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Scuola, il lunedì degli allarmi bomba: 50 istituti evacuati in tutta Italia

Migliaia di studenti allontanati dopo una mail che minacciava un attentato in diversi plessi di Verona, Padova, Arezzo, Lucca, Chieti, Crotone e Reggio Emilia
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Verona, Padova, Arezzo, Lucca, Chieti, Crotone, Reggio Emilia. Le forze dell'ordine sono state impegnate in una maxi-operazione di bonifica in ben cinquanta scuole italiane. Motivo: allarmi bomba. Che poi, però, si sono rivelati tutti infondati.

Le indagini sono scattate ieri in seguito a una mail con un mittente che apparentemente apparteneva al ministero dell'Istruzione saudita, in cui si annunciava un attentato.

La mail ha come oggetto "La morte è vicina" e nel testo c'è scritto: "Vi informiamo con la massima urgenza che in questo momento nell'edificio è stato collocato un ordigno esplosivo contenente nitrato d'ammonio (ANFO). Oggi, con il permesso di Allah, condurremo una serie di attacchi terroristici pianificati sul territorio nazionale. Ciò che proverete oggi è solo l'inizio. Un giorno, il vostro governo cederà il potere e verrà instaurata la Sharia. Allahu Akbar".

Il caso Veneto

In provincia di Verona, è stato disposto lo sgombero immediato 27 plessi, dalle scuole dell'infanzi…

Verona, Padova, Arezzo, Lucca, Chieti, Crotone, Reggio Emilia. Le forze dell'ordine sono state impegnate in una maxi-operazione di bonifica in ben cinquanta scuole italiane. Motivo: allarmi bomba. Che poi, però, si sono rivelati tutti infondati.

Le indagini sono scattate ieri in seguito a una mail con un mittente che apparentemente apparteneva al ministero dell'Istruzione saudita, in cui si annunciava un attentato.

La mail ha come oggetto "La morte è vicina" e nel testo c'è scritto: "Vi informiamo con la massima urgenza che in questo momento nell'edificio è stato collocato un ordigno esplosivo contenente nitrato d'ammonio (ANFO). Oggi, con il permesso di Allah, condurremo una serie di attacchi terroristici pianificati sul territorio nazionale. Ciò che proverete oggi è solo l'inizio. Un giorno, il vostro governo cederà il potere e verrà instaurata la Sharia. Allahu Akbar".

Il caso Veneto

In provincia di Verona, è stato disposto lo sgombero immediato 27 plessi, dalle scuole dell'infanzia fino alle scuole medie. I ragazzi sono stati radunati nelle palestre e nei cortili in attesa dei genitori.

Poco dopo, lo stesso copione si è ripetuto in provincia di Padova. Nel mirino sono finiti la scuola Rodari, l’istituto Newton di Camposampiero e la scuola Vivaldi a Montegrotto Terme. In tutta la regione Polizia e Carabinieri hanno setacciato le aule senza trovare alcuna traccia di esplosivo.

L’allerta in Toscana

Ad Arezzo, l'allarme è scattato al liceo Vasari: circa 600 persone, tra studenti e dipendenti dell'istituto, sono state allontanate e dirette verso un parco pubblico. Sul posto sono intervenuti Vigili del Fuoco, Carabinieri e mezzi di soccorso.

Quasi in contemporanea, in provincia di Lucca, sono state evacuate altre undici strutture.

Chieti, mille studenti a casa

L'allarme ha raggiunto anche l'Abruzzo. Sono stati sgomberati otto plessi dell'Istituto Comprensivo 4, coinvolgendo circa mille alunni tra le scuole medie Mezzanotte e Ortiz, le primarie di Villaggio Celdit, Selvaiezzi e via Bosio, e tre scuole dell'infanzia. Il Comune è dovuto intervenire con una nota ufficiale per rassicurare la cittadinanza, precisando che non era in corso un'evacuazione generalizzata della città e che, dai primi controlli, non emergevano situazioni di pericolo reale.

La minaccia in Emilia

Evacuato il polo scolastico di Rivalta, frazione di Reggio Emilia. La dirigente scolastica ha immediatamente allertato la Digos. Circa 80 bambini sono stati allontanati e poi riconsegnati alle famiglie. Anche qui i controlli di bonifica hanno dato esito negativo.

Le scuole evacuate in Calabria

In Calabria l'allarme ha riguardato tre scuole, una nel crotonese, l'istituto Volta di Cotronei, e due nel reggino, l'istituto Jerace di Polistena, e l'istituito comprensivo Giovanni XXIII di Villa San Giovanni.

Gli inquirenti e le sezioni della Polizia Postale sono già al lavoro per tracciare la provenienza delle email. I responsabili, una volta identificati, rischiano pesanti conseguenze penali, tra cui la denuncia per procurato allarme e l'interruzione di pubblico servizio.

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