“Non ti devi permettere di comportarti così con me, io sono un uomo e se voglio ti massacro”. Poi gli schiaffi, uno dopo l’altro, mentre la teneva per il bavero della giacca. Aicha Habibi ha 31 anni e studia Scienze infermieristiche. Sabato sera, al circolo Acli di Candelara, frazione collinare di Pesaro, sarebbe stata aggredita da un uomo tunisino di circa 48 anni che aveva già respinto in passato. A fermarlo, come ha spiegato al Resto del Carlino, è stato un altro frequentatore del locale. «Se non fosse intervenuto, non so cosa sarebbe successo», dice.
Dopo l’aggressione sono arrivati i carabinieri. Lunedì la giovane si è recata al pronto soccorso per i dolori al polso destro, alla schiena e al collo ed è stata dimessa con dieci giorni di prognosi. «Non ho niente di rotto, ma porto un collare». Lo stesso giorno si è presentata alla polizia e ha sporto querela per lesioni personali.
L’anziana e il circolo
A Candelara Aicha vive per studiare e nel frattempo assiste una donna anziana e…
“Non ti devi permettere di comportarti così con me, io sono un uomo e se voglio ti massacro”. Poi gli schiaffi, uno dopo l’altro, mentre la teneva per il bavero della giacca. Aicha Habibi ha 31 anni e studia Scienze infermieristiche. Sabato sera, al circolo Acli di Candelara, frazione collinare di Pesaro, sarebbe stata aggredita da un uomo tunisino di circa 48 anni che aveva già respinto in passato. A fermarlo, come ha spiegato al Resto del Carlino, è stato un altro frequentatore del locale. «Se non fosse intervenuto, non so cosa sarebbe successo», dice.
Dopo l’aggressione sono arrivati i carabinieri. Lunedì la giovane si è recata al pronto soccorso per i dolori al polso destro, alla schiena e al collo ed è stata dimessa con dieci giorni di prognosi. «Non ho niente di rotto, ma porto un collare». Lo stesso giorno si è presentata alla polizia e ha sporto querela per lesioni personali.
L’anziana e il circolo
A Candelara Aicha vive per studiare e nel frattempo assiste una donna anziana e fragile: le fa compagnia, la accompagna fuori. In cambio ha vitto e alloggio. Il circolo è il posto dove la signora va da sempre, ed è lì che a gennaio la ragazza ha conosciuto l’uomo. All’inizio, dice, c’era un rapporto cordiale: un saluto, due parole. Poi le cose sarebbero cambiate. «Quando cominciava a bere, era arrivato anche ad allungare le mani». Per due o tre mesi Aicha ha smesso di frequentare il locale. Al ritorno, il silenzio reciproco: nessuno dei due rivolgeva più la parola all’altro.
La serata di sabato
Fino a sabato. Secondo il racconto della 31enne, l’uomo, che a suo dire aveva bevuto, avrebbe iniziato a insultarla mentre parlava con un’altra persona. Lei gli avrebbe chiesto di lasciarla in pace. Poco dopo, mentre era seduta con una donna, lui si sarebbe riavvicinato, rivolgendo alla ragazza nuovi insulti. «Gli ho detto che non volevo salutarlo né parlargli – continua Aicha – Non gli è piaciuto, soprattutto davanti agli altri».
La giovane si alza, gli intima di andarsene. Lui, sempre secondo la sua ricostruzione, le avrebbe premuto con forza la fronte contro la sua. Alle spalle la ragazza non ha vie di fuga, l’unica cosa che può fare è spingerlo via. È a quel punto che l’uomo l’avrebbe afferrata per il collo della giacca, colpendola più volte al volto. Poi l’intervento del secondo cliente.
La paura e la scelta di restare
Ora la denuncia è stata presentata, ma il terrore resta. «Ho paura della sua reazione, di aprire la porta e trovarmelo davanti». Eppure Aicha non intende sparire da quel circolo. Non per sé, ma per la donna che assiste. «Non trovo giusto dover smettere di andarci. Lei è abituata a frequentarlo da una vita». Sabato era seduta lì, e ha visto tutto. «Non era per niente tranquilla».