivere fuori dai confini nazionali (dal 2011 al 2024 sono 630.000 solo quelli tra i 18 e i 34 anni, secondo i dati Cnel del 25/12/2025) e sanno benissimo che ciò prescinde dalla sporca guerra di Putin, dipende dalle scelte economiche e politiche dei governi degli ultimi decenni, lunghi o corti che siano. Hanno ragione quando dicono che il tempo sta scadendo sul fronte ambientale, dinanzi a dei ministri che fanno da una parte battaglie per mantenere lo status quo sul fronte dei combustibili fossili e dall’altra per realizzare impianti nucleari persino dentro le città.
Affitti impossibili
Cosa dovrebbero fare? Chiedere che nei giardini delle loro scuole vengano ospitati quegli impianti? Hanno ragione quando dicono che per studiare in Italia bisogna essere ricchi, nelle grandi città dove si trovano le università gli affitti sono diventati impossibili, per questo la tenda è diventato il loro simbolo. Cosa dovrebbero fare? Ok, il prezzo è giusto! Oppure lasciamo perdere gli studi? Hanno ragione da vendere quando dicono che il massacro di Gaza è inaccettabile e i nostri governi non muovono un dito trasformandoci tutti in complici di un genocidio in piena regola.
Le trappole delle leggi speciali
C’è qualcuno che ha il coraggio di dire il contrario? Sbagliano i giovani a rompere delle vetrine? Certo che sbagliano, e di grosso, ma gli adulti almeno ammettano che hanno lasciato loro solo questo spazio di manovra, avendolo ben preparato come una trappola con leggi speciali sull’ordine pubblico che fanno ribrezzo a chiunque si consideri cittadino di una democrazia.
La rabbia inconsulta
Gli adulti, prima di redarguire i giovani per la loro rabbia a volte anche inconsulta, chiedano scusa a questi giovani per averli trascinati in un baratro, allora saranno credibili quando diranno loro: no alla violenza.
Per essere credibili quando si chiede la non violenza, bisogna costruire non violenza, rispettando le prerogative di tutti, non ci si può scoprire amanti della pace sociale solo quando si è provocata una reazione violenta per cecità, incapacità, cattiva coscienza. Ciascuno si assuma le proprie responsabilità, a partire da chi ne ha ai livelli più alti della politica.