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Larghe intese d’amore: quando il cuore è diviso tra sinistra e destra

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Ginevra e Marco, Alice e Pierluca, storie di coppie separate dalla politica “ma dove alla fine il mix di ragioni si rivela vincente”
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Se capita di litigare, è probabile che la gelosia non c’entri nulla e nemmeno lo stress, perché le discussioni iniziano quasi sempre per tutt’altra ragione: le aspettative di genere, il ruolo dell’Italia nell’Unione europea, le politiche di governo. Ginevra e Marco, ventisette anni entrambi, sono originari di Frosinone e di Bari e stanno insieme da cinque, da quando frequentavano lo stesso corso di Relazioni internazionali all’università. Nella vita condividono praticamente tutto, dalle passioni alla fede.

Ma quando si tratta di votare, prendono strade diverse: lei ha sempre scelto la sinistra, nello specifico il Pd — «anche se il prossimo anno non so su cosa punterò» — lui la destra, in uno spettro che va da Fratelli d’Italia alla Lega. Non è solo una questione privata: dalle indagini di Economist a quelle di Ipsos, gli uomini della generazione Z appaiono progressivamente più conservatori, le giovani donne sempre più progressiste. In una polarizzazione al suo apice, la domanda è se s…

Se capita di litigare, è probabile che la gelosia non c’entri nulla e nemmeno lo stress, perché le discussioni iniziano quasi sempre per tutt’altra ragione: le aspettative di genere, il ruolo dell’Italia nell’Unione europea, le politiche di governo. Ginevra e Marco, ventisette anni entrambi, sono originari di Frosinone e di Bari e stanno insieme da cinque, da quando frequentavano lo stesso corso di Relazioni internazionali all’università. Nella vita condividono praticamente tutto, dalle passioni alla fede.

Ma quando si tratta di votare, prendono strade diverse: lei ha sempre scelto la sinistra, nello specifico il Pd — «anche se il prossimo anno non so su cosa punterò» — lui la destra, in uno spettro che va da Fratelli d’Italia alla Lega. Non è solo una questione privata: dalle indagini di Economist a quelle di Ipsos, gli uomini della generazione Z appaiono progressivamente più conservatori, le giovani donne sempre più progressiste. In una polarizzazione al suo apice, la domanda è se scegliersi tra opposti sia ancora possibile.

Quantomeno è quello che si sono chiesti Alice e Pierluca, pisani di 24 e 26 anni, in coppia da un anno e mezzo. Lui è laureato in Ingegneria, trascorre le serate con gli amici del liceo a giocare alla play, la domenica la dedica al calcetto. «Non bevo neanche», precisa. Lei, una laurea in Psicologia, vicina al mondo delle manifestazioni, ha sempre frequentato ambienti attivisti. Che l’elefante nella stanza fosse la politica lo hanno capito in fretta, ma la prima conversazione la ricordano «traumatica».

È Capodanno, si frequentano da due settimane e, durante il tragitto in macchina verso la montagna, all’altezza di Pian degli Ontani, la discussione si fa tesa: qualcosa potrebbe creare dei problemi nella relazione, dice Pierluca. «Pensavo che le nostre visioni potessero essere un ostacolo, non sapevo quanta accoglienza ci fosse». Ginevra e Marco, invece, hanno scoperto di trovarsi su due fronti opposti alla vigilia del voto del 2022. «Era prevedibile — riflette lei –: veniamo da contesti diversi. I miei genitori sono sempre stati orientati a sinistra. La sua è una famiglia di militari e votano tutti a destra».

Se c’è qualcuno con cui non si inizierebbe mai una relazione, dicono quattro giovani su dieci in un sondaggio Tinder, è proprio una persona con idee politiche opposte alle proprie. Eppure, superato il primo approccio, tutti e quattro sono convinti che l’amore possa superare le differenze. A patto di non toccare nervi scoperti.

Il più delle volte, in realtà, lo stesso: il femminismo. «Le differenze sociali tra uomo e donna non dipendono dalla prevaricazione di un genere, ma da ragioni evolutive — è la tesi riportata di Pierluca — . Non capisco il senso dell’esistenza di questi movimenti: cosa stanno cercando di ottenere? L’uguaglianza o qualcosa di più?». Non è l’unico a pensarlo: il 46 per cento degli uomini italiani della gen Z, dice Ipsos, condivide l’idea che la promozione della parità di genere sia andata talmente oltre da discriminare i maschi. Quando Pierluca ne parla in questi termini, Alice non riesce a non arrabbiarsi: «Mi tocca molto, penso che in parte abbia a che vedere con le nostre dinamiche di coppia».

In casa di Marco e Ginevra, invece, può capitare che lui la provochi: «Perché non sei tu a cucinare per me?». Lei assicura: «Lo dice scherzando, non è così conservatore». Eppure, aggiunge, è anche vero che ribadisce spesso che «badare alla famiglia è compito della donna». Convinzione diffusa: lo crede il 56 per cento dei giovani maschi. Anche le visioni sul futuro spesso divergono: «Non voglio che avere figli sia la mia ragione di vita. Lui la pensa in modo opposto».

Non si è al riparo dai litigi nemmeno quando la conversazione devia su altro, perché la lista dei temi sensibili è parecchio lunga. A volte Marco fantastica sull’uscita dell’Italia dall’Unione europea e dalla Nato, con buona pace di Ginevra che, oltre a non condividere l’idea, ritiene abbia poco senso parlarne perché non accadrà mai. A tenere banco a tavola, di recente, era stato il tetto di alunni stranieri per ogni classe, stabilito dal decreto scuola. Nelle discussioni tra Alice e Pierluca, invece, si insinuano a volte il colonialismo o il conflitto israelo-palestinese.

Qualunque sia l’argomento, i battibecchi seguono più o meno lo stesso schema: si inizia con cautela — perché c’è la voglia di confrontarsi, ma il timore di «fare casino», spiega Alice — poi i toni si alzano, arrivano le urla e, a quel punto, ci si prende qualche minuto di silenzio. Alla fine si torna a fare pace con le divergenze.

«Credo che la nostra bravura stia nell’accettare il pensiero dell’altro senza cercare di portarlo dalla propria parte», riflette Pierluca. Il loro rapporto lo descrivono come un percorso, tutt’altro che in discesa, a cui ogni giorno aggiungono un pezzetto di conoscenza e comprensione reciproca. «Siamo abituati a vivere dentro delle bolle — dice Alice — . Ma avere in casa una persona che la pensa in modo opposto ti permette di essere costantemente stimolato: è una vera figata».

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